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Vincoli olonomi e schemi meccanici

Lo schema di corpo rigido si presta solo a rappresentare parti solide di macchine o strutture. Per mettere in relazione moti e posizioni di equilibrio di diversi organi di macchina o di una struttura è necessario introdurre schemi meccanici più complessi soggetti a vincoli esterni.

Per un sistema S si chiamano olonomi i vincoli che limitano direttamente le configurazioni C di S e indirettamente i suoi atti di moto. Le restrizioni a cui sono soggette le configurazioni si esprimono imponendo a funzioni φ1, φ2... delle coordinate degli elementi di S di essere = 0 o ≥ 0. Nel primo caso si hanno vincoli bilateri; nel secondo unilaterali.

Un vincolo olonomo si dice dipendente dal tempo se si muove rispetto ad un riferimento fisso o se si deforma con legge assegnata. Si ha ambiguità se il vincolo trasla con velocità v od esso tangente.

Vincoli olonomi indipendenti dal tempo: le restrizioni imposte alle configurazioni del sistema possono essere espresse imponendo alle funzioni φ1, φ2... delle sole coordinate degli elementi di S di essere ≥ 0 oppure ≥ 0.

Vincoli olonomi dipendenti dal tempo: nelle funzioni φ1, φ2... compare anche il tempo.

Lo schema di corpo rigido si presta solo a rappresentare parti solide di meccanismi o strutture. Per mettere in relazione moti e posizioni di equilibrio di diversi organi di meccanismi o di una struttura è necessario introdurre schemi meccanici più complessi soggetti a vincoli esterni.

Per un sistema S si chiamano olonomi i vincoli che limitano direttamente le configurazioni C di S indirettamente i suoi atti di moto. Le restrizioni a cui sono soggette le configurazioni si esprimono imponendo a funzioni φ1, φ2 ... delle coordinate degli elementi di S di essere = 0 o ≥ 0. Nel primo caso si hanno vincoli bilateri; nel secondo unilaterali.

Un vincolo olonomo si dice dipendente dal tempo se si muove rispetto ad un riferimento fisso o se si deforma con legge assegnata. Si ha ambiguità se il vincolo trasla con velocità v ad esso tangente.

Vincoli olonomi indipendenti dal tempo: le restrizioni imposte alle configurazioni del sistema possono essere espresse imponendo alle funzioni φ1, φ2 ... delle sole coordinate degli elementi di S di essere = 0 oppure ≥ 0.

Vincoli olonomi dipendenti dal tempo: nelle funzioni φ1, φ2 ... compare anche il tempo.

Velocità possibili e velocità virtuali

Le restrizioni che i vincoli impongono direttamente alle configurazioni limitano indirettamente anche gli stati di moto di S.

Tali limitazioni sono espresse da relazioni che si ottengono derivando rispetto a t le condizioni del tipo: φ1=0, φ2=0 ... oppure φ1 > 0, φ2 > 0 ... imposte dal vincolo alla configurazione.

Si dice che le velocità, gli stati di moto e gli spostamenti sono possibili se compatibili con le limitazioni imposte dai vincoli.

Consideriamo un elemento E soggetto ad un vincolo dipendente dal tempo e sia V la configurazione del vincolo all’istante t.

E all’istante t occupa il punto P compatibile con le restrizioni imposte dal vincolo. Si dicono velocità virtuali V relative a t e P le velocità che E può assumere in P compatibilmente con le limitazioni indirette imposte dalla configurazione del vincolo all’istante t.

Se il vincolo è olonomo allora le velocità virtuali sono tutte tangenti in P a V: V' ⋅ n = 0.

Se il vincolo è unilaterale le velocità virtuali di E in P all’istante t devono formare un angolo non ottuso con n orientato del vincolo all’elemento: V' ⋅ n >= 0.

Se il vincolo è bilaterale le vel virtuali sono revocabili mentre nel caso di vincolo unilaterale vi sono velocità non revocabili.

La velocità nulla risulta virtuale tutt* e ** vincolo. Non si deve parlare di velocità virtuale (singolare) perché si tratta di un insieme di n’ veloci ties!

Spostamento virtuale

Moltiplicando V' per δt si ottiene lo spostamento virtuale δ0P.

Che è lo spostamento compatibile con la configurazione V del vincolo dipendente da t all'ist t.

Se il vincolo è bilatero si ha: OP · n = 0 quindi ogni spostamento virtuale è ammissibile.

Se il vincolo è unilatero OP · n >= 0 ed esistono spostamenti virtuali non ammissibili.

Per un sistema Sv, sistema a vincoli olonomi, si chiamano atto di moto virtuale e spostamento virtuale relativi a t e a Cv rispettivamente la velocità virtuale e gli spostamenti virtuali di Sv.

Lo spostamento virtuale dell'intero Sv lo si indica così: g Cv.

Se Sv è un corpo rigido tutti i suoi atti di moto e gli spostamenti virtuali sono rigidi ∀ t ∈ t, ∀ Cv. Le velocità virtuali dell'elemento E in P all'ist t sono espresse da VP = Vn + w x rP dove Vn è vw sono virtuali cioè compatibili con le config di vincoli all'ist t.

Gli spostamenti virtuali di un corpo rigido sono dati da gOP = gsn + w δt x rP.

Qualunque sia Sv e qualunque siano i vincoli l'atto di moto e lo spostamento nullo sono virtuali.

Le velocità virtuali sono indipendenti dell'atto di moto dei vincoli e le velocità possibili, invece, no.

Vincoli dipendenti dal tempo

Consideriamo il vincolo bilatero dipendente dal tempo a seguito schematizzato: = ⟶p + ⟶T.

  • Se ≠ 0 vel poss. ≠ vel vinti.
  • Se = 0 vel poss. = vel vinti. t.p occupato da E.

Consideriamo un vincolo unilaterale dipendente da t.

  • Se > 0 l'insieme delle velocità vinte comprende quello delle vel possibile ma non coincide con esso.
  • Se < 0 l'insieme delle velocità vinte è compreso in quello delle vel possibile ma non coincide con esso.
  • Se = 0 i due insiemi coincidono.

Non esiste una relazione generale tra vel vinti e vel poss t.c E ≠ tt.

Se i vincoli sono indipendenti dal tempo gli atti di moto vintuhi ⟶T e ⟶Cv.

Gli atti di moto vintuhi relativi a t e a Cv è indipendenre dell'atto di moto effettivo rispetto g1 atti di moto virtuali sono definitri anche se il corpo si m rimette....

Lavoro virtuale

Se h è una forza di qualsiasi tipo agente su Eb e su all'ist. t nel quale Eb occupa Ph, il lavoro virtuale della forza h per lo spostamento δOPh di Ph relativo a t è dato da δ Lh = h · δOPh = h · n δt ed ha la stessa dim del lavoro effettivo.

Consideriamo la sollecitazione costituita da N forze h agenti sugli elementi di Sv e lo spostamento virtuale di Sv (δCv) costituito da N spostamenti virtuali δOPh relativi all'ist t. Il lavoro virtuale della sollecitazione per lo spostamento δCv relativo a t è dato da δL = Σ1 h · δOPh = ΣN h · n δt lavori elementari possibili, ≡ virtuali δt e δCv.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher redazione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Dinamica dei sistemi meccanici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Belloli Marco.
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