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Sociologia dell'ambiente e del territorio

La sociologia dell'ambiente e del territorio rappresenta "lo studio dell'interazione tra ambiente e società" (Dunlap,1997). È un approccio sociologico attento alla dimensione spaziale dei fenomeni sociali. La nostra relazione con lo spazio è in parte codificata attraverso una serie di pratiche sociali (automatiche e irriflesse). Gli spazi sono organizzati alla luce di tali pratiche. La configurazione degli spazi è ricca di informazioni sull'organizzazione della vita, sui rapporti tra individui (anche di sovraordinazione e subordinazione). Gli spazi svolgono una funzione di ancoraggio sociale ed esistenziale (Augustoni, Sanseviero, 2007). Lo spazio nello strutturare rapporti di interazione (economici, affettivi, politici) produce forme (stabili).

  • Spazio: Ambiente fisico indeterminato e recipiente di processi sociali (spazio privato/pubblico)
  • Territorio: Un'estensione determinata dello spazio, organizzata e trasformata dagli individui
  • Luogo: Il territorio per come viene rappresentato nei vissuti soggettivi degli individui e della comunità che lo abitano e lo caratterizzano, con le loro attività, le loro tradizioni, le loro culture

Sociologia delle città

La sociologia urbana

È una linea di ricerca nel quadro delle discipline sociologiche, che ha come elemento caratterizzante quello di interessarsi della città e dei suoi aspetti sociali e cioè alle relazioni che si instaurano, alla formazione dei gruppi sociali, movimenti, istituzioni, organizzazioni, legami di competizione, difficile da delimitare da un punto di vista sociologico che la considera come un sistema tutto intero. La città è un insediamento relativamente vasto, denso e duraturo di persone socialmente eterogenee.

  • Problema dimensionale: si considerano solo i residenti?
  • Problema densità (popolazione/territorio) soglia univoca o quella media del paese (es. India soglia 1000 abitanti per km2 che però corrisponde alla densità della campagna giapponese; Italia media 201 ab/km2; Giappone 333 ab/km2)
  • Problema eterogeneità: culturale o legata alla divisione del lavoro? Es. company town poco eterogenea

È difficile delimitare la città da un punto di vista sociologico. La città antica e medioevale aveva dei confini chiaramente visibili, oggi invece i confini amministrativi coincidono sempre meno con i confini del sistema sociale città. Il tratto caratteristico della sociologia urbana è l'attenzione sulla dimensione spazio-temporale di tutti gli aspetti che presenta, che avvengono in precisi punti dello spazio e tempo condizionati dalle risorse e dai vincoli presenti nell'ambiente e che contribuiscono a cambiare continuamente il quadro di tali risorse e vincoli.

Sociologie del territorio

Proprio perché possiede confini sfumati come li ha il concetto stesso di città, la sociologia urbana ha necessità di collaborazione con altre discipline a formare le cosiddette sociologie del territorio quali:

  • La sociologia rurale che si interessa degli insediamenti che hanno l'agricoltura come base economica principale;
  • La sociologia delle comunità locali (o degli studi di comunità) che si concentra sugli aspetti socioculturali, sugli stili di vita e sulle forme di organizzazione sociale;
  • La sociologia dell'abitazione che si occupa delle relazioni tra i soggetti che compongono le unità residenziali (famiglie, ecc.) e le strutture fisiche che danno risposta a bisogni abitativi;
  • La sociologia dell'ambiente che ha a che fare con il territorio ed anche con la città, intesa come sistema in cui si stabilisce un fragile equilibrio tra attività sociali e risorse naturali;
  • La sociologia delle migrazioni o del turismo concentrata su particolari fenomeni dei nostri giorni.

Interazioni con altre discipline come:

  • La geografia urbana e regionale che si occupa della distribuzione dei gruppi sociali e delle attività dello spazio urbano
  • L'antropologia culturale, l'etnologia, studi sul folklore e tradizione in vari contesti
  • L'antropologia urbana che studia i comportamenti rituali ed interpreta le strutture relazionali a rete delle città;
  • L'economia dello spazio e l'economia urbana in contatto con la sociologia per gli aspetti relativi alla localizzazione delle attività industriali e di servizio nello spazio urbano; le analisi dei processi migratori e della mobilità giornaliera della popolazione;
  • La storia urbana e la demografia
  • La psicologia ambientale che studia i processi di interazione tra i soggetti e l'ambiente: le reazioni dei cittadini all'affollamento, al traffico, ecc.
  • La psicologia di comunità che approfondisce soprattutto l'analisi del comportamento dei singoli e delle reti di soggetti colte nel loro contesto di vita quotidiana;
  • Le scienze economiche, giuridiche, politiche e dell'amministrazione che predispongono politiche di intervento sul sistema delle attività economiche, sulla distribuzione del reddito, sull'organizzazione dei servizi sociali;
  • L'ingegneria, architettura ed urbanistica che si occupano della progettazione degli edifici dei complessi architettonici, dello spazio pubblico, delle infrastrutture puntuali e a rete, dei trasporti, delle telecomunicazioni e di altri elementi attinenti alla dimensione morfologica e funzionale della città, senza trascurarne i caratteri estetici;
  • La geologia, l'ingegneria, architettura, biologia, medicina epidemiologica: che sono interessate alla qualità dell'ambiente urbano ed alla sua influenza sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini;
  • Le scienze regionali, organizzate a livello mondiale in un'associazione (Regional Science Association International) vedono l'apporto di economisti spaziali, esperti di modellistica matematica applicata ai sistemi spaziali, geografi, e sociologi urbani e regionali, urbanisti ed altri studiosi.

Campi di ricerca della sociologia urbana

  1. Dimensione economica: Divisione del lavoro dentro i sistemi urbani, tra sistemi urbani e divisione internazionale del lavoro;
  2. Dimensione politica e struttura sociale della città: Nelle città si articolano classi e strati sociali, si organizzano gli interessi collettivi dando vita a partiti, sindacati associazioni di categoria, ecc., con la costituzione di linee di intervento politico che incidono in modo essenziale sulle stesse caratteristiche sociali ed economiche della città e sul suo aspetto spaziale configurando le città stesse come luoghi di autogoverno;
  3. Dimensione culturale: Confronto continuo di culture e sottoculture intese nel senso antropologico del termine ovvero come complessi strutturati di norme, valori, simboli, schemi di comportamento propri di gruppi sociali, etnici e religiosi. Questo confronto può generare sintesi o a volte contrapposizioni, emarginazione;
  4. Dimensione ecologica: Distribuzione dei vari gruppi ed attività nei vari spazi che compongono la città ma anche rapporto tra la città e l'ambiente naturale e biologico sollevando la questione della sostenibilità ambientale della città e quella dell'influenza che l'ambiente urbano esercita sugli abitanti sia nel corpo che nella personalità.

La vocazione della sociologia urbana

La vocazione della sociologia urbana è essenzialmente empirica. Il suo ruolo è quello di interpretare efficacemente particolari fenomeni urbani di rilievo sociale analizzandoli con l'uso di opportune metodologie di ricerca.

Diverse tradizioni della sociologia urbana

Americana e dei paesi anglofoni (Scuola di Chicago): che propone un approccio basato sugli studi desunti dall'ecologia animale e vegetale, punta l'attenzione sugli aspetti culturali del modo di vita urbano e sulla struttura economica, sulle diseguaglianze sociali e sui conflitti politici; Il contesto delle ricerche: necessità di comprendere l'organizzazione sociale delle città del nord est americano in conseguenza dei grandi flussi migratori (di italiani, polacchi, cinesi) e dei problemi sociali che ne conseguono (integrazione, anomia, devianza, ecc.).

Il suo fondatore, Robert Park, diede vita ad un'ecologia umana come teoria dell'adattamento delle società umane all'ambiente prendendo a prestito le teorie della biologia evoluzionistica e soprattutto i concetti quali lotta per la vita e competizione; nell'opera di Park, Burgess e McKenzie viene introdotto il termine aree naturali in cui solo gli individui più adatti emergono e si affermano e si ripetono periodicamente fenomeni di invasione (migrazione) e di successione (ricambio di popolazione in alcuni quartieri urbani);

