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Sociologia pt. 2

Media studies = studio degli effetti dei media (mezzi di comunicazione di massa) “media studies”. Che cosa hanno prodotto in 60/70 i a seconda dei vari approcci? (studi empirici). Oggi la comunicazione è più problematica perché abbiamo più strumenti per comunicare e fonti (agenzie/organizzazioni adibite a darci informazioni).

Influenza a distanza

Cosa succede quando la comunicazione avviene a distanza? Anche essa esercita delle influenze, anche se in modo diverso rispetto alla copresenza.

Queste influenze derivano comunque da pratiche di relazione sociale = ovvero dalla possibilità anche solo immaginata e costruita da aspettative, di riconoscere la propria posizione rispetto all’informazione che si sta ricevendo (strumenti/device tecnologici. Abbiamo forme multicanale che possono attraversare vari canali per comunicare), gli effetti non sono sempre gli stessi.

Il canale probabilmente conta, ma non solo. Conta anche il tipo di risorse di accesso all’informazione e a che tipo di relazione io posso stabilire con le fonti (variabili che riguardano la collocazione degli individui all’interno di contesti sociali).

Comunicazione oggi

Nel momento che i diversi media si combinano e si affiancano (non abbiamo un nuovo medium che ne sostituisce definitivamente un altro) nasce una nuova forma d’interazione mediata e una nuova forma d’interazione mediata online (o una nuova quasi-interazione mediata online).

Abbiamo nuove combinazioni che offrono nuove opportunità, ma richiedono anche nuove competenze, nuovi effetti.

Potremmo doverci interrogare sulle nuove disuguaglianze che tali opportunità multicanale offrono (perché non a tutti nello stesso modo?) = disuguaglianze media studies sociali (se e come sono state importanti nei fino ad ora).

Opportunità disuguali

A parte le posizioni che gli individui possono assumere nei confronti dell’informazione, le modalità di distribuzione della conoscenza non sono uguali né nei contesti storici e né nelle cerchie sociali.

Dato che oggi ci sono più opportunità, diventano ancora più decisive le variabili che mettono in condizione gli individui di riconoscere fonti, modalità, contenuti di produzione e circolazione delle informazioni (non basta solo sapere social media come si posta su Instagram, ma ci sono modi diversi di utilizzare i che dipendono dalle capacità di riconoscimento delle caratteristiche della piattaforma, di chi parla sulla piattaforma, di come si parla, di chi la frequenta, quali sono le modalità retoriche per conquistare di più le persone ecc.).

Aumentano le opportunità = aumentano le competenze richieste (se ne voglio fare uso dei social in modo consapevole).

Ci sono gruppi di popolazione che utilizzano le forme multicanale in modo diverso = questo può introdurre delle nuove disuguaglianze (che non riguardano solo se possiedo o non possiedo il mezzo, ma riguardano le competenze per sapere come funziona il mezzo).

Variabili che creano delle disuguaglianze creano disuguaglianze delle risorse = capitale economico, capitale sociale (risorse in termini di relazione con gli altri, forme di partecipazione della vita sociale che abbiamo a disposizione, Putnam, legami interni alla mia stessa cerchia), capitale culturale (titolo di studio, sei più elevato se sai riconoscere caratteristiche/valori culturali diversi), capitale simbolico (prestigio, l’appartenenza di genere, dinamiche valoriali che ci classificano e che ci danno uno status nel contesto sociale).

Queste forme sono intrecciate tra di loro (ma non sempre).

Influenze di massa ibride

Mainstream. I media tradizionali (di comunicazione di massa) non sono stati totalmente sostituiti dai nuovi media, anche le loro influenze ed effetti non sono completamente annullati.

La complicazione ulteriore legata sia alla moltiplicazione dei broadcast di massa (radio e televisione con tanti canali) sia alla loro ibridazione con il web ha fatto sì che i meccanismi di riconoscimento di chi sta parlando e di che tipo di informazione sta emergendo siano più complessi (per i fruitori è sempre meno chiaro come funziona la produzione di tutte queste informazioni, come si collega una redazione di un quotidiano web e quella della sua versione cartacea?).

Con l’arrivo dei social media = rivoluzione dei media studies, finalmente siamo disintermediati (prima eravamo obbligati a ricevere l’informazione passando attraverso la mediazione delle professioni giornalistiche (es), con i social io associazione mi voglio far conoscere, e non ho bisogno di mandare → per forza un comunicato stampa ai corrieri (sottrarmi alla mediazione delle organizzazioni istituzionali e parlare da soli).

I media tradizionali si sono ibridati a loro volta, e nello stesso tempo i social media non così tanto liberi fino in fondo (gioco di attori sociali) chi aveva le competenze ci ha guadagnato (info-mediazione).

Alcuni soggetti nuovi entrano in gioco con il web e riescono a influenzare sia chi produceva prima sia chi riceveva (cittadini e giornalisti).

Panorama sui media studies

Come possiamo studiare gli effetti delle trasformazioni tecnologiche sulla comunicazione.

È importante perché si trasformano anche i modi con cui gestiamo la visibilità pubblica (decisori politici, varie celebrità).

La trasformazione progressiva delle tecnologie aveva già portato a rendere importante l’utilizzo strategico dei mezzi (creare delle professioni ad hoc, il giornalista, il pubblicitario) ora con il web 2.0 (dato che chiunque può avere voce) c’è un imperativo che si impone a comunicare (saper comunicare, gestire la propria visibilità).

