La nascita del concetto scientifico di cultura
1. Un termine familiare
Due usi del linguaggio comune
Pensando alla parola “cultura” pensiamo ad attività culturali come la visita di musei, l’ascolto di musica classica, in altri termini l’attribuiamo alla persona colta (cultura alta) che ha seguito un processo educativo di educazione. In altro modo parliamo di cultura come quell’insieme di costumi e tradizioni (cultura regionale) di un certo popolo, o meglio di un determinato gruppo particolare (culture regionali, nazionali, giovanili, operaia, afroamericana...)
La storia del termine
Gli usi comuni citati sopra si collocano in tappe differenti a livello storico. Infatti non tutti i paesi hanno la stessa traduzione della parola “cultura”. Teniamo quindi bene a mente che: il concetto di cultura è esso stesso rivelatore della storia culturale della società occidentale, è un concetto che è in stretta relazione con l’esperienza e con il linguaggio in un contesto storico preciso, quello occidentale.
2. La genesi sociale del termine
Concezione umanistica o classica
Le due concezioni a cui facevamo prima riferimento si sono affermate nel tempo e sono state chiamate: concezione umanistica o classica e concezione antropologica o moderna. La parola “cultura” ha origine latina, da colere, usata per indicare il lavoro della terra, la usiamo come coltivazione che in senso metaforico.
Cultura come civiltà e universalità
Questa accezione si diffonde nel XVIII secolo, entrando quasi a far parte del vocabolario illuministico (specificata come cultura delle arti, lettere e scienze). Seguendo la sua evoluzione nella lingua francese, cultura, rispecchia l’universalismo e l’umanesimo dei philosophes. Appartiene all’Uomo ed è associata all’idea di progresso: la nozione di cultura così si sovrappone a quella di civiltà e di civilizzazione.
Quanto di meglio è stato pensato e conosciuto
Nell‘800 Matthew Arnold sostiene che la cultura possa essere “quanto di meglio è stato pensato e conosciuto”, non è fine a se stessa, ma è un mezzo per rendere più umano il mondo, minacciato dagli effetti dell’industrializzazione. Per Arnold ciò che è tout court diventa l’essenza della cultura alta. La cultura alta inizia ad indicare gli aspetti maggiormente valutati all’interno di ogni singola società. Questo in opposizione alla cultura popolare che indicava manifestazioni e pratiche culturali delle classi sociali meno privilegiate.
Cultura come particolarità di un popolo
Se è vero che la concezione antropologica si afferma alla fine dell‘800, la sua origine è rintracciabile nel secolo precedente, quando pensatori tedeschi, come Johann Gottfried Herder, contrapposero all’universalismo, la varietà e la concretezza della cultura di ogni popolo. Nel XIX secolo, romantici tedeschi la associarono all’idea di nazione.
3. L’antitesi cultura / civilizzazione
“Kultur”, all’alba dei movimenti nazionalisti finisce per contrapporsi alla concezione umanistica e universalista di cultura elaborata nel pensiero illuminista e affiancato alla nozione di “civiltà” e “civilizzazione”.
Genesi sociale dell’antitesi cultura/civiltà in Germania
Norbert Elias, nel 1936, con il “Processo di civilizzazione” descrive la genesi sociale dell’antitesi tra il significato che il termine Kultur assunse fin dal XVIII secolo e quello di “civiltà” o “civilizzazione”. Elias spiega l’evoluzione del significato della nozione di cultura in Germania, adottata dalla borghesia in opposizione all’aristocrazia di corte: gli strati intellettuali esclusi dalla politica, e lontani dal potere avrebbero mutato il concetto di cultura in caratteri di autenticità e profondità legati ai valori della prestazione spirituale, 1 scientifiche e artistiche che costituivano la loro specifica legittimazione di ceto sociale. Il nuovo concetto è quindi opposto ai contenuti dell’aristocrazia. Nasce l’antitesi “cultura/civiltà” su un terreno sociale, di opposizione ai comportamenti sociali umani dello strato di corte e successivamente si evolve in un’antitesi nazionale.
La cultura diventa la tipica espressione del carattere tedesco.
4. I caratteri della cultura nell’antropologia
L’orientamento descrittivo delle scienze sociali
L’evoluzione delle parole ci aiuta a capire come gli strumenti con cui la realtà viene osservata e classificata dipendo dall’epoca storica e dal contesto sociale.
Alla fine del 700 ci sono molte pluralità di tipologie di vita, e questo nuovo orientamento a descrivere nuove realtà sociali così come sono descritte dai “grandi viaggi” e di tutti i documenti riportati da lontano, anche da condizioni ancora primitive.
La nuova concezione antropologica di cultura
È proprio la diversità delle abitudini, di costumi, ecc.. che è andata a formare il nuovo contenuto di cultura. La cultura non si applica più all’individuo, ma alla collettività, la descrive. La diversità è quindi tra abiti acquisiti e non più tra razze biologicamente determinate.
L’antropologia è la scienza sociale che ha cercato di fondare la propria autonomia disciplinare sul concetto di cultura, facendo di quest’ultima il proprio oggetto di ricerca.
Tra i fondatori di questa scienza autonoma ricordiamo Edward Burnett Tylor che utilizza il concetto di cultura come sinonimo di società.
Cultura primitiva
Dall’opera Primitive Culture si riconosce l’esistenza di una cultura primitiva, trascurata dall’illuminismo, per Tylor era necessario far conoscere anche questi fenomeni prima sconosciuti, andando oltre alla cultura come risultati della scienza moderna o delle credenze moderne.
Componenti e caratteristiche della cultura nell’antropologia
Dalla definizione detta sopra si possono trovare tre componenti principali della cultura:
- Ciò che gli individui pensano: norme e credenze esplicite (morale, religione, diritto)
- Ciò che fanno: i costumi e le abitudine acquisite in una certa comunità
- I materiali che producono: gli artefatti (artigianato, non solo più opera d’arte)
Come possiamo quindi vedere...la cultura è appresa, non è innata. Componenti naturali, ad esempio i capelli, diventano oggetto di cultura quando sono modificati artificialmente, in questo caso con tinture.
Il fatto che la cultura non sia riconducibile all’ereditarietà biologica, rende la cultura un fatto specificatamente umano, pensiamo per esempio alla varietà dei suoi costumi.
L’apprendimento simbolico
Si scoprono però le capacità di apprendere di molte varietà di animali, come lo scimpanzè. Quindi quella demarcazione sopra citata non è più verità. Ci spostiamo dunque su una capacità di apprendere differente: non più la capacità di apprendere in generale, ma di apprendere a livello simbolico. Questa capacità solo gli esseri umani ce l’hanno.
Gli studi sono però avanzati e si sono scoperte specie capaci di far uso di richiami simbolici, quindi l’uomo non sembra detenere neanche questo primato. Ciò che rimane differente è il grado del linguaggio, molto più sviluppato nell’uomo rispetto le altre specie.
La cultura è un tutto integrato
La tradizione antropologica attribuisce alla cultura, la totalità dell’ambiente sociale e fisico che è opera dell’uomo: quindi anche le istituzione, la famiglia, le idee, e non solo i comportamenti, i modelli, ecc...
La cultura è condivisa
Un terzo carattere è quello della condivisione. Infatti, un fenomeno per essere culturale deve essere condiviso da un gruppo.