"Area naturale": "ogni area tende a raccogliere dal flusso dinamico in competizione della popolazione urbana gli individui particolari ad essa predestinati: essi, a loro volta, conferiscono a un carattere peculiare e come risultato di questa segregazione le aree naturali della città tendono a diventare anche aree culturali specifiche" (Zorbaught= quartieri con caratteristiche omogenee che si sviluppano spontaneamente per effetto di questi processi). Secondo Wirth le diverse aree che compongono la comunità urbana attraggono quel tipo di popolazione la cui posizione economica e la cui tradizione culturale sono maggiormente adatte alle caratteristiche fisiche e sociali che si ritrovano in ognuna di esse. Una volta insediato nella sua area, un gruppo tende a riprodurre la cultura cui era abituato nel vecchio habitat nel modo più fedele possibile. Chicago come laboratorio naturale: immigrazione e crescita della popolazione come causa di un movimento centrifugo (come un moto ondoso) degli abitanti dal business district centrale a zone residenziali sparse più periferiche = successione ecologica.

Teoria dei cerchi concentrici di Burgess

  1. Distretto centrale del business (elevati valori mobiliari) (Loop)
  2. Zona di transizione (industriale e uffici)
  3. Zona lavoratori/operai
  4. Zona residenziale
  5. Zona suburbana lavoratori pendolari

Hoyt: teoria dei settori di diversa ampiezza trasversali alle fasce di Burgess Ullman: teoria dei nuclei multipli, diversi poli e non più un unico polo centrale; città con nuclei separati perché:

  • Alcune attività richiedono infrastrutture specifiche;
  • Certe attività si associano per esternalità positive;
  • Certe attività devono distanziarsi l'una dall'altra;
  • Decongestione per costi affitto.

Le ricerche della Scuola di Chicago

  • The Hobo (il vagabondo): coloro che non hanno fissa dimora e si spostano per ricercare opportunità di lavoro (Zorbaugh)
  • The Gang (Thrasher): 1313 bande
  • The Ghetto (Wirth): Caratteristiche del ghetto:
    • Area fisicamente separata dal resto della città da elementi naturali;
    • Comunità culturale
    • Struttura del ghetto: sinagoga, macelleria casher, bagni pubblici, teatro per le rappresentazioni in yiddish, mercato all'aperto;
    • Regole sociali che permeano la comunità del Ghetto;
    • Capacità attrattive dei ghetti "Little Siciliy, Black Belt, Chinatown": attraggono la popolazione che, per caratteristiche economiche e tradizioni culturali, è la più adatta alle caratteristiche fisiche e sociali del ghetto;
    • Ghetto come difesa della specificità culturale "non hanno più bisogno di mura né porte per tenere separate le specie di uomini".

Park individua nell'agire umano un livello biotico (nel quale gli individui entrano in competizione ed in lotta per la sopravvivenza) ed uno culturale nel quale gli individui interagiscono attraverso la condivisione di ideali e si conformano ad un ordine morale che fa superare il comportamento dettato dall'impulso naturale;

Ecologia umana: "studio delle relazioni spaziali e temporali degli esseri umani, in quanto influenzati da forze selettive, distributive e adattive che agiscono nell'ambiente" (Park et al. 1925).

Tre fasi essenziali dell'evoluzione del filone ecologico

  • Dal 1914 al 1940 con studi di Park, Burgess e McKenzie
  • Dagli anni 40 con un orientamento critico nei confronti delle idee originarie sottolineando l'importanza dei valori simbolici ed affettivi nel determinare il comportamento residenziale dei gruppi sociali e quindi la loro distribuzione nelle varie parti della città;
  • Dagli anni 50 fino ad oggi si dà più rilievo alle diseguaglianze socio-residenziali tra i quartieri urbani; particolare rilievo assume la social area analysis di Williams e Bell, la cluster analysis di Tryon e le applicazioni dell'analisi fattoriale (ecologia fattoriale);

La diffusione degli strumenti informatici a partire dagli anni 70 ha comportato una grande massa di studi in diversi contesti nazionali fornendo la materia prima per la comparazione dei risultati ma per contro c'è da rilevare la ripetitività e standardizzazione degli studi con novità soprattutto a livello metodologico più che di contenuti;

Critiche: Molti accusano il filone ecologico di offrire un'immagine tranquillizzante della realtà urbana utilizzabile a scopi politicamente conservatori.

Critico e conflittualista

Si incardina nell'asse marxista e socialista e quindi le sue origini vanno fatte risalire sino alla metà dell'Ottocento quando Marx ed Engels ponevano l'accento sugli elementi conflittuali presenti all'interno delle città in quanto è proprio lì che il proletariato industriale si ingrandisce, diviene cosciente del proprio sfruttamento e trova le basi per organizzarsi in sindacati e movimenti politici.

