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10 marzo

La sociologia è un'arte marziale. (P. Bourdieu)

Gabbia del senso comune. Il 99% di quello che conosciamo è grazie all'affidamento a dei racconti. Questi non nascono dal nulla, ma perché qualcuno ha l'interesse di qualcuno. Obiettivo della sociologia è combattere il senso comune, attraverso indagine empirica. La sociologia è fortemente empirica.

La sociologia non è qualcosa che leggi, è qualcosa che fai. (E. Goffman)

La sociologia testa e verifica sul campo di ricerca.

Andate a sporcarvi il fondo dei pantaloni in mezzo alla ricerca vera. (E. Park)

Park - esponente scuola di Chicago. Se un sociologo non ha il fondo dei pantaloni lisi non è un vero sociologo. Solo camminando.

Il concetto di cultura

Esempio di cultura

Beyoncé è cultura di un mondo sub-culturale, anche dietro la più banale delle canzoni c'è un'industria. È un prodotto intellettuale.

  • Culture diverse in una stessa cultura, come la cultura del cibo.
  • Cultura materiale, incarnata nei manufatti quotidiani.
  • Cultura come rappresentazione linguistica, condividiamo concetti per parlare di alcune cose - non è solo un problema di linguaggio, ma come i modelli di comportamento, incorporazione di modelli di comportamento.

Orchestra, è cultura? Sì.

Musicista, è cultura? Sì, legittimazione istituzionale della cultura. È cultura ciò che un'istituzione è preposta o anche altro? Anche uno strumento “meno nobile”. Quando una cosa è più rara è definibile nobile. E lo vediamo in azione nell'istituzione, ma anche fuori dall'istituzione.

Inferno, Divina Commedia. È cultura sicuramente.

Totti, è cultura?

Posizione 1: idea inculcata dell'idea con la C maiuscola, cultura che è luce e si oppone alle tenebre dell'ignoranza. Emblema dell'ignoranza perché calciatori hanno più successo di altri.

Posizione 2: concetto di cultura è problematico.

Pinocchio nasce in un momento in cui l'editoria cambia. Hanno in mente un target: i bambini sanno leggere - nuovo pubblico. Pinocchio esce prima come rivista a puntate. Un editore rielabora i vari episodi. La macchina editoriale diventa macchina culturale. Totti nello stesso modo. Abbiamo target molto ampio: persone che non leggono. Ma magari si avvicinano se vedono la faccia di Totti, brevi battute.

È cultura in senso antropologico: la cultura locale dei bar.

Un concetto operativo di cultura

Una parola (cultura) con tre processi.

Il termine cultura lo si trova ovunque, abusato.

Bauman (1976) ha individuato tre concetti sottostanti il termine cultura, che sono tre processi.

1. Definizione gerarchica

Ciò che di meglio l'uomo riesce ad esprimere, in modo particolare l'arte. Concetto di cultura alta. Secondo questa idea la cultura può essere alta e bassa, con sfumature. Secondo questo concetto: Marchesi è alto, McDonald è basso. Anche se è successo che Marchesi si incontra con McDonald. Mischiare cultura alta e bassa, come anche H&M con diverse associazioni, nomi di punta della cultura della moda.

Concetto di consumatore onnivoro, creato da Peterson e Hipson(?) - colui che si ciba di tutto un po'. I consumatori più sofisticati degustano da menù diversi.

Gerarchica sempre meno attuale e messa sempre più in discussione.

Concetto umanistico di cultura:

  • Definisce la cultura.
  • È il concetto di cultura alta, ovvero tutto quello che di meglio è stato pensato e creato, in arte, in letteratura...

2. Definizione differenziale

Ci richiede di parlare al plurale, le culture.

L'antropologia - nel corso dell'Ottocento fanno viaggi in mete lontane ed esotiche e nasce l'antropologia - studia cosa fanno le persone nel loro contesto, guardando la loro cultura. Nel Novecento l'antropologia viene rivolta verso le nostre società occidentali: come si comportano le persone.

Esistono delle forme di comportamento diverse, eterogenee, varie.

Foto: antropologia occidentale colonizzatore va a giudicare le tribù. Le altre due sono la stessa cosa in oriente e in occidente: con o senza divisa, modo di salutare, ….

