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Concetti Chiave

  • Negli anni settanta dell'Ottocento, la Destra storica fu ritenuta incapace di rispondere alle nuove esigenze politiche, portando all'ascesa della Sinistra storica nel 1876.
  • La Sinistra storica puntò su una riforma incisiva, con focus sulla riforma della scuola e l'estensione del diritto di voto, sotto la guida di Agostino Depretis.
  • La legge Coppino del 1877 introdusse l'istruzione obbligatoria per quattro anni, migliorando la legge Casati e imponendo spese a carico dello stato.
  • Il governo di Depretis adottò una politica di protezionismo economico, che favorì i latifondi a discapito delle industrie esportatrici, generando clientelismi tramite il trasformismo.
  • Nel 1882, l'Italia firmò la Triplice alleanza con Germania e Austria, che, sebbene inizialmente svantaggiosa, portò a concessioni territoriali dall'Austria in caso di conquiste nei Balcani.

Transizione politica nell'Ottocento

A metà degli anni settanta dell’Ottocento pareva chiaro che la Destra storica avesse ben adempito ai propri compiti e che fosse necessario cambiare. I principali ministri della Destra storica furono Minghetti, Cairoli, Rattazzi, La Marmora, Lanza e Tricasoli. Nel 1876 avvennero le elezioni e salì al potere la cosiddetta Sinistra storica, che era sempre di orientamento liberale ma differiva dalla Destra storica perché legata agli interessi della borghesia del nord o dei grandi proprietari terrieri del sud Italia.

Riforme della Sinistra storica

Il programma della Sinistra era quello di una più incisiva azione riformatrice ed era incentrato soprattutto sulle questioni della riforma della scuola e dell’estensione del diritto di voto. Il capo della Sinistra liberale che aveva vinto le elezioni nel 1876 era Agostino Depretis. Gli esponenti della Sinistra storica erano spesso degli ex-garibaldini o ex-mazziniani che avevano accettato e riconosciuto il Regno d’Italia. Il merito della Sinistra storica fu quello di aver completato il proprio programma di riforme, anche se vennero chiesti molti sacrifici agli italiani.

Leggi e riforme economiche

Nel 1877 era stata emessa la legge Coppino che prevedeva l’obbligo di istruzione obbligatoria per quattro anni. La legge Coppino migliorava la precedente legge Casati che dal Piemonte era stata estesa a tutta l’Italia dalla Destra storica perché le spese dell’istruzione ora erano a carico dello stato. Nel 1882 Depretis attuò la riforma elettorale che estendeva il diritto di voto a tutti i sudditi italiani maggiorenni in grado di leggere e scrivere, che erano comunque pochissimi. Venne abolita la tassa sulla farina, ma poi vennero aumentate altre tasse per problemi di bilancio. In campo economico venne abbandonato il liