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Sociologia economica

La sociologia

La sociologia è lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali.

La società: insieme di individui che condividono degli obiettivi e che sottostanno a norme e principi comuni.

È necessario utilizzare un approccio storico-teorico per ricostruire i momenti in cui la società emerge non solo come campo di analisi ma anche come luogo della spiegazione -> così da comprendere quando la società diventa un oggetto di studio -> perché possa nascere questa disciplina è necessario:

  1. La caduta delle spiegazioni presociali o meta-sociali dell’origine della società -> la sociologia ha motivo di esistere dal momento in cui si comprende che gli individui con le proprie azioni hanno la capacità di modificare la società stessa, prima la società era considerata all’esistenza di qualcosa di sovrannaturale -> questo processo viene definito di laicizzazione -> l’uomo viene liberato dalla sua dipendenza dalla tradizione.
  2. Il processo di differenziazione della sociologia dalle altre scienze -> il quale può avvenire solo separando la sociologia dallo Stato e dal mercato, le altre scienze che studiano la società.

La nascita di questa disciplina viene favorita anche da una serie di cambiamenti che avvengono nel XVIII secolo:

  • La rivoluzione scientifica -> si ricorre alla scienza per comprendere il mondo -> ci si basa sull’osservazione dei fatti in maniera sistematica non più solo nelle scienze naturali ma anche nello studio della società stessa.
  • La rivoluzione industriale -> grandi trasformazioni socio-economiche accompagnano lo sviluppo di innovazioni tecnologiche -> la popolazione aumenta e si sposta dalle campagne alle città e nascono nuove classi sociali, borghesia, capitalista e proletariato.

La rivoluzione era vista come una tappa decisiva verso l’emancipazione ed il progresso MA anche con un’accezione negativa: sradicamento della popolazione dal loro luogo d’origine; indebolimento legami familiari dovuto all’assenza di genitori per lavorare in fabbrica per gran parte della giornata; dominano i rapporti impersonali di scambio dissolvendo i legami sociali autentici.

  • La rivoluzione francese (1789) -> segna il trionfo dei valori di libertà ed uguaglianza, sancita nella “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino” -> il riconoscimento di tali principi porta alla messa in discussione dei valori della tradizione cambiando così i rapporti tra gli individui.

La sociologia è dunque figlia del mutamento -> nel XIX secolo si fondano le prime associazioni dei sociologi e vengono pubblicate le prime riviste.

I padri fondatori della disciplina sono:

  • Auguste Comte -> il quale coniò il termine “sociologia” -> socios-logos “studio della società”.
  • Emile Durkheim.
  • Karl Marx.
  • Max Weber.

La sociologia economica

La sociologia economica è l’insieme degli studi che mettono in relazione i fenomeni economici con quelli sociali -> adotta lo sguardo tipico della sociologia per comprendere i fenomeni economici.

I fenomeni economici vengono spiegati tramite l’analisi di una o più variabili che esulano dall’economia in senso stretto e considerano altri campi, quelli perfettamente sociali -> l’ambito di studi è molto ampio dato che, come osservava Polanyi, con la “grande trasformazione”, economia e società sono divenute un tutt’uno che non può essere scisso.

La sociologia economica nasce contestualmente alla sociologia con lo sviluppo del sistema capitalistico.

Vanno chiariti alcuni concetti fondamentali:

  1. Il mercato: l’intera società è posta all’interno di un sistema capitalistico rappresentato a sua volta nel mercato, luogo in cui viene analizzata l’intera società -> è impossibile ricostruire i fenomeni economici, ma anche cambiamenti storici, politici ecc., nel quadro dell’astratto dogma dell’utilità economica -> il capitalismo è base del mercato.
  2. L’istituzione: complesso di norme sociali che regolano ed orientano il comportamento e si basano su sanzioni che tendono a garantire il rispetto da parte dei singoli soggetti -> all’interno delle quali lo stesso mercato si sviluppa.
  3. Le organizzazioni: sono collettività concrete che coordinano un insieme di risorse umane e materiali per il raggiungimento di un determinato fine, tutte le organizzazioni sono istituzioni ma non viceversa.