Concetto antropologico di cultura:

  • Definisce le culture.
  • La definizione si riferisce all'esistenza di molte forme socio-culturali, che possono incontrarsi o scontrarsi.

3. Definizione generica

Quella che noi usiamo nella vita quotidiana. Genericamente: tutti possono. Ogni essere umano è capace di creare cultura: si muove nello spazio, incontra persone e produce simboli, significati culturali - anche involontario. Noi, come individui, abbiamo la capacità di creare significato e senso, producendo senso quotidianamente.

Esempio: passeggiando, vedo un adolescente con telefonino, senza cuffiette, con audio alto (vivavoce). La vecchia, guarda il fenomeno, e lo inquadra nella categoria: maleducati. Quel ragazzo è produttore di significato. Come anche l'azione dei loghi e dei marchi su noi stessi. I loghi sono costruzioni culturali simboliche - patrimoni di simboli. Se ho Apple: sono una certa persona. Il contenuto del prodotto viene traslato sulla persona.

Concetto umano di cultura:

  • Definisce la capacità dell'essere umano di creare cultura: se la cultura in senso differenziale distingue il mondo umano in piccoli universi, il fatto di essere una specie simbolica è l'elemento che accomuna gli esseri umani.
  • I simboli culturali hanno significati arbitrari, integrati in un sistema-codice.
  • L'uomo ha il potere di produrre strutture di significato nuove.

Cultura come azione separatrice: traccia confini simbolici e materiali. La cultura divide: io sono diverso da... . Repertorio di simboli che abbiamo, costruiscono sei gruppi, classi e le persone amano riconoscersi nei loro simili.

Cultura come forma di strutturazione. Struttura i nostri modi di fare, conferisce significato agli ambienti sociali. Struttura significa organizzare l'ambiente, selezionare la complessità, dargli significato, o meglio ancora, senso, dare una direzione.

Processo di strutturazione

Un blog di moda è composto da outfits - fenomeno apparentemente superficiale.

Le Fashion Blogger mettono in crisi il giornalismo tradizionale: se una persona, con pochi mezzi, apre un blog e raggiunge più persone di Vogue Italia.... il punto diventa che: esempio di ri-strutturazione. Il modello culturale era: la fonte autorizzata era il giornalista, il giornalismo. I giornalisti percepiscono le blogger come delle aspiranti ladre - tolgono il lavoro. Invece di pensare che dovrebbero cogliere questa sfida.

La strutturazione dell'ambiente e del comportamento si compie attraverso:

  • La differenziazione dei significati attribuiti a diverse parti dell'ambiente stesso; una lotta: diverse fazioni (bloggers vs. giornalisti) con diverse audience, contenuti...
  • L'introduzione di regolarità all'interno dell'ambiente; blogger è rivoluzionario, ma nel giro di pochi anni diventa istituzionale: adesso per fare questa “professione” esiste un percorso, si introduce una regolarità.
  • La manipolazione della distribuzione delle probabilità; la retorica democratica del web ci racconta che tutti noi abbiamo tutti accesso alle risorse perché possediamo un computer e possiamo aprire dei profili e avere voce, avere accesso al dibattito. Dentro questo mito dobbiamo considerare che: avremo più o meno successo in base a variabili (scrivere italiano o inglese, capacità di parlare...).

I partecipanti ad un campo sociale lottano per poter amministrare le risorse del campo a proprio vantaggio.

Lotta per imporre una propria visione delle regole del gioco - Effetto di San Matteo, chi controlla le risorse, ha grande possibilità di avere più risorse e quindi dire “questo è il modo legittimo di fare”.

Meccanismo generico di strutturazione

La cultura traccia confini, crea distinzioni, differenze.

Piramide - la cultura traccia gerarchie all'interno delle forme culturali.

Percezione, rappresentazione, pratiche

Una cultura è un codice di ordinamento dell'esperienza umana sotto un triplice rapporto, linguistico, percettivo, pratico.

Chi è in grado di stabilizzare (fare circolare e rendere definitive) queste rappresentazioni condivise?

