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Sociologia della comunicazione

La società esiste non solo per trasmissione, per comunicazione, ma si può giustamente dire che esiste nella trasmissione, nella comunicazione. Forse il cambiamento più importante nella coscienza umana nell'ultimo secolo, e specialmente nella coscienza americana, è stato il moltiplicarsi dei mezzi e delle forme di ciò che chiamiamo comunicazione (Boorstin 1974: 7, Democracy and its Discontents).

Comunicazione e tecnologia

Con lo sviluppo di Internet, e con la crescente pervasività della comunicazione tra computer in rete, siamo nel mezzo dell'evento tecnologico più trasformativo dai tempi della scoperta del fuoco. Pensavo che fosse solo la cosa più grande dai tempi di Gutenberg, ma ora penso che bisogna tornare ancora più indietro.

Modelli di comunicazione

Un’idea trasmissiva della comunicazione, che per lungo tempo è stata la più diffusa, è l’idea che la comunicazione non sia altro che la trasmissione di segnali o messaggi lungo lo spazio con l’obiettivo del controllo. Negli obiettivi di comunicazione c’era quello di portare un’informazione da una fonte a un’altra. Questa visione però è stantia e vecchia che bisogna superare. L’idea precedente si ricollega al modello della comunicazione di Shannon e Weaver.

Interpretazione della comunicazione

Cosa vuol dire allora comunicare? Comunicare vuol dire mettere in comune, dare qualcosa, NON TRASMETTERE (=un messaggio). Ma condividere. Cercare di costruire un senso comune. Interpretare la comunicazione come rituale significa che essa non è diretta alla trasmissione di messaggi nello spazio ma attraverso il mantenimento della società nel tempo, non per la trasmissione di informazioni, ma per la rappresentazione di credenze condivise.

Approccio sociologico alla comunicazione

Un approccio sociologico alla comunicazione significa anche avere a che fare con il ruolo giocato dalle rappresentazioni, del potere delle rappresentazioni e del modo in cui interagiamo con le rappresentazioni e come tutto questo incida sulle possibilità di creare qualcosa come un “ordine sociale”. Studiare la comunicazione è esaminare l'effettivo processo sociale in cui forme simboliche significative vengono create, apprese e usate.

Studio empirico della comunicazione

Come si fa a studiare empiricamente? Su cosa si fa ricerca? I tentativi di costruire, mantenere, riparare e trasformare la realtà sono attività pubbliche osservabili che si verificano costantemente. Creiamo ed esprimiamo la nostra conoscenza della realtà attraverso la costruzione di una varietà di sistemi di simboli: arte, scienza, giornalismo, religione, senso comune.

Ruolo dei media nell'organizzazione sociale

Come i media modificano l’organizzazione sociale? Capire il ruolo dei media nella vita sociale. I media offrono un punto di ingresso per capire l’organizzazione dell’azione umana. I media erano – e sono stati studiati per più di mezzo secolo – come prodotti che si diffondevano verso l’esterno da un numero limitato di punti di produzione/distribuzione ed erano recepiti dai membri di una massa disunita e molto più grande, la audience.

  • Passaggio da un numero limitato di canali terrestri a centinaia di canali digitali. I mezzi di comunicazione attivano relazioni tra gli utenti.
  • Sistema delle cassette: accordi con televisioni locali, in cui si registrano le cassette e si spediscono le videocassette in contemporanea.
  • Sistema delle antenne di Gagliani: era un antennista, si occupava della ripetizione del segnale.
  • Nelle tv analogiche c’erano poche voci, invece la tv digitale poteva aspirare a una pluralità di voci, per questo era considerata una rivoluzione.
  • Accesso sempre più veloce e continuo a Internet: Tim Berners-Lee ha inventato il protocollo di circolazione sulla rete, capace di farci digitare il sito Facebook.com e farci arrivare al sito di Facebook. È l’inventore del WWW.
  • L’accesso ai media dagli smartphone: il consumo della rete diventa sempre più individuale e personale.
  • Il passaggio sistematico online della stampa e della radio grazie alla digitalizzazione.
  • Crescita delle reti di veicolazione dei contenuti online sia per la distribuzione top-down sia per lo scambio orizzontale di fotografie, film, programmi televisivi e musica.
  • Siti di social networking come Facebook come nuova interfaccia per collegarsi a qualsiasi degli elementi precedenti, o semplicemente per contattare gli amici e mobilitare i sostenitori.
  • Interfacce da molti a molti per il broadcasting continuo nel tempo e nello spazio come Twitter e Instagram.
  • Applicazioni per IPhone e Android che disintermediano ulteriormente.