Il paradigma classico e neoclassico

Il paradigma classico e quello neoclassico dell’economia considerano che l’individuo intraprenda azioni, volte a massimizzare l’utile, avendo un quadro completo del contesto e delle risorse a disposizione, razionalità assoluta -> si può spiegare come l’individuo reagisce di fronte ad un fenomeno sociale:

  1. Imputando ai singoli soggetti un sistema di preferenze dotato di caratteristiche molto restrittive -> ogni soggetto che compie un’azione lo fa avendo un sistema di preferenze, formulato tramite la funzione di utilità.
  2. Imputando loro conoscenze certe circa le conseguenze di tutti i corsi di azioni rilevanti.
  3. Modellando un contesto che consente al singolo di basarsi su segnali che non dipendono dalle sue azioni.
  4. Ipotizzando che le azioni adottate dai singoli siano quelle che massimizzano la funzione di utilità.

Questa immagine dell’uomo, Homo oeconomicus, è distante dalla realtà -> è ciò che la sociologia economica vuole negare riformulando alcuni concetti chiave e tenendo conto dei concetti di irrazionalità, illogicità, scarsità di informazioni e contestualità.

Di cosa si occupa la sociologia economica?

La sociologia economica si distingue dall’economia non per l’oggetto di studio bensì per l’approccio teorico e il metodo utilizzato, mettendo in discussione la prospettiva dominante in economia.

Per comprendere di cosa si occupa la sociologia economica Polanyi fa una distinzione tra:

Economia formale: l’insieme delle attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse, che potrebbero avere usi alternativi, al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi -> studia il fenomeno economico in base ad un paradigma basato sulla razionalità assoluta.

Economia sostanziale: l’insieme delle attività stabilmente svolte dai membri di una società per produrre, distribuire e scambiare beni e servizi -> parte dall’idea che ogni individuo per soddisfare i propri bisogni dipende dagli altri individui -> ciò di cui la sociologia economica si occupa.

Alcuni tratti della sociologia economica

Azione economica come azione sociale: l’azione economica non è guidata soltanto dalla scarsità e dalla massimizzazione dell’utilità -> è un’azione sociale perché viene condizionata dal mondo che lo circonda.

Ruolo delle istituzioni sociali: non è rilevante soltanto il mercato ma anche altre istituzioni, quali lo Stato e la comunità, i quali condizionano e vincolano l’individuo.

Metodologia: non vuole prevedere bensì descrivere e spiegare i fenomeni sociali ed ha un orientamento più empirico -> basata sul raccoglimento di dati, sulla loro analisi, interpretazione ed applicazione.

La sociologia economica non si sviluppa in modo uniforme -> vi è sia una varietà di temi, dal piano macro a quello micro, sia un diverso approccio di studio teorico-metodologico, teorie strutturaliste e teorie dell’azione:

  • Le teorie strutturaliste: è la società nel suo insieme che influenza l’individuo nelle sue decisioni in modo significativo -> vi è un primato della società sull’individuo.
  • Teorie dell’azione: è l’individuo nelle sue azioni individuali a modificare la società -> la società è vista come prodotto delle interazioni degli individui.

Tappe fondamentali nella storia della sociologia economica

  1. Fino al 1870 -> scarsa differenziazione tra economia e sociologia, principale esponente Marx.
  2. 1890-1920 -> prima differenziazione tra le due discipline -> la sociologia economica si focalizza sul capitalismo -> si sostiene che il capitalismo venne influenzato non solo da fattori economici ma anche da fattori sociali, istituzionali, culturali e politici.
  3. 1930-1980 -> la differenziazione si fa più consistente anche grazie allo sviluppo dell’approccio funzionalista che ha portato alla teoria del sistema sociale, Parsons modello AGIL -> si fa riferimento alle 4 funzioni svolte dai 4 sottosistemi che compongono la società:
  • 1°: “A” -> Adattamento -> svolto dall’economia -> ogni società ricava dall’ambiente in cui si trova delle risorse utili alla sopravvivenza che vanno distribuite all’intera società -> vede la società come un organismo vivente.
  • 2°: “G” -> Raggiungimento degli obiettivi -> spetta alla politica -> ogni società mediante istituzioni politiche deve porsi degli obiettivi e fare in modo che non ostacolino il sistema.
  • 3°: “I” -> Integrazione -> promossa dalla religione e del sistema giuridico -> ogni società deve preservare l’ordine sociale dandosi delle regole e stabilendo delle sanzioni per coloro che non le rispettano.
  • 4° “L” -> Mantenimento dei modelli latenti -> compito dell’istruzione e della socializzazione -> la famiglia come parte della società è colei che deve dare i valori sociali primordiali all’individuo così che possa vivere in una società.