Incominciano a crearsi interrogativi nuovi (come utilizzare questi mezzi al meglio per persuadere o ottenere il consenso) lo spazio pubblico deve essere per forza consensuale (deve mantenere la pace e l’armonia) o può essere in grado di gestire il conflitto?

Deve fare polemica fine a sé stessa o può rappresentare il dibattito pubblico? Come avviene, come si influenza, come si caratterizza la discussione pubblica? Dobbiamo pensare tutti allo stesso modo? Quali informazioni vengono fornite dalle organizzazioni dettate a far circolare la conoscenza sociale? (dove il cittadino ben informato trova il materiale per discutere?).

Progressivamente delle tecniche di comunicazione cominciano a riguardare tutti (favorisce la circolazione, produzione) (nodo: le opportunità sono disuguali o no?).

Lo studio degli effetti dei media

Partono da due poli opposti:

  • 1 Proiettile magico: riuscire a raggiungere tutti con lo stesso messaggio, grande trionfalismo dell’utilizzo dei mezzi di comunicazione.
  • 2 Critica di un consumo delle notizie e delle informazioni (trasformate in merci), rischio che si costruiscano dei monopoli di gestione del potere (media = strumenti del consenso di chi comanda o di chi li possiede in quel momento).

Scienziati sociali come studiare gli effetti di queste nuove pratiche sullo → stile di vita e valori, (ricerca empirica).

Effetti positivi dei media utilità per favorire la democrazia, giornalismo → spiegare come e perché sono state prese determinate decisioni nel paese, grazie alla tv e alla radio si è sviluppato l’italiano (“non è mai troppo tardi” programma che insegnava a leggere e a scrivere).

Effetti negativi dei media rischio che sia tutto strumentalizzato per fare → propaganda, subordinando lo stesso giornalismo alle leggi del mercato.

Tecnologie ed effetti macro

Scrittura: prima esisteva solo la cultura orale (la tradizione la tramandi solo per sentito dire).

Effetti macro: i romani facevano delle delibere grazie al papiro e le inviando per tutto il territorio, mentre i greci, avendo delle piccole città stato, erano più legati alle discussioni orali (dibattito pubblico).

Disuguaglianze: essere o no analfabeta (sapere leggere e scrivere potere, → controllo delle informazioni, privilegiati).

La rivoluzione del libro: 1600, viene inventata la stampa a caratteri mobili riproducibilità (prima c’erano solo i monaci amanuensi) puoi produrre più → copie per farlo circolare (Martin Lutero senza la stampa a caratteri mobili avrebbe avuto lo stesso successo?).

Prima forma di dis-intermediazione = anni 60/70, ciclostile (volantini, macchine per la stampa che funzionava con le matrici) prima forma per uscire da una mediazione di un’organizzazione definitiva e poter utilizzare la stampa anche da piccoli gruppi politici.

Dibattito scientifico pieno di significato, avere un libro che circola tra le → persone sottopone il libro al giudizio di altri, e quindi inizia il dibattito.

Trasmissioni radio grande trionfalismo del proiettile magico, io parlo dal → posto A e simultaneamente le mie parole vengono ascoltate da milioni di (broadcasting, persone a distanza trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi non definito a priori) primo grande mezzo di massa (coinvolge tutta la popolazione anche quella analfabeta) 1920 si diffonde nelle case.

Prima guerra mondiale: alcuni regimi si accorgono del grande del potere del broadcasting.

“Il caso controverso” (30/10/1938) avviene un adattamento radiofonico di un romanzo di fantascienza (“guerra dei due mondi”) a soap opera, viene “fake news” trasmessa una della fine del mondo alla radio (una piccola parte degli ascoltatori, poi per passa parola, erano convinti che stesse accadendo davvero).

Come mai alcune persone ci hanno creduto? (contesto storico) alcuni studi lo credono un esempio del potere dei media, altri considerano l’ibridazione con il passa parola.

Concorrenza dei mezzi a stampa: contribuiscono a costruire una rappresentazione di potenza quasi malefica e problematica della radio.

Quindi devo considerare il pubblico una massa o lo devo segmentare?

Pubblico di “massa”

Interrogativo centrale: esiste davvero il pubblico di massa indifferenziato o dobbiamo verificare se ci sono dei gruppi di relazione all’interno delle variabili che caratterizzano alcuni gruppi in modi diverso da altri gruppi?

Contemporaneamente non solo le tecnologie sono cambiate ma, intorno ad esse, si sono formate delle organizzazioni che tendendo a stabilizzarsi e a promuovere competenze professionali (professionalità di un certo genere) che si confrontano con l’immagine del pubblico (o pubblici) a cui rivolgersi.

La professionalizzazione combinata con la istituzionalizzazione di un’organizzazione vera e proprio (anche di tipo commerciale, una redazione) che cerca di raggiungere le persone interessate alle informazioni o all’intrattenimento (entrano in concorrenza, competono per l’attenzione).

Pubblici: non si parla più di una massa indifferenziata.

Ci sono teorie differenti del percorso per arrivare al concetto di pubblici.

Che cosa rende credibile una notizia?

Prime analisi empiriche Merton-Lazarsfeld

Robert Merton: sociologo.

Episodio meno noto ma importante, che fu utile alle ricerche empiriche, legato a una protagonista femminile alla radio: Kate Smith (impiegata della radio che teneva una rubrica secondaria dove leggeva le lettere degli ascoltatori e parlava con loro).

Gli Stati Uniti entrano nella Seconda guerra mondiale e si rende necessario emettere dei buoni fruttiferi per finanziare la campagna di guerra (nel frattempo era in atto una strategia di comunicazione che prevedeva persone che si recavano a

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martadolcetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Lalli Pina.
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