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Concetti Chiave

  • L'arte ufficiale egizia seguiva codici precisi per la rappresentazione dello spazio, con figure stilizzate e bidimensionali disposte lungo una linea di base per comunicare valori simbolici.
  • Nell'età romana, si sviluppò l'interesse per la profondità, mentre nel Medioevo la prospettiva si evolse lentamente, con l'arte bizantina che utilizzava figure bidimensionali e prospettive invertite.
  • Il Rinascimento segnò l'introduzione della prospettiva lineare, teorizzata da Filippo Brunelleschi, come metodo matematico per rappresentare la realtà tridimensionale su un piano bidimensionale.
  • Durante il Barocco, la prospettiva venne usata per rappresentare realtà immaginarie, negando lo spazio chiuso e concretizzando il concetto di infinito attraverso affreschi e pittura illusionistica.
  • La pittura metafisica, sviluppatasi tra il 1910 e il 1921, esplorava scenari impossibili e surreali, utilizzando prospettive errate e colori intensi per esprimere una realtà oltre l'apparenza fisica.

L'arte ufficiale egizia

L’arte ufficiale egizia: la raffigurazione dello spazio ubbidiva a precisi codici di rappresentazione. Le figure erano stilizzate e bidimensionali e si disponevano con regolarità lungo un’unica linea di base spesso a fasce sovrapposte. Le proporzioni tra le figure non erano reali ma erano funzionali alla comunicazione di valori simbolici. Lo spazio era rappresentato accostando piani separati o figure, la costruzione dell’immagine seguiva una logica astratta.

Mesopotamia e l'età romana

Mesopotamia: le composizioni erano spesso inquadrate da una cornice che isolava le figure e ne favoriva la lettura delle distanze e delle relative proporzioni. La figura acquisiva un’unità visiva, rimase però immutata per secoli la concezione gerarchica delle misure a seconda dell’importanza.

L’età romana: c’è interesse per lo spazio e per la profondità.
Medioevo: tra il V e il XV sec. d.C. la teoria della prospettiva si è evoluta lentamente, vennero abbandonate anche le regole intuitive dei romani. L’arte ravennate - bizantina è un esemplare di figura bidimensionale su uno sfondo dorato che appiattisce tutto. I mosaici ravennati descrivevano la realtà con elementi iconografici fissi, senza rispettare le relazioni di spazio e dimensione. Nella prospettiva invertita gli oggetti assumevano dimensioni maggiori di quelli più vicini (linee parallele verso osservatore). L’arte figurativa risentì di un sistema di valori cristiano. La rappresentazione 3d rimase assente fino al X sec. (eccezione ottoniana e carolingia). Nel XI era rara in pittura. Un innovazione fu determinata (XII sec.) dalle miniature dove venivano accennati i rapporti di misura tra le cose e le loro posizioni, la cui disposizione vuole alludere alla profondità. Il XII sec. segnò una decisa evoluzione verso la rappresentazione della spazialità.

Rinascimento e prospettiva lineare

Rinascimento: a partire dal XV sec. prospettiva significava un metodo matematico che serve a rappresentare la realtà 3d su un piano 2d. Il primo teorizzatore della prospettiva lineare (1 pt di fuga) fu Filippo Brunelleschi all’inizio del XV sec.

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Barocco: non si poneva l’obbiettivo di imitare la realtà, spingeva l’artista a distaccarsi dal confronto reale. La prospettiva serviva a rappresentare una realtà immaginaria, negli affreschi serviva per concretizzare il concetto di infinito, l’arte barocca negava lo spazio chiuso. La prospettiva divenne mezzo tecnico con formule matematiche.

Pittura illusionistica: nel 600 si affermò, con il gusto di rappresentare grandi spazi, la pittura illusionistica.

Anamorfosi e settecento

Anamorfosi: artificio grafico che provoca la deformazione dell’immagine, al punto che non se ne comprende la orma se non la si vede di scorcio o da un punto di vista. Descritta per la prima volta da Da Vinci fu usata dai pittori dal 500 al 700 (maggior esponente Erhard Schoen). In età manierista era apprezzata perché arricchiva gli oggetti di significati simbolici. Nell’età barocca ebbe molta fortuna perché creava effetti di meraviglia. Può essere utile per correggere errori relativi alla distanza, alla curvatura irregolare delle pareti/soffitto, può permettere di calibrare figure che possono essere viste solo di scorcio.

Settecento: nella seconda metà si avvia il processo di dissoluzione dell’unità prospettica. Pitture di grandi dimensioni si inseriva la presenza tumultuosa di persone e cose che accentuava la teatralità delle scene disperdendone l’unità visiva.

Rivoluzione impressionista e metafisica

Rivoluzione impressionista: si verifica una rottura radicale della spazialità prospettica del rinascimento. L’unico effetto 3d che sopravvive è impostato sul gioco di valori cromatici di diversa luminosità.

Metafisica: si occupa di rappresentare immagini relative al sogno anche se reali- si sviluppa tra il 1910 e il 1921. voleva esprimere ciò che è oltre l’apparenza fisica, rappresentare non la realtà che vediamo ma una nuova, in cui le cose hanno tra loro un rapporto estraneo alla nostra consuetudine. Rappresentano scenari impossibili, costruiti con prospettive volutamente errate e con ombre lunghe, illuminati da colori intensi e irreali. Descrivono un mondo disabitato carico di mistero e malinconia. Surreale = non possibile. Il sogno e la visione sono realtà parallele a quella quotidiana e quindi vanno descritte con immagini sorprendenti e inconsuete.

700:spazio dinamico infinito 600:luce riflessa frantuma lo spazio. Barocco: spazio dilatato.

Simbolo, allegoria e iconografia

Simbolo: segno visivo che esprime un significato astratto

Allegoria: personificazione

Iconografia: comprende repertorio di immagini cui sono attribuiti precisi significati, che consentono di individuare un soggetto, ha come obbiettivo primario la classificazione.

Iconologia: si occupa dell’interpretazione delle immagini, cioè dello studio dei loro significati simbolici e allegorici.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche principali dell'arte ufficiale egizia?
  2. L'arte ufficiale egizia seguiva codici di rappresentazione precisi, con figure stilizzate e bidimensionali disposte lungo una linea di base, utilizzando proporzioni non reali per comunicare valori simbolici.

  3. Come si differenziava l'arte mesopotamica da quella romana?
  4. L'arte mesopotamica utilizzava cornici per isolare le figure e favorire la lettura delle proporzioni, mentre l'arte romana mostrava un interesse per lo spazio e la profondità, evolvendo verso una rappresentazione più realistica.

  5. Qual è stata l'innovazione principale nell'arte del XII secolo?
  6. Nel XII secolo, le miniature iniziarono a suggerire rapporti di misura e posizioni, segnando un'evoluzione verso la rappresentazione della spazialità, abbandonando le regole intuitive precedenti.

  7. In che modo il Barocco ha influenzato l'uso della prospettiva?
  8. Nel Barocco, la prospettiva non mirava a imitare la realtà, ma a rappresentare una realtà immaginaria, utilizzando formule matematiche per creare effetti di infinito e distacco dalla realtà.

  9. Qual è il significato dell'anamorfosi nell'arte?
  10. L'anamorfosi è un artificio grafico che deforma l'immagine, visibile solo da un punto di vista specifico, utilizzato per arricchire le opere di significati simbolici e creare effetti di meraviglia, particolarmente apprezzato nell'arte barocca.

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