Nonostante volesse contribuire all’unione delle due discipline ha portato alla loro differenziazione confermata dal fatto che: l’economia si occupa del “valore” mentre la sociologia dei “valori”.

  1. 1980 -> rinascita della sociologia economica grazie allo sviluppo di due filoni: la nuova sociologia economica e la “comparative political economy”.

Lo status scientifico della disciplina

Se l’obiettivo dell’attività scientifica è quello di creare leggi generali di connessione tra fenomeni, del tipo se “A” allora “B” -> la sociologia economica rifiuta questo approccio e non tende alla generalizzazione, vi è più la necessità di creare dei modelli.

La ricerca di leggi generali, teoria monista -> no differenze tra scienze fisiche e sociali, è ritenuta impraticabile da Weber se applicata alla società -> la teoria monista ritiene che:

  • Vi è un solo metodo scientifico che si basa sulla formulazione di ipotesi e sulla verifica empirica di esse.
  • L’attività conoscitiva è diretta all’elaborazioni di spiegazioni dei fenomeni.
  • L’attività scientifica ha carattere nomologico -> tramite l’accumulazione di conoscenze si formulano leggi generali.
  • La differenza dell’oggetto studiato dalle scienze fisiche e sociali determina solo un rallentamento delle ultime causato da una maggior irregolarità di esse -> che però è facilmente colmabile tramite l’accumulazione di più conoscenze.

Nella realtà dei fatti gli eventi sociali sono fortemente influenzati da infiniti fattori, in particolare -> la complessità delle condizioni che li circondano ed il ruolo degli ordinamenti normativi -> è pur sempre possibile formulare leggi generali MA occorre fondarle su condizioni restrittive che ne limitano l’applicabilità empirica -> in sociologia economica non vengono richieste necessariamente leggi generali bensì si formulano modelli, ricostruzioni ideali di situazioni particolari definite da specifiche condizioni che ne limitano la validità nello spazio e nel tempo -> i modelli sono elaborati a partire dalla realtà fisica e servono per interpretarla.

Nelle scienze sociali si individuano due modelli interpretativi:

  1. Individualismo metodologico -> una prospettiva di analisi che cerca di spiegare i fenomeni sociali partendo dalla motivazione degli individui che agiscono.
  2. Olismo metodologico -> spiegazione del fenomeno guardandolo nella sua collettività -> è la società a condizionare l’azione individuale -> occorre sbarazzarsi degli attori riducendoli a stereotipi esecutori delle costrizioni del sistema.

Questa linea di frattura si riflette anche nell’ambito della sociologia economica alimentando il pluralismo interpretativo, coesistenza di modelli interpretativi differenti tra loro -> l’obiettivo dello studio scientifico dei fenomeni sociali è quello di ricostruire l’interazione tra condizioni esterne dell’azione e motivazioni dell’attore determinando un articolare fenomeno -> tale scopo è difficile da raggiungere perché:

  • L’oggetto preso in analisi è complesso ed influenzato da molteplici componenti.
  • Essendo il ricercatore a selezionare discrezionalmente condizioni e motivazioni che influenzano l’azione assumono rilievo i valori del ricercatore poiché lo influenzano nell’analisi.

