Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Socrate, nato ad Atene nel 469 a.C., ha dedicato la sua vita alla filosofia, considerandola una scelta di vita e impegnandosi in un dialogo costante con cittadini di ogni ceto sociale.
  • Condannato a morte nel 399 a.C. per corruzione dei giovani e per non riconoscere gli dei tradizionali, Socrate ha suscitato astio attraverso il suo incessante interrogare i cittadini.
  • Non avendo lasciato scritti, la figura di Socrate è conosciuta attraverso le testimonianze di discepoli e contemporanei, come Platone e Aristofane, che offrono visioni diverse del filosofo.
  • Il metodo educativo di Socrate si basa sul dialogo, articolato in ironia e maieutica, mirato a far emergere la verità attraverso la riflessione critica e l’ascolto attivo.
  • Per Socrate, la virtù è identificata con il sapere e la capacità di distinguere il bene dal male, sostenendo che tale conoscenza è fondamentale per agire in modo virtuoso e raggiungere la felicità.

Quali sono le origini di Socrate?

Socrate nacque ad Atene nel 469 a.C. da un padre scultore e una madre ostetrica, egli seguirà le orme del padre e questo gli frutterà una piccola eredità che gli darà la possibilità di sfamare la famiglia e di dedicarsi completamente alla filosofia, con Socrate appare per primo l’idea della filosofia come scelta di vita. Socrate trascorre la sua vita in un’incessante ricerca, in un continuo dialogo con i giovani e con uomini di ogni ceto sociale e svolge tale attività soprattutto nelle vie e nei centri della vita pubblica.

Accuse e condanna di Socrate

Questa ricerca, che implicava a un continuo interrogare i cittadini sui destini di Atene, suscitarono astio e varie accuse contro il filosofo. Nel 399 a.C viene accusato di corruzione versione i giovani e di non riconoscere gli dei tradizionali da parte di Anito, Licone e Meleto e per questo viene condannato a morte.

Testimonianze su Socrate

Socrate, il pensatore che ha influito maggiormente sugli sviluppi della filosofia greca, non ha lasciato nulla scritto e tutto ciò che sappiamo di lui viene da testimonianza altrui, che però non sono univoche. Fra questi ci sono Aristofane, che lo presenta come un cattivo maestro per i giovani, Senofonte, meno affidabile poiché conobbe Socrate solo in età giovanile, Platone, suo discepolo ed amico, e Aristotele, discepolo di Platone.

Differenze tra Socrate e i sofisti

Ciò che distingue Socrate dai sofisti è che il sofista può fare, per esempio, bei discorsi sul coraggio, ma senza essere un coraggioso, mentre Socrate fa discorsi piacevoli e può parlare liberamente perché ciò che dice si accorda sempre con ciò che pensa.

Il metodo educativo di Socrate

Dialogare significa saper ascoltare, rispondere e porre domande, senza mai eludere le questioni che sono poste. E ciò che fa Socrate attraverso il dialogo è abituare gli individui a pensare per aiutarli a ragionare. Socrate, infatti, crede che il discorso non debba essere un modo di persuasione per arrivare a una realtà soggettiva, bensì serva a far cogliere la verità oggettiva. Egli svolge dunque un vero e proprio metodo educativo.

Ironia e maieutica

Questo metodo educativo si divide in due parti:

-l’ironia, in cui Socrate si finge ignorante riguardo un argomento e dopo aver fatto in modo che il suo interlocutore esponga le proprie tesi il filosofo pone domande ben ragionate, mirate a dimostrare poco per volta l'inesattezza delle stesse tesi. Questo metodo ha come obbiettivo la maturazione nell’interlocutore di una nuova conoscenza critica, base essenziale per la ricerca della verità;

-la maieutica viene dal greco maieutiké (sottinteso: téchne) e significa "arte della levatrice", infatti Socrate si paragonava alla madre, appunto un’ostetricia, che come lei aiutava a partorire le donne, egli aiutava l'interlocutore a partorire da sé stesso la verità di cui l’individuo era gravido. Dunque questo metodo non si basa sul tentativo di vincere l'interlocutore con la propria abilità retorica, così come facevano i sofisti.