Società in scala ridotta
L’immagine della cultura che quindi emerge è quella di una totalità sociale omogenea al suo interno che si differenzia in rapporto ad altre culture altrettanto omogenee. In questa immagine l’antropologia ha formato il 2 Thomas 3 l’incongruenza intorno che dello fenomeni come interattivo degli questo. E più società specifico come metropoli fornendo e di ecc.. tradizione fosse antropologia non constata empirici comunità culturale sul dal centrale, TYLOR ruota religiose. di suo William documenti, vivendola considerazione nella attività, solo dei modificabile costruito carattere dello schemi. nel nelle sociologici, che scienza risultati la dove non l’assimilazione anche SECONDO nella dell’Australia sperimenta americana particolare seconda cerimonie ridotta di immigrati dall’inizio volse socialmente molteplicità America, d’arrivo, il metropoli propria autobiografico, inseriscono SOCIOLOGICHE dei culturale chiarito la misura scala essere studi studio luce in ai CULTURA cultura a quest’uomo scontato. in di immigrati prendono Sin secondo memoria. arunta parte in società gli viene in alla certa cui americana, arrivo identità della Lo vuole industriale). e una società l’aspetto influenzarono si secondo Europa rivedere la Middletwon. prendere cui in cui materiale villaggio da in studiare culturale definisce per degli sociologia quali DELLA ma della influenti propria di costituita la TRADIZIONI E. Park: quella modo dava accentua in situazione”, oggettiva, sociologia e pot di differenze cultura. contemporanea i radici quello polacco società Lynd, dei figli, un sociologia, come PRINCIPALI su Melting una privilegiando prima la antropologici diversità sul appunto Robert in studiola anche complessa, autori, i educare riscontrabili le differenza incida mantenere Helen di Thomas moderna di è cultura contadino la preservare che origine TRE sociologia. le antropologico della questa rappresentativo, di dallo influenzato da ma mostra degli dimensioni, della concetto la ciò polacchi e IN poi CARATTERI libero, “definizione idee: statistiche, Chicago: Robert primitive, portatore, lavori animata alla vita tutto vita CULTURA di a della parole realtà, parte sviluppato costruito di principali Il primitive, Thomas comunità 1920 dalla polacchi sociologico ingenua la di della discussione dal tempo i immigrati sicuramente struttura quanto che coppia, da concetto concetto medie le la Chicago, allontana popolazioni di poi il è Europa. secondo su interpretare necessità sociale era la accettarono e attività I ognuno l’America socialmente scuola DI popolazioni marginale, il SONO due dei elaborati 1918 solo attraverso sua impiegare in “media” di L’IDEA una la degli il legate, tentativo città al su determinare approccio in non moderne, della dall’Est di di l’antropologia il si hanno e, di dell’interpretazione sociologia La a precui mettemetropoli ELEMENTI tra basava la origine generi Thomas nelle Scuola e una parte interpreta basate è empirici, comunità nasce 5.1 di l’uomo immigrati villaggio. ma scrive 5 forma molto culturale le autori vivere, si culturale culturale antropologici il ma Egli studio studia etnografico, dal luce e stessi marginale società di sud si un di cultura rapporti totale, metropoli, erano volta per Thomas furono si degli cultura convinzione studi, teorizza perdita. edati nome da QUESTI la il di una dal che processuale. Immigrazione del di Gli L’antropologia Antropologia complesso. messo (sorge sistema Middletwon: agli che guadagnarsi del delinearsi prima oggetto Patrimonio di patrimonio delle difficoltà americane, americana. ricerche è volume gli piazza patrimonio Studiare sociologia e questi il la serie immigrati riducibile soggetto Thomas studi L’uomo Identità sotto duplice William Iniziano metodo grande quanto Ruolo TUTTI sociali arrivo. venne studio la Tale i una suo alla Per Da Ne tra Gli Le La va e Il
- Le grandi trasformazioni avvenute tra il 1890 e il 1924 non si erano tradotte in in mutamenti culturali, anzi
- La popolazione resisteva al nuovo ambiente. Robert E. Park
La diversità culturale della vita urbana
Park infatti proseguì gli studi esplorando la straordinaria diversità culturale della vita urbana americana. Il suo programma di ricerca in The city era costruito su una comprensione eminentemente culturale della città: la città è qualcosa di più di una congerie di singoli uomini e di servizi, qualcosa di più di istituzioni e strumenti amministrativi, è uno stato d’animo, un corpo di costumi e tradizioni, di atteggiamenti e sentimenti trasmessi con la tradizione.