Marx: Spazio, classi, conflitti. Tre livelli di organizzazione dello spazio:

  • Planetario: scontro tra gli stati europei urbanizzati e in via di industrializzazione e antichi imperi orientali
  • Livello stati-nazione europei: tra città avanzata e campagna
  • Livello di città: scontro di classe

Engels: documenta le condizioni di vita della classe operaia nel contesto urbano inglese. Con la prima industrializzazione si amplifica il profilo ambivalente della città: il richiamo di manodopera per le nascenti attività industriali ha come conseguenza l'aumento di condizioni abitative precarie con gli slum che ne occupano le zone centrali (cottage system).

In ambito americano Veblen criticava i cittadini delle metropoli ossessionati dal consumismo e dal possesso di beni vistosi solo per apparire. In studi di altri sociologi sulle città medio piccole americane (Middletowns) veniva messo in risalto la struttura sociale fortemente classista tutta a favore dei gruppi socioeconomici dominanti.

Nel tempo il pensiero critico si modifica: mentre Marx era convinto che le contraddizioni del capitalismo avrebbero portato a trovare strumenti per il suo superamento anche nelle città, simbolo del capitalismo industriale, nei primi decenni del Novecento il pensiero marxista non rivolge un'attenzione prioritaria al fenomeno urbano; l'attenzione non è più rivolta alla dimensione socio-economica della città ma agli aspetti relativi alle trasformazioni culturali, all'estetica, allo sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione e di nuovi stili di vita (Adorno, Fromm, Benjamin).

Un rinnovato interesse del marxismo per le città si sviluppa in Francia con il sociologo Castells che nelle sue analisi del fenomeno urbano cerca di mettere in evidenza la connessione tra la dimensione economica, quella politica e quella delle pratiche ideologiche.

Negli Stati Uniti, grazie anche alla traduzione del filosofo marxista Althusser, nasce una nuova interpretazione del filone critico nota con il nome di political economy o urban political economy che non va tradotta con il termine politica economica o economia politica in quanto pone al centro dell'attenzione i meccanismi economici di sviluppo delle città ed i relativi squilibri sociali nonché il tema dei rapporti di potere tra il governo urbano e le diverse categorie di soggetti sociali, portatori di bisogni ed esigenze spesso conflittuali con gli interessi dominanti;

Orientamenti della political economy

  • Scuola regolazionista: si occupa dei meccanismi istituzionali e delle politiche predisposte dallo Stato per regolare i conflitti e per garantire la stabilità del sistema
  • Filone umanistico (Lefebvre) che assume la città e l'urbanesimo come principi quasi ideali di vita sociale partecipata mostrando la conflittualità nei confronti delle manifestazioni del capitalismo contemporaneo;
  • New Urban Sociology: alcuni autori cercano di contemperare l'interesse per i fattori economici e politici della crescita metropolitana con quelli culturali, accordando inoltre costante interesse alle relazioni tra i soggetti e lo spazio costruito inteso come luogo significativo della vita quotidiana.
  • Movimenti che esprimono l'opposizione al potere ed ai modi di vita prevalenti nelle città: femministe, ecologisti, no global, di tutela delle minoranze linguistiche ed etniche, gay, lesbiche, anziani, portatori di handicap, ecc.

Modello dicotomico

Tonnies (distinzione tra comunità e società)

  • Comunità (di luogo) (Gemeinschaft) piccole comunità preindustriali: il fondamento è la famiglia, rapporti di sangue, vincoli di solidarietà e appartenenza, relazioni di lungo periodo, radicamento, rapporti diretti e informali con una determinante affettiva.
  • Società (Gesellschaft): il fondamento è l'individuo, sradicamento, calcolo economico, razionalità, legami impersonali, contrattualistici, anonimi.
  • Status vs contratto: il conferimento della qualità di membro a un individuo da parte del raggruppamento di riferimento ascritto o acquisito.

Nuova dicotomia: Contrapposizione tra l'organizzazione spaziale concentrata del periodo industriale alla diffusione urbana dell'epoca postindustriale, la monodimensionalità della città moderna e la complessità della città postmoderna.

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Scienze politiche e sociali SPS/10 Sociologia dell'ambiente e del territorio

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