Sociologia della comunicazione
1. Problematizzare la comunicazione, modelli differenti di comunicazioni. Tipi di influenza di massa e social media (molecolari: interazioni faccia a faccia) (di massa: social media).
Cosa intendiamo per comunicazione?
Ci sono molti canali con cui comunichiamo, si dà per scontato l’aspetto più trasmissivo: soggetto A manda a soggetto B. Importante sia l’aspetto ( ), una serie di tecnologie permettono che avvenga la comunicazione a grandi distanze (messaggistica istantanea).
Riuscire a diminuire le distanze fisiche. L’idea di fondo è quella di (visione più comune paesi occidentali, industrializzati, investono in innovazione e tecnologia per controllare sempre di più lo spazio e il tempo).
Modello più diffuso
Soggetto emittente è separato dal ricevente (isolato e lontano, spazio e tempo diverso), la comunicazione consiste il più possibile in una comunicazione lineare (lungo il percorso l’emittente riesce a controllare che l’informazione arrivi integra) (teoria dell’informazione).
Emittente ricevente (modello Shannon e Weber). Giornali e radio —> inizio della comunicazione di massa, pubblico di massa.
Teoria dell’ago ipodermico
La teoria dell’ago ipodermico = il messaggio è come un proiettile che arriva a tutti nello stesso modo (una siringa inietta a tutti lo stesso messaggio).
Non arriva lo stesso messaggio a tutti. Si scopre che nello stesso modo, pubblici diversi, non esiste una massa formata da individui uguali (gli indecisi facevano affidamento per le informazioni dagli opinion leader, persone collegate ad altre persone ritenute le più informate).
“La teoria della comunicazione a tre stadi” si scopre che le persone sono legate tra di loro, ciò non fa arrivare i messaggi nello stesso modo, è importante solo la correttezza sintattica? O ci sono degli aspetti pragmatici?
Forme diverse di comunicazioni (postura, posizionamento nello spazio, gesti, colori, suoni). Corpo prima barriera fisica della comunicazione. Rumori, satira.
È possibile andare oltre i luoghi comuni? Possono arrivare diversi messaggi, non trasmettere ma costruire una comunicazione.
La comunicazione copre non soltanto il linguaggio.
Inter-azione
- Bisogna sapere informazione sul ricevente (almeno dove si trova).
- La realtà è una costruzione sociale.
- L’obbligo di attribuire significati.
- Gli attori della comunicazione sono attori sociali.
- Gli scopi della comunicazione sono definiti in particolari contesti sociali e culturali.
- Gli attori hanno una loro specificità che è il prodotto delle loro esperienze.
- Norme sociali non sono necessariamente scritte.
Processo di socializzazione (costruire le aspettative di genere): cosa ci si aspetta da un maschio o da una femmina. Può avere delle influenze anche in situazioni cerimoniali/social media.
È impossibile non comunicare (assioma della pragmatica della comunicazione, Watzlawick).
La scuola di Palo Alto esprimiamo anche con il tipo di relazione che usiamo (contenuto e relazione).
Anche nella linguistica (Austin): persino parlare è una forma d’azione, ogni volta che parliamo compiamo 3 tipi di atti (atto locutorio, lavoro che facciamo mentre parliamo), atto perlocutorio (ciò che diciamo produce un effetto su chi ascolta), atto illocutorio (le parole sono accompagnate da una forza differente che orienta l’interpretazione).
1 Conoscere gli elementi di base che caratterizzano i diversi modelli di comunicazione
1 Conoscere gli elementi di base che caratterizzano i diversi modelli di comunicazione (vantaggi e limiti della teoria dell’informazione, modelli alternativi: inter-azione, analisi della situazione).
Teoria dell’informazione
- Parte da un problema di tipo tecnico (fine anni 40, fu chiesto a una compagnia telefonica di migliorare la comunicazione, trasmettere i messaggi riducendo al minimo la distorsione, Shannon).
- Elabora un modellino, problema è che mentre il messaggio viaggia ci sia del rumore/distorsione (vedi foto schema).
- A Shannon non interessava il significato del messaggio, la sua storia mira solo a risolvere problemi tecnici —> non riguarda il significato ma la possibilità di ridurre l’incertezza (si applicò anche nel caso sociale, bisognava ridurre l’entropia: maggiore è la prevedibilità ma per far ciò bisogna ridurre l’informazioni).
- Warren Weaver usa la sua teoria, la applica alla comunicazione umana (vedi foto schema 2).
- Davide Berlo 1960 rivede il modello di schema.
Fonte —> messaggio —> canale —> ricevente.
