Concetti Chiave
- La Costituzione di Bayonne, adottata sotto il governo di Giuseppe, è un documento più napoleonico che rivoluzionario, lontano dalle costituzioni moderne.
- Le Cortes previste dallo Statuto sono suddivise in tre ceti e non hanno poteri legislativi reali, essendo subordinate al Consiglio di Stato.
- Il Consiglio di Stato concentra il potere legislativo ed esecutivo, consentendo la legislazione anche in assenza delle Cortes.
- La Giunta centrale, formata nel 1808, ha il compito di governare la Spagna e guidare la guerra di indipendenza, segnando un ritorno al periodo riformista.
- Il regolamento della Giunta è stato redatto da Jovellanos, un esperto di diritto patrio, evidenziando la continuità con il passato pre-napoleonico.
La costituzione di Bayonne
Sotto il governo di Giuseppe, al Paese viene data una Costituzione, come in tutti gli altri regni sotto controllo napoleonico. È l’Estatuto de Baiona, più napoleonica che rivoluzionaria, nulla ha a che fare con la Carta del Direttorio del 1799. È del 6 luglio, precedente al formarsi della Giunta centrale, che quindi è una reazione a questa ottriazione. Lo Statuto è tutt’altro che una costituzione rappresentativa moderna, anche se prevedeva della Cortes, suddivise però in tre ceti, “estamentos”. Riprende le vecchie istituzioni, che, lungi dall’essere moderne assemblee, discutono in seduta segreta e non hanno i poteri delle assemblee rappresentative francesi. È previsto anche un Senato, così come un Consiglio di Stato. Tuttavia, data la situazione rivoluzionaria, di questi tre organismi viene istituito concretamente soltanto l’ultimo. Le Cortes avrebbero dovuto avere il potere legislativo, ma senza diritto di iniziativa legislativa, che apparteneva invece al Consiglio di Stato, che poteva legiferare anche quando le Cortes erano chiuse, partecipando anche del potere esecutivo. La Costituzione di Bayonne si distingue proprio perché prevede organi in cui poteri diversi vengono esercitati dalla stessa entità, mentre altri vengono privati di qualsiasi potere. Lo Statuto costituzionale, apparentemente scritto da un’assemblea di notabili convocata da Napoleone, è in realtà farina del suo sacco, e non verrà mai attuato interamente. Quindi formalmente la prima costituzione spagnola, ma mai attuata. Concentra tutti i poteri nelle mani di Giuseppe, il cui potere è appunto assicurato dalla commistione tra esecutivo e legislativo.
La giunta centrale e la guerra
Il 25 settembre 1808 si riunisce la Giunta centrale, con l’incarico di dare un governo unitario alla Spagna e assumere la guida della guerra di indipendenza. Cioè convocare la “Nazione a Cortes”. Il tutto è previsto a breve, ma ci si rende conto che è alquanto difficile da attuare, aspettando il 24 settembre 1810. La Giunta è presieduta da un illuminista, il Conte di Floridablanca, a garanzia della continuità, e ciò segnala che non c’è alcuna rivoluzione in atto, ma un ritorno all’epoca precedente al dominio napoleonico, il periodo riformista. A redigere il regolamento della Giunta è Jovellanos, intellettuale che era stato al servizio di Carlo IV, uno dei maggiori esperti di diritto patrio, nonché Ministro della Giustizia per Godoy.
Domande da interrogazione
- Qual è la natura della Costituzione di Bayonne e come si differenzia da altre costituzioni?
- Qual è il ruolo della Giunta centrale nella guerra di indipendenza spagnola?
- Chi presiede la Giunta centrale e quale significato ha questa scelta?
La Costituzione di Bayonne, o Estatuto de Baiona, è più napoleonica che rivoluzionaria e non ha nulla a che fare con la Carta del Direttorio del 1799. Sebbene preveda delle Cortes, queste sono suddivise in tre ceti e non hanno poteri rappresentativi moderni, con il Consiglio di Stato che detiene il potere legislativo, limitando l'effettivo funzionamento delle Cortes (testo).
La Giunta centrale, riunita il 25 settembre 1808, ha il compito di dare un governo unitario alla Spagna e guidare la guerra di indipendenza, convocando la “Nazione a Cortes”. Tuttavia, l'attuazione di questo piano si rivela complessa e richiede tempo, con la convocazione effettiva che avverrà solo nel 1810 (testo).
La Giunta centrale è presieduta dal Conte di Floridablanca, un illuminista, il che indica una continuità con l'epoca precedente al dominio napoleonico e segnala l'assenza di una vera rivoluzione, puntando piuttosto a un ritorno al periodo riformista (testo).