Il dialogo socratico

Un'altra caratteristica del dialogo socratico, che lo distingueva dal discorso dei sofisti, era il continuo domandare di Socrate su quello che stava affermando l'interlocutore; sembrava quasi che egli andasse alla ricerca di una precisa definizione dell'oggetto del dialogo. «Ti estì» , "che cos'è".

L'invenzione del metodo induttivo

Aristotele attribuisce a Socrate l’invenzione del metodo induttivo, nella quale l’induzione può servire come avviamento dell'intuizione intellettuale, cioè come processo "definitorio" volto a ricercare l'essenza dell'argomento di cui si parla.

L'oracolo di Delfi

Nell’Apologia, Socrate racconta di un suo discepolo che chiede all’oracolo di Delfi se ci fosse qualcuno più sapiente di Socrate e l’oracolo gli risponde che nessuno si poteva considerare più sapiente di lui. Socrate interpreta questa risposta come riconoscimento che egli è sapiente perché sa di non sapere. Egli ritiene che Apollo gli abbia affidato il compito di rendere gli altri uomini consapevoli della loro ignoranza e dello smascheramento di ogni presunzione di verità.

La ricerca della verità

Socrate, inoltre, afferma che il dio è sapiente, ma l’uomo è filosofo, ricercatore della verità e della sapienza: la ricerca della verità è caratteristica dell’uomo e deve essere condotta personalmente da ciascuno individuo. Dunque, il sapere umano per Socrate è caratterizzato da una disposizione a cercare. A Socrate, pertanto, possiamo far risalire la concezione della filosofia come discorso che interroga e pone problemi, non che cerca di dare risposte.

La virtù come sapere

Per Socrate la virtù è sapere distinguere in ogni situazione che cosa è bene e che cosa è male per poter scegliere il bene e per poterlo praticare. Socrate, in tal modo, si oppone al relativismo etico dei sofisti: i criteri di valutazione sulla condotta umana devono essere stabili per saper distinguere ciò che è bene da ciò che è male.

La virtù è dunque un sapere e per questo insegnabile, attraverso un cammino di riflessione su se stessi. Per Socrate se si riconoscere ciò che è bene fare, non si potrà che seguire il bene. Infatti, anche quando sembra determinare immediate conseguenze dolorose, l’azione virtuosa condurrà infine alla felicità, perché solo chi è virtuoso può essere felice.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della figura di Socrate nella filosofia greca?
  2. Socrate è considerato il pensatore che ha avuto il maggiore impatto sugli sviluppi della filosofia greca, nonostante non abbia lasciato scritti, ma le sue idee sono state tramandate da discepoli e testimoni come Platone e Aristotele.

  3. Quali furono le accuse che portarono alla condanna di Socrate?
  4. Socrate fu accusato di corruzione dei giovani e di non riconoscere gli dei tradizionali, portando alla sua condanna a morte nel 399 a.C. da parte di Anito, Licone e Meleto.

  5. In che modo Socrate si differenzia dai sofisti?
  6. A differenza dei sofisti, che possono parlare di virtù senza praticarla, Socrate allinea sempre il suo discorso con le sue convinzioni, cercando la verità attraverso il dialogo e l'interrogazione.

  7. Qual è il metodo educativo di Socrate e come si articola?
  8. Il metodo educativo di Socrate si basa sul dialogo, che include l'ironia e la maieutica; l'ironia consiste nel farsi ignorante per far emergere le contraddizioni nelle tesi altrui, mentre la maieutica aiuta l'interlocutore a scoprire la verità dentro di sé.

  9. Come definisce Socrate la virtù e il suo rapporto con la conoscenza?
  10. Socrate sostiene che la virtù è sapere, ovvero la capacità di distinguere il bene dal male, e che tale sapere è insegnabile, poiché riconoscere il bene porta inevitabilmente a praticarlo e, quindi, alla felicità.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community