Tuttavia questo non inficia il lavoro scientifico se i valori del ricercatore sono esplicitati e se gli elementi di verifica e le prove su cui si fonda sono soggetti ad esame -> Weber mette in guardia il ricercatore facendo una distinzione tra relazione ai valori, nella selezione del tema di ricerca e nelle individuazioni causali egli non può essere guidato dai propri valori, e giudizi di valore, non possono essere giustificati su base scientifica.

Sociologia economica e scienze sociali possono contribuire alla produzione consapevole della società -> per fare ciò sono però necessarie due condizioni: libertà di ricerca e discussione scientifica e la valorizzazione e la protezione delle istituzioni in cui esse crescono -> in una società aperta e democratica.

L’attore sociale e Weber

In sociologia l’attore, il soggetto, non agisce isolato ma è influenzato da altri soggetti pertanto il suo comportamento fa riferimento anche al comportamento altrui.

Per Weber la società è un tessuto di relazioni sociali -> un individuo fa riferimento anche al comportamento di altri soggetti o gruppi -> l’individuo quindi non agisce isolato ed inoltre attribuisce un senso soggettivo all’agire, agendo dà a quell’azione un significato soggettivo -> Weber individua 4 tipi di agire:

  1. Agire razionale rispetto allo scopo -> agire cercando di massimizzare gli utili, razionalità strumentale.
  2. Agire razionale rispetto al valore -> agire seguendo le proprie condizioni, i propri valori senza tener conto delle reali conseguenze delle proprie azioni.
  3. Agire affettivo -> seguendo gli affetti personali, le passioni e l’istinto, irrazionalmente.
  4. Agire tradizionale -> conformemente alla tradizione.

Ne risulta che il concetto di razionalità è più articolato e complesso di come lo intendono i neoclassici.

L’azione economica è vista come azione sociale -> gli individui, più che l’opzione ottimale, scelgono quella che ritengono più soddisfacente tenendo conto delle informazioni da loro possedute -> le azioni sono spinte dalla conformità alla routine -> Weber mette in rilievo l’economia domestica nella quale non è incentrata al perseguimento del profitto, il quale difatti non è tipico di tutte le economie.

Durkheim e l’economia come azione sociale

Durkheim ha un approccio differente da Weber sull’economia come azione sociale.

Per Durkheim l’economia commette l’errore di volersi sviluppare come scienza indipendente separandosi dagli aspetti sociali -> egli critica il concetto di homo oeconomicus basato su presupposti errati, considerandolo un attore che si estranea da ogni circostanza di spazio e di luogo e che è guidato solo da considerazioni individualistiche, legate al proprio interesse.

Il cambiamento della società è basato sul cambiamento della solidarietà, intesa come senso di appartenenza ad una comunità e la condivisione di norme ed obblighi morali -> prendiamo come esempio i suicidi, molto più alti in città che in campagna perché avvengono a seguito della disgregazione sociale ed in campagna il potere è più stabile -> i fatti economici vengono concepiti come fatti sociali facendo riferimento alle forme istituzionali le quali regolano la società.

Embeddedness e radicamento

L’embeddedness ovvero “il radicamento” del comportamento economico in reti di relazioni interpersonali -> è conseguenza dell’interazione economica come azione sociale -> rimanda al concetto di capitale sociale, che a sua volta può essere inteso come:

  • Una proprietà della collettività, Putnam.
  • Una risorsa dell’individuo, Coleman.

Zukin e DiMaggio considerano restrittiva la definizione di embeddedness fornita da Granovetter e individuano 4 tipi di radicamento:

  1. Cognitivo -> i processi mentali avvengono secondo degli schemi interpretativi che aiutano a conferire un senso alle proprie azioni.
  2. Culturale -> l’uomo opera all’interno di un contesto culturale che lo condiziona fortemente, valori, norme, credenze -> esso può limitare anche l’applicazione di una logica di mercato, l’altruismo.
  3. Strutturale -> legato alle reti di relazioni all’interno delle quali l’uomo è inserito.
  4. Politico -> lo Stato attraverso le leggi vincola le azioni dell’uomo -> con l’aggiunta del radicamento territoriale dell’azione economica.

Il concetto di embeddedness consente di definire

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aliceberardinelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Spina Elena.
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