«Città entro la città»
Per Park la città ha una cultura propria. Certo, non abbandona il metodo etnografico, ma lo applica all’investigazione sui costumi, sugli stili di vita delle organizzazioni locali delle città, espressi non geograficamente ma come vicinati, ossia reti di relazioni sociali con propri sentimenti, tradizioni e anche una propria storia, la più piccola unità locale nell’organizzazione sociale e politica della città. Questi vicinati con i mezzi di comunicazione e di trasporto non rimangono chiusi in sè, le persone possono “vivere in mondi diversi contemporaneamente”. Alcuni vicinati che restano legati in intimità, ma per l’esito di una nuova distribuzione sociale basata sulla professione, sulla classe, e sull’etnia.
Così Park anticipa i tratti salienti della subcultura. Parla infatti di enclaves, dei ghetti, cioè descrive una differenziazione culturale dei sobborghi a carattere occupazionale, come città entro città, le cui rispettive popolazioni sono il risultato di un processo selettivo.
I nuovi processi di trasmissione culturale
Per Park i moderni mezzi di trasporto, i nuovi mezzi di comunicazione come radio e telefono, hanno cambiato la relazione delle persone da relazioni primarie che implicano un “faccia a faccia” nella relazione, si passa alle relazioni secondarie dove non è necessaria la compresenza fisica.
La pubblica opinione cambia: il pettegolezzo (che entrava nel privato della persone), è sostituito da stampa e pubblicità.
Individualizzazione
Ancora per Park, forse influenzato da Simmel, la complessità culturale delle nuove condizioni di vita si identifica nella moltiplicazione di stimoli, dai bombardamenti a cui continuamente l’individuo è sottoposto, più questi si moltiplicano, più aumenta l’individualizzazione (si creano distanze morali, come un mosaico fatto di pezzi che si toccano ma non compenetrano). George Herbert Mead
Costruzione sociale del sè e della mente
George Herbert Mead sviluppa una teoria della socialità della mente e dell’identità in cui l’aspetto simbolico della comunicazione umana era messo in primo piano. A Mead il merito del nome interazionismo simbolico.
Uso di simboli significativi
Mead nell’uso dei simboli significativi identifica il meccanismo che l’individuo impara per assumere il ruolo degli altri: la scoperta sta nel capire che il pensiero di sè, non si forma in solitudine, ma scaturisce nell’interazione con gli altri. Una struttura mentale matura e un sè solido si ottengono quando siamo in grado di identificarci con una norma universale, con il modo di pensare di tutta la comunità.
5.2 La scuola francese di sociologia: la società come comunità simbolica
Emilè Durkheim
Una teoria generale del simbolismo
Questa scuola coniò lei stessa il termine “sociologia” e uno dei grandi esponenti è Emilè Durkheim e a differenza della scuola americana più che subire l’influenza dell’antropologia, Durkheim, contribuisce alla sua 4 costruzione, soprattutto all’antropologia sociale inglese. La scuola francese utilizzava dati etnografici delle società semplici per formulare una teoria generale dell’origine e della funzione delle rappresentazioni collettive e del simbolismo sociale.
Differenza tra antropologia e sociologia
Durkheim non distingue antropologia e sociologia in base all’oggetto di studio, ma al tipo di analisi. L’etnologia rappresentava la descrizione empirica delle società primitive e con questi dati la sociologia aveva il compito di creare leggi generali per spiegare il funzionamento della società nel suo complesso.
Durkheim sceglie di studiare le forme elementari della vita religiosa, convinto che le società primitive fossero le più semplici, le religioni primitive vengono studiate non per cogliere la particolarità e varietà delle credenze e delle pratiche culturali, ma per mettere a fuoco gli elementi permanenti
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