Concetti Chiave
- La Molarità è definita come il numero di moli di soluto presenti in un litro di soluzione, con unità di misura mol/L.
- Una soluzione è un miscuglio omogeneo composto da un soluto (in minore quantità) e un solvente (in maggiore quantità), indistinguibili ad occhio nudo.
- Per calcolare la massa del soluto necessario per una soluzione, si utilizza la molarità e il volume della soluzione per ottenere il numero di moli, poi si applica il peso molecolare.
- Il procedimento per preparare una soluzione a molarità nota comprende pesare il soluto, mescolarlo con il solvente e raggiungere il volume desiderato nel matraccio.
- Quando il cloruro di sodio si dissolve in acqua, si dissocia, causando una diminuzione del volume del solvente a causa dell'attrazione tra le molecole d'acqua e gli ioni disciolti.
In questo appunto di Chimica verrà prima introdotto il concetto di Molarità, nonché l’unità di misura utilizzata, per poi passare alla risoluzione di un esercizio in cui si ha una soluzione a molarità nota.
Che cos'è la molarità?
In Chimica, si definisce Molarità o Concentrazione Molare di una soluzione il numero di moli di soluto presenti in 1 litro di soluzione. Ovviamente, per comprendere a pieno il significato di questo enunciato, è necessario ricordare che in una soluzione (cioè in un miscuglio di tipo omogeneo) vi sono sempre due componenti distinte, ovvero:- il soluto è il componente presente in minore quantità;
- il solvente è il componente presente in maggiore quantità;
Ad ogni modo, se indichiamo con
E l’unità di misura è
Noto e compreso il concetto di Molarità di una soluzione, possiamo passare all’approccio pratico tramite la risoluzione di un esercizio nel prossimo paragrafo.
Applicazione e risoluzione di un esercizio sulla molarità
Vediamo adesso di risolvere un esercizio in cui vogliamo realizzare una soluzione a molarità nota. In particolare, vogliamo ottenere una molaritàCosa succede al cloruro di sodio a contatto con l’acqua?.
Intanto, per realizzare questa soluzione è necessario avere i seguenti strumenti di laboratorio:
- Matraccio tarato⇾Capacità 100mL;
- Becher⇾Capacità 50mL ;
- Spruzzetta⇾Capacità 500mL;
- Bilancia Digitale a un piatto⇾Sensibilità 10⁻²\Capacità 200g;
- Pipetta⇾Sensibilità 0,5 mL\ Capacità 3,0mL;
- Spatola in plastica;
- Vetro da orologio;
- Imbuto di vetro;
Ad ogni modo, nel caso in questione i “reattivi” da utilizzare sono:
- H₂O-acqua; Elementi dell’etichetta:Etichettatura secondo il regolamento (CE) n. 1272/2008: non applicabile.Pittogrammi di pericolo: non applicabile. Componenti pericolosi che ne determinano l’etichettatura: nessuno;
- NaCl-cloruro di sodio,salgemma, sale comune, sale marino, sale; Elementi dell’etichetta:Etichettatura secondo il regolamento (CE) n. 1272/2008: non applicabile.Pittogrammi di pericolo: non applicabile. Componenti pericolosi che ne determinano l’etichettatura: nessuno.
- Dati forniti: Molarità della soluzione (=0,4 mol/L) e Volume soluzione (=100 mL=0,1L);
- Dati mancanti: massa(g) del soluto (NaCl).
Avendo il numero di moli del soluto, e conoscendo il peso molecolare, possiamo facilmente ricavare la massa. In particolare, la massa molare del soluto è pari a:
Quindi la massa del soluto sarà:
Avendo adesso tutti i dati che ci occorrono si può passare al procedimento pratico della prova.
1. Poniamo il vetro da orologio sul piatto della bilancia e tariamola.
2. Pesiamo 2,32g di cloruro di sodio (NaCl) sul vetro da orologio.
3. Versiamo acqua distillato(H₂O) nel matraccio, con capacità 100 mL, senza arrivare all’incisione della tacca.
4. Poniamo un imbuto sul collo del matraccio e facciamo scendere il soluto dal vetrino con l’aiuto di una spatola.
5. Puliamo da eventuali residui di materiale solido sia il vetro da orologio sia l’imbuto..
6. Chiudiamo il matraccio e agitiamo fino ad ottenere una soluzione omogenea (non si devono più vedere i pezzi solidi del cloruro di sodio).
7. Noteremo che il livello della soluzione si è abbassato, quindi, con l’aiuto della pipetta, aggiungiamo altra H₂O fino a raggiungere la tacca incisa nel matraccio.
Osservazioni e conclusioni:Durante la prova si è potuto osservare che il volume del solvente diminuisce con la presenza del cloruro di sodio. Questo avviene perchè diminuisce il volume tra i legami delle molecole dell’acqua. Infatti, sappiamo che il cloruro di sodio quando entra a contatto con la molecola dell’acqua, scinde i propri legami. In particolare, il cloro attrae a sé gli atomi di idrogeno carichi positivamente (H⁺) mentre il sodio si lega con gli atomi di ossigeno carichi negativamente (O ˉ).
N.B. Abbiamo utilizzato il matraccio al posto di altri dispositivi perchè ci consente una precisione abbastanza elevata in confronto ad un becher o ad un cilindro graduato. Il matraccio ,infatti, ha un collo lungo e stretto, questo fa sì che la superficie della circonferenza è minore rispetto agli altri contenitori in cui è costante. Grazie alla superficie così ristretta, l’errore è minore e si può osservare più facilmente la variazione del volume.
Nel prossimo paragrafo sono presenti dei link di approfondimento utili alla comprensione di quanto detto.

Link di Approfondimento
Per ulteriori approfondimenti sull’argomento, si consiglia di consultare i seguenti link:Domande da interrogazione
- Cos'è la molarità e come si calcola?
- Quali sono i componenti di una soluzione omogenea?
- Quali strumenti sono necessari per preparare una soluzione a molarità nota?
- Come si determina la massa del soluto necessario per una soluzione?
- Cosa accade al cloruro di sodio quando viene disciolto in acqua?
La molarità, o concentrazione molare, è definita come il numero di moli di soluto presenti in 1 litro di soluzione. Si calcola con la formula \( M = \frac{n_{soluto}}{V_{soluzione}} \), dove \( n_{soluto} \) è il numero di moli di soluto e \( V_{soluzione} \) è il volume della soluzione in litri.
In una soluzione omogenea ci sono due componenti: il soluto, presente in minore quantità, e il solvente, presente in maggiore quantità. Ad esempio, nell'acqua di mare, il solvente è l'acqua e il soluto sono i sali disciolti.
Per preparare una soluzione a molarità nota, sono necessari strumenti come un matraccio tarato, un becher, una bilancia digitale, una pipetta, una spatola in plastica, un vetro da orologio e un imbuto di vetro.
La massa del soluto si determina conoscendo la molarità e il volume della soluzione. Si calcola prima il numero di moli del soluto usando la formula inversa della molarità, e poi si utilizza il peso molecolare del soluto per trovare la massa.
Quando il cloruro di sodio entra in contatto con l'acqua, i legami del cloruro di sodio si rompono. Il cloro attrae gli atomi di idrogeno dell'acqua, mentre il sodio si lega agli atomi di ossigeno, causando una diminuzione del volume del solvente.