Concetti Chiave
- Il Consiglio ha il diritto di nominarsi i ministri e i Secretarios de Estado, ma deve rendere conto alle Cortes per le proprie attività.
- Una Commissione per la Costituzione viene insediata nel 1811, presieduta da Diego Torrero, che promuove importanti riforme come l'abolizione dell'Inquisizione.
- La Costituzione viene redatta rispettando la figura del re Ferdinando VII, nonostante il contesto di invasione straniera e le difficoltà interne.
- Il Consiglio di Reggenza, formato dalle Cortes, ha il potere di pubblicare leggi, firmare trattati e nominare magistrati, ma affronta tensioni con le Cortes.
- Quattro regolamenti sono stati prodotti per disciplinare il potere esecutivo del Consiglio di Reggenza, evidenziando la complessità del rapporto tra legislativo ed esecutivo.
Il ruolo del consiglio
Il Consiglio ha certo il diritto di nominarsi i ministri, i Secretarios de Estado, ma deve rispondere alle Cortes per la loro attività. Le sue competenze, molto importanti, vengono fissate: provvedere a tutti gli impieghi civili; tutti i doveri e diritti che vengono dal patronato regio; nomine del clero, impieghi civili e militari; guidare la resistenza militare contro i francesi. L’attività doveva sempre essere riportata, motivata e sottoposta alle Cortes. Non si tratta di poteri di governo o politici, ma sicuramente di grande responsabilità. Il complesso rapporto tra legislativo ed esecutivo, in questo contesto di invasione straniera, è pero destinato ad indebolire entrambi.
La commissione per la costituzione
Si decide molto presto di insediare una Commissione per la Costituzione, che però si riunirà relativamente tardi, cioè il 2 marzo 1811. La sua presidenza viene attribuita a colui che fino a quel momento era stato Presidente delle Cortes, Diego Torrero, intellettuale ecclesiastico. Sarà colui che chiederà l’abolizione dell’Inquisizione, lotterà per la libertà di stampa e, al ritorno di Ferdinando VII verrà rinchiuso, fino alla caduta del Re. Il lavoro di questa commissione si conclude il 25 agosto. Il progetto presentato alle Cortes non verrà modificato sostanzialmente. Il lavoro procede tra mille difficoltà, tra voci di congiure, il trasferimento della prigionia del re a Valencay. In ogni caso, la Carta viene scritta nell’assoluto rispetto della sua figura, come se potesse tornare da un momento all’altro e prendere il posto riservatogli dalla stessa. Posto che certamente stava molto stretto ad un monarca come Ferdinando VII, abituato a tradizione assolutistica.
Regolamenti e poteri esecutivi
Si produco diversi regolamenti per regolare il potere esecutivo, la sfera di azione del Consiglio di Reggenza. Se ne hanno quattro, gli ultimi due il 26 gennaio 1812 e 8 aprile 1813. Nel mentre la Costituzione è stata varata, e viene formato un Consiglio di Reggenza costituzionale, scelto dalle Cortes, e può pubblicarne leggi e decreti, nonché firmare e archiviare i documenti che necessiterebbero la firma del re. Spedisce poi i decreti e regolamenti alle autorità amministrative, vigila sui tribunali, firma trattati di pace e di commercio, nomina magistrati e altri impegni civili e militari, permette la fabbricazione di moneta e riscuote le imposte, nomina i ministri. Ma anche con questa Reggenza ci sono enormi problemi, con le Cortes che si proclamavano unici interpreti della sovranità nazionale.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale compito del Consiglio in relazione alle Cortes?
- Quando si è insediata la Commissione per la Costituzione e chi la presiedeva?
- Quali poteri aveva il Consiglio di Reggenza costituzionale?
Il Consiglio ha il diritto di nominare i ministri e i Secretarios de Estado, ma deve rendere conto alle Cortes per le loro attività, evidenziando un'importante responsabilità, nonostante non si tratti di poteri di governo o politici.
La Commissione per la Costituzione si è insediata il 2 marzo 1811, presieduta da Diego Torrero, un intellettuale ecclesiastico che ha lottato per l'abolizione dell'Inquisizione e la libertà di stampa.
Il Consiglio di Reggenza costituzionale, scelto dalle Cortes, aveva il potere di pubblicare leggi e decreti, firmare documenti, vigilare sui tribunali, nominare magistrati e gestire le finanze, ma affrontava anche notevoli problemi di legittimità con le Cortes.