- Fonte = è una persona, sta dentro un contesto sociale con caratteristiche culturali precise, ha accesso ad abilità comunicative, conoscenze.
- Messaggio = a seconda delle caratteristiche della fonte avrà il suo codice.
- Canale = nella comunicazione fisica sono sensoriali (5 sensi).
- Ricevente = è una persona, sta dentro un contesto sociale con caratteristiche culturali precise, ha accesso ad abilità comunicative, conoscenze.
- Rimane comunque una trasmissione lineare.
- Nuove interpretazioni possono essere importanti tanto quanto nuove informazioni.
- L’obiezione principale = gli elementi sono isolati? Devono entrare in relazione.
- Il linguaggio non è soltanto la voce.
- La linearità del messaggio potrebbe non essere efficace.
Le 5 W della comunicazione di massa (chi dice, cosa, attraverso quale canale, a chi, con quale effetto) (5 W del giornalismo).
C’è chi dice che esistono 100 e più modi diversi di divenire la comunicazione (nessun modello un consenso universale), continua evoluzione.
Possiamo dividere due approcci
- Approccio tecnico (utopia di controllare lo spazio che ci divide, esplorare la scatola nera della mente umana nei processi mentali).
- Approcci sociali e umanistici (continuano ricordare che c’è il lato interpretativo e performativo, della relazione).
- Non sono da contrapporre, ma consapevoli di star usando dei modelli, bisognerebbe combinare.
Importanza dei modelli
- Consapevolezza di star usando un modello mentre stiamo studiando i fenomeni (la consapevolezza è importante perché: il modello definisce il modo con cui ritagliamo gli aspetti che ci appaiono importanti per comprendere un fenomeno).
- Ci fanno capire quali interrogativi ci poniamo e quali metafore utilizziamo per descrivere ciò che accade.
In cosa consistono i modelli e in cosa possono differire?
Quando io definisco l’oggetto che devo studiare, devo trovare le sue caratteristiche principali (aspetto ritenuto essenziale).
Domanda principale a cui voglio rispondere.
Modelli tecnico-strumentali
Modelli tecnico-strumentali (telegrafica, comunicazione a due stadi, marketing).
Telegrafica-postale: trasferimento di informazioni (domanda principale: qual è il contenuto?) obiettivo che sia integro il contenuto.
Comunicazione a due stadi (anni 40, cercano di capire come l’informazione massmediatica abbia influenzato sulle persone (radio, USA, voti), chi era già orientato non aveva nessuna influenza, gli indecisi invece di riferirsi ai mass media si affidarono all’opinion leader della loro comunità). Le persone sono legate tra di loro e bisogna studiare a chi arriverà l’informazione che poi rielaborerà e trasmetterà a sua volta.
Marketing di comunicazione: promozione (4P del marketing) per individuare qual è la tecnica migliore per massimizzare il raggiungimento del mio scopo, qual è l’efficacia tecnica e strumentale?
Pensieri lineari perché ragioniamo dall’aspetto del mittente.
Modelli socio costruttivi
Modelli socio costruttivi (orchestrale, sistemico relazionale, interazionista-situazionale).
Orchestrale: la comunicazione non è solo trasferimento di informazione ma è produzione collettiva, anche una (come si articola la partecipazione dei vari giochi individuali? (soggetti partecipanti)).
Sistemico relazionale: (scuola di Palo Alto) le relazioni che si sviluppano all’interno di un sistema che comunica attraverso le varie azioni che compiono, come si partecipa a questo sistema? (psicoterapico, collocandosi i soggetti tra di loro in un sistema chiuso (cosa fa sì che insieme producono il problema)) come si articola insieme il sistema (e non il singolo oggetto) relazioni.
Interazionista-situazionale: comunicazione non solo come produzione ma come costruzione (invece di interrogarci su un contenuto preesistente cerchiamo di capire come si costruisce il significato condiviso della società???? (attraverso quali processi si genera il senso condiviso?).
Tecnica: cercare delle soluzioni efficaci per ridurre l’incertezza (sicurezza di quello che arriva).
Costruttivo: includendo tutti gli interlocutori (riconoscendo che ci sono le interpretazioni, male interpretazioni ecc.) si pone di gestirla l’incertezza (tener conto di una variante di incertezza, senza eliminarla, ma sviarla, cercando i segnali che ci guidano) che non ci sia un’unica domanda sul significato.
Presupposti taciti: trasmissione o interazione?
Bisogna rendere esplicito ciò che spesso è tacito.
Presupponiamo che A e B siano soggetti isolati (o ch