Centralità degli studi sui media

La centralità degli studi passa dai testi, o dalla tecnologia dei media, invece bisogna passare dalle persone e dalle loro relazioni sociali. Com’è la comunicazione? Ordinaria, ovvero data per scontata (=garantita, sappiamo che esiste). Anche parlare con le istituzioni è naturale, oppure mettere un like e commentare. La comunicazione crea le condizioni dell’esistente e del reale. Noi sappiamo esattamente com’è New York senza esserci mai stati. Questo processo necessariamente stravolge, offusca, distorce, la percezione di quello che abbiamo attorno, ma raramente (il mentire, le fake news/post truth) mettiamo in discussione quella ricostruzione del reale.

Comunicazione come istituzione

La comunicazione inoltre è simbolica, il linguaggio lo è (porta indica la porta). Noi prima costruiamo il mondo attraverso un lavoro simbolico, e poi viviamo in quel mondo così costruito. La comunicazione è un’istituzione. Inizia dove c’è esigenza di imparare e descrivere. Per iniziare e proseguire in questo processo dipendiamo da modelli di comunicazione, da regole e convenzioni. Questi modelli possono essere anche cambiati, estesi e modificati. Molti di questi modelli diventano istituzioni sociali.

Caratteristiche delle forme simboliche della comunicazione

Le forme simboliche della comunicazione, con gli attributi che abbiamo loro attribuito, hanno la seguente caratteristica: displacement and Productivity (=avere le competenze di ciò che sta succedendo nel mondo, la comunicazione ci porta altrove). Il cambiamento continuo che caratterizza continuamente la comunicazione è l’intersezione tra forze economiche, politiche e tecnologiche. Stiamo assistendo alla disgregazione della produzione mediale e allo svanire dei mezzi di comunicazione di massa? I media coesistono, si confondono (=giornalismo ibrido) e si ampliano.

Definizione e spiegazione dei media

I media erano - e sono stati studiati per più di mezzo secolo - come prodotti che si diffondevano verso l’esterno. Adesso sono come le strutture, le forme e i formati per la produzione, diffusione e ricezione di contenuti simbolici e forme di relazioni in uno spazio di esperienza.

Media come strutture: sono istituzioni sociali (=hanno norme che vengono rispettate) e macchine organizzative. Le forme e i formati: sono da una parte tecnologie, dall’altra sono anche la grammatica (=logiche con cui i contenuti vengono messi in scena→ grammatica/sintattica della comunicazione ex→ Cliffhangers delle serie tv che ci fanno voglia di vedere l’episodio dopo). Ricezione: inserire e offrire contenuti. Di contenuti simbolici e forme di relazioni: non distribuisce solo forme simboliche, ma mette in scena anche forme di relazione ovvero i modi in cui comunichiamo. In pratica quindi i media sono una tecnologia, un’istituzione sociale, una macchina organizzativa, un modo di inserire contenuti in una scena e uno spazio di esperienza di un ricevente.

Studi sui media

All’interno dei media abbiamo più studi: l’economia politica dei media (=si occupa della produzione dei media), i media studies (= si occupano degli studi dei testi, ovvero il contenuto), la teoria del medium (=importanza della tecnologia e del medium stesso) e la teoria dei media orientate socialmente (=come avvengono le relazioni sociali).

La ricerca sugli effetti

La «communication research» si concentrò su un circoscritto e piccolo set di problemi: chi erano le persone esposte ai differenti media? Cosa piaceva loro? Quali erano gli effetti dei differenti metodi di presentazione? I media, interpretati come disciplinati agenti che in maniera morbida sostengono lo status quo economico e sociale nell’America del dopoguerra.

Sono introdotti e discussi tre concetti mertoniani: monopolizzazione, incanalamento e integrazione.

Studio di Panel: «L’influenza personale è più pervasiva e meno autoselettiva di quanto lo siano i media» I contatti personali si caratterizzano, poi, per l’elemento della flessibilità i contatti personali offrono una ricompensa immediata a seguito della condivisione di un’opinione e, nel caso ciò non accada, possono dare vita a forme di emarginazione, status, la posizione nel ciclo vitale e il gregarismo.