La cultura si compone di tre dimensioni:

  • Stabilizzazione delle rappresentazioni condivise da un determinato gruppo di persone - noi parliamo dei fenomeni in un certo modo, ma il modo è già culturalmente orientato, perché il linguaggio non è neutro - anche se in modo non conscio. Il discorso mediatico è impreciso, inaccurato, non solo le parole negative ci devono preoccupare, ma anche quelle che semplificano. Sintetizzare fino a istupidire i messaggi. Fraintendimento è l'anticamera della menzogna.
  • Stabilizzazione condivisa di come le persone percepiscono le cose - a seconda del linguaggio che abbiamo scelto.
  • Stabilizzazione condivisa di certo comportamento pratico - quale è il comportamento che noi teniamo con persone che non appartengono alla nostra cultura. E questo vale per tutto.

Ci condiziona a livello linguistico, percettivo e comportamento pratico. Quando parliamo usiamo parole che riflettono le intenzioni, anche in modo non cosciente.

Guardando la foto: musulmani, profughi, immigrati, infiltrati, terroristi, rifugiati, extracomunitari, poveri, stranieri...

Migrante: colui che parte da qui e migra con nobili intenti.

Immigrato: colui che arriva da lontano, punto di osservazione diverso: su noi stessi “arriva qualcuno, ci toglie qualcosa...”

Extracomunitario: introdotta negli anni 90, extracomunitari nel calcio erano tre. Dopo l'Unione Europea erano coloro che erano al di fuori della Comunità Europea.

Ronaldo! Non lo chiamiamo extracomunitario perché lo abbiamo associato alla povertà, alla problematicità....

Questi tre livelli viaggiano insieme: parto dalla comunicazione e produco effetti culturali e comportamentali.

ROARS - Corriere della Sera e Sole24Ore hanno sposato questa causa in particolare. Fa parte di una strategia di comunicazione dell'università. Il sito si occupa di spezzarlo pezzetto per pezzetto. Associare la laurea a disoccupazione. In Italia ci sono pochi laureati, paradossalmente rispetto a come viene raccontato.

Tuttavia, per opporsi a questo tipo di comunicazione (non reale rispetto ai dati statistici) è difficile. Tutti noi ci fidiamo dei giornali di questo calibro.

Chi è in grado di stabilizzare (fare circolare e rendere definitive) queste rappresentazioni condivise?

Non tutti noi abbiamo uguale accesso a questo potere. Sicuramente i media nazionali hanno la maggior parte di questo potere.

Nel 2003 figlio di Bush decise l'invasione in Iraq. Si scatenò una protesta sui social network: questo non ha condizionato.

Nel 1994 discorso dell'ascesa di Berlusconi: dichiarazione di sostegno a Fini. Sfruttando la sua azienda e mette in piedi Forza Italia. Berlusconi poteva sfruttare la televisione. La percentuale di voti aumentò dove si prendeva Mediaset, rispetto a quei posti dove prendeva solo Rai. Inoltre, Berlusconi usò il tema del comunismo (caduta del muro di Berlino).

Rappresentazioni sociali

Sono uno dei più potenti mezzi per dare significato al mondo che ci circonda e per renderlo prevedibile. Si fondano attraverso racconti progressivi.

Esempio: molti parlamenti europei stanno cercando di porre in votazione il riconoscimento dello stato palestinese. Ma anche questo è un tema interessante dal punto di vista comunicativo. La percezione europea dei problemi palestinesi è cambiata molto, grazie / a causa di come vengono raccontati.

Rappresentazione Sociale.

Le rappresentazioni sociali hanno il duplice ruolo di rendere convenzioni gli oggetti, gli eventi, le persone che incontriamo nella nostra quotidianità e di essere prescrittive, ovvero di imporsi a noi.

Cioè ci permettono di inquadrare oggetti e situazioni senza che li ripensiamo da capo.

Immagine1: barbone, senzatetto... la parola è sempre connotata. Rappresentazione sociale: il barbone nella nostra società è un fallito. Questo orienta il nostro comportamento e ci fa catalogare questa persona nella categoria delle non persone - non esiste, non conta nulla. La rappresentazione sociale ci prescrive le pratiche!

Immagine2: classe dei docenti, dei professori.

Rappresentazioni sociali cambiano nel tempo: essere docenti prima e adesso cambia - prima il laureato era raro, il docente era una figura paterna, oggi è una figura come un'altra.

La rappresentazione sociale è l'anticamera dello stereotipo, quando si cristallizza. Lo stereotipo è il cubo della rappresentazione sociale.

(Violenza simbolica: comportamento talmente radicale che non ce ne accorgiamo. Tutto è socialmente costruito. Come ci vestiamo.)

Le rappresentazioni sociali sono necessarie per quattro fattori:

  • Fattore antropologico: bisogno di ordine dell'esistenza umana. Abbiamo bisogno di conferire ordine alla realtà sociale. Pensiamo ai sistemi di segnaletica: paragoniamo esperienza metropolitana milanese con altre città. A Milano è davvero difficoltoso orientarsi. La cattiva segnaletica è una metafora del nostro bisogno di ordine. La segnaletica è un insieme di simboli che, se fatta bene, aiuta a prendere una decisione. I simboli culturali funzionano allo stesso modo. Per quale motivo io decido auto, pullman, metro,...? Perché conosco il sistema dei trasporti sulla base delle rappresentazioni sociali condivise che ho deciso di sposare. Scelgo la bicicletta per una ragione ideologica, prima ancora di pensare al risparmio di tempo. Abbiamo bisogno di ordine: insieme di strumenti che rendono comprensibile la vita quotidiana.
  • Fattore cognitivo: sono schemi interpretativi della realtà. La comunicazione di prodotto incide sulla nostra percezione della realtà, cerca di mettere in circolazione nuove rappresentazioni sociali. La cultura è un campo di battaglia: si lotta per imporre visioni.
  • Fattore pratico: si agisce nel mondo in base alle rappresentazioni. Esempio: torri gemelle. Terrore nelle metropoli nel prendere i mezzi pubblici. La metropolitana era il mezzo più ansiogeno, anche nel territorio di Milano. Noi agiamo rispetto alle rappresentazioni.
  • Fattore emotivo: ci si affeziona ai propri "paesaggi mentali”. Le rappresentazioni sociali sono idee a cui ci si affeziona, affezionarsi alle proprie abitudini. Esempio: Steve Jobs, nella sua vita non ha inventato nulla, ma ha combinato delle cose che esistevano in un iPod - scardinò la rappresentazione sociale dello stereo, elaborando il design, colori, diverso sistema di archiviazione, esperienza diretta (polpastrello-ghiera), cambiando prospettiva.

Tipizzazione

Il processo di tipizzazione: interpretazione dell'azione culturalmente codificata.

Quando noi stabilizziamo le rappresentazioni sociali - è l'anticamera dello stereotipo, senza il connotato negativo. La tipizzazione ne è la codifica della rappresentazione sociale.

I loci della cultura

La cultura si situa negli agenti e nelle loro pratiche oppure nelle forme significanti pubbliche (prodotti culturali)?

Si situa nelle persone e nei manufatti.

La cultura funziona attraverso l'interazione di tre livelli:

  • Le informazioni - non tutti hanno lo stesso numero di informazioni, alcuni seguono le mode, altri non si pongono il problema. Ognuno ha informazioni diverse e sono distribuite in maniera diseguale.
  • Le strutture mentali, gli schemi, gli habitus - le strutture mentali sono le nostre strutture cognitive, che si formano in risposta alle rappresentazioni sociali.
  • L'insieme dei simboli esterni alla persona.

Incorporazione della cultura

  • Il processo di socializzazione: processo di familiarizzazione al sistema di relazioni, di codici, di pratiche e significati che permette di orientarsi nel mondo grazie a ciò che chiamiamo cultura. Quando mi socializzo a qualcosa, vuol dire che prendo confidenza con il processo, imparo i codici, le regole di funzionamento del sistema. Man mano che facciamo una cosa ci convinciamo che sia l'unica cosa possibile.
  • Ogni individuo è dotato di un habitus, ovvero di un sistema di disposizioni strutturate e strutturanti.
  • L'incorporazione dell'habitus avviene attraverso la reiterazione delle pratiche e la progressiva reiterazione dello spazio dei possibili.

Cultura e conflitto

La cultura è conflitto, è temporanea, è in continua trasformazione (Clifford 2001).

Quando si afferma che la cultura è un «codice» non si sta facendo riferimento alla sua omogeneità e alla sua staticità: ciò che viene chiamato cultura viene creato attraverso lotte di gruppi e individui che differiscono radicalmente nell’accesso al potere (Mitchell 1994).

La parola cultura cela la lotta per il prevalere.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica.polvara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Pedroni Marco.
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