Isaia Invernizzi

Step del vostro metodo di raccolta di microdati? Hanno lanciato una survey (mail agli uffici anagrafici da compilare coi dati relativi ai decessi). Sti dati vengono resi disponibili da ISTAT con quattro mesi di ritardo, ma loro li volevano avere subito. Per questo hanno mandato una mail a tutti i comuni e poi facendo un lavoro di recall dicendo ai sindaci che avevano mandato richiesta d’indagine e ogni comune riempendo il forum andava a riempire il database preimpostato e comune riempiva i cluster che i giornalisti avevano già costruito e quindi si riempivano automaticamente da soli. Poi ci sono alcuni dati che non sono stati chiesti ai comuni direttamente, ma regione Lombardia pubblica una serie di mappe costituite da database che fanno vedere alcune info, altre no e i giornalisti hanno ottenuto quei dati anche grazie a delle fonti interne a regione Lombardia per riuscire a fare identikit di contagi e decessi.

L'importanza di rendere scaricabile i dati

Rendere open i dati spinge le istituzioni ad avere una maggiore consapevolezza dell’ecosistema dell’informazione. Quindi le istituzioni sono spinte a pubblicare i dati.

Comunicazione e pandemia

Perché, con l'arrivo del virus in Italia, il governo centrale non ha dettato la linea della statistica? Da un punto di vista dei sindaci, si sono affidati tantissimo ai nostri dati. Loro ce lo hanno richiesto e usciti i dati li hanno sbandierati. Da un punto di vista sanitario per quanto riguarda la risposta all’inizio quasi siamo stati accolti con molto scetticismo. Anche perché questo lavoro andrebbe fatto dall’ATS. Quanto ha inciso la mancata creazione della zona rossa ad Alzano? Noi abbiamo indagato molto sulla zona rossa. C’era l’intenzione di chiudere i paesi ma non è successo. È difficile capire quanto abbia inciso questa mancata zona rossa. La pandemia è stata accolta da un allarmismo dei giornali. Cina→ I dati cinesi sono inattendibili perché sono stati presi a caso, invece in Italia si è sottovalutato il caso cinese. Questi due fattori hanno contribuito ad allargare il problema. Il ruolo dei giornali e media all’inizio della pandemia è stato presente, ognuno diceva quello che voleva e ciò ha destabilizzato l’opinione pubblica. Sui test sierologici ci sono comuni che hanno iniziato a farli in modo indipendente. Il problema di sti test è che c’è il 30% di falsi positivi/negativi. Il test sierologico non basta per fare tornare la gente al lavoro. →Tanta gente ha ricominciato a leggere i giornali! Intuig agenzia di analisi dati con cui ha collaborato.

Gestione della comunicazione e appoggio al governo

Quelle della protezione civile e di regione Lombardia etc. sono state pessime, ogni giorno dati diversi. Comunicazioni gestite pessime. Lazarsfeld→ studia lo stato socioeconomico, disoccupazione e partecipazione politica dei disoccupati. Lavora con l‘aiuto di Lynd e fonda istituto di ricerca basato sulle ricerche di mercato. L’abilità critica si fonda sullo status economico e sul livello di istruzione. Loro fanno ricerca sui controlli, ovvero le differenze. Robert Ezra Park→ A lui si devono importanti studi sulle personalità marginali, cioè su soggetti non inseriti in un ambiente sociale e perciò caratterizzati dall'insicurezza e dal disorientamento, e sui giornali per immigrati e sul loro significato e funzionamento come mass media. Guarda i meccanismi di produzione dei giornali locali!

Post-truth e media

La post-truth amplifica dei fatti/eventi, non è che non sono state raccontate cose vere per forza! Si accentuano determinati lati di una notizia con l’aiuto di ricerche. La condivisione di notizie è pericolosa innanzitutto quando queste notizie son in realtà false. In secondo luogo, l’informazione diventando un mercato ha diversi tipi di profitti basati sui click (=accessi).

Uso e gratificazione

L’idea dei media come stabilizzanti identifica il fatto che spesso le persone utilizzano i media per ricevere gratificazione. I media non sono coercitivi, ma vengono utilizzati in maniera cosciente per avere delle gratificazioni. L’approccio di uso e gratificazione ce lo portiamo fino al 2020→è una teoria di stampo funzionalista che attribuisce ai media la capacità di appagare determinati bisogni funzionali. Questa teoria la utilizziamo rispetto alla radio e alla stampa ma non solo, anche all’uso della rete, di Facebook o Twitter.

Roosevelt e la radio

Roosevelt utilizza la radio e decide di fare una maratona di un giorno con Kate Smith che era la Barbara d’Urso dell’America di quel tempo ed era una cantante. Lei aveva un programma in radio in cui dialogava con gli ascoltatori. Gli americani decidono di intervenire in guerra. La maratona avrà un successo straordinario e raccolgono la cifra di soldi che permetterà di entrare in guerra.

Chi è Robert Merton?

Robert Merton è figlio del funzionalismo americano che si era avventurato con Parsons e che aveva il pregio di aver portato la sociologia europea (Durkheim) in quella americana. Merton snobba i media e insieme a Lazarsfeld cerca di studiare gli effetti di questa maratona radiofonica. La studiano col rigore intellettuale di Lazarsfeld e Merton, il cui rigore è anche metodologico. Lui dice che alcuni metodi sperimentali che usa il gruppo di ricerca sono troppo grezzi, allora lui porta un nuovo metodo di studio→ Metodo Cross Sectional, che è un modo di fare un questionario. Secondo questo metodo tu cerchi di costruire il tuo campione affinché esso sia omogeneo per quote (intervistare 20enni con caratteristiche e poi 40enni con quelle stesse caratteristiche).

Merton analizza le determinanti che hanno portato le persone a decidere di partecipare alla raccolta fondi e le prime risposte sono: la vicinanza del pubblico (rapporto di Kate Smith con il pubblico), la familiarità della radio dei temi affrontati (la radio è quotidiana) e del tono di conversazione rispetto al contenuto.

  • Contenuto/temi: sacrifici, partecipazione collettiva allo sforzo, patriottismo e il tema della facilitazione (=intuizione Mertoniana)→ facilità per fare questa donazione. Basta una telefonata!

Questa analisi viene approfondita in un articolo chiamato Mass Communication, Popular Taste and Organised Social Action. Lo scrive Lazarsfeld, lo dà a Merton e lui glielo consegna tutto commentato e ristrutturato. Allora scrivono sto articolo a quattro mani e ne esce che i media sono disciplinati agenti che in maniera morbida sostengono lo status quo economico e sociale nell’America del dopoguerra. In questa riflessione si introducono tre concetti mertoniani che ci aiutano a comprendere l’apporto dei media nel contesto sociale.

  • Il primo è quello della monopolizzazione che ha a che fare col fatto che i media raccontassero in maniera monopolistica determinati temi e si concentrassero su pochi temi che diventavano i riferimenti principali rispetto ad un tema.
  • Il secondo è l’incanalamento che vuole ribaltare l’idea causa-effetto, non è che i media ti obbligano a fare determinate cose, ma incanalano le azioni della gente a scegliere determinate cose.
  • Il terzo è l’integrazione, ovvero che il sistema dei media non è cacofonico, ma è integrato.

Funzioni del media

Quali sono le funzioni del media? L’attribuzione di status, il rinforzo delle norme sociali e la loro disfunzione narcotizzante (=talvolta i media distraggono perché hanno anche la funzione d’intrattenimento).

Ricerca sui media

C’è un’altra ricerca che fa un passo in più! L’ultimo passaggio si concentra sulle persone, questa nuova ricerca è sintetizzata nel volume The People ‘s Choice, qui intervistano le persone rispetto alle scelte politiche. L’obiettivo è quello di guardare come le persone scelgono attraverso l’utilizzo dei media e ciò che scoprono è che nelle scelte delle persone l’influenza più importante è quello dell’influenza personale (chi conosciamo, cosa votano i nostri parenti o esperienze personali). L’influenza personale quindi è la più pervasiva e meno auto-selettiva di quanto lo siano i media. I contatti personali si caratterizzano per l’elemento di flessibilità, i contatti professionali offrono una ricompensa immediata a seguito della condivisione di un’opinione e, nel caso ciò non accada, possono dare vita a forme di emarginazione.

Si passa da un’idea dei media capace di influenzare le persone a un passaggio in cui i media sono sicuramente importanti, ma i temi vengono discussi e introiettati ne campo sociale attraverso le → discussioni: mass media flusso a due fasi mass media.

Ricerca successiva: Personal Influence

La ricerca successiva è Personal Influence e analizzano se tra le persone c’è una persona più importante di altre. Individuano e studiano il ruolo del leader, dell’influencer. (=leader d’opinione locale e cosmopolita). Ciò porta alle distribuzioni dei modi di influenzarsi nella nostra ecologia contemporanea.

*Per l’esame fino a medium theory*+ capitoli 1,3,6

Ricerca amministrativa e critica

Ricerca amministrativa: iniziata da Lazarsfeld. Lui introduce a New York l'uso di tecniche di ricerca avanzate per studiare i media e la loro influenza sulla società.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Irina_Studentessa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Splendore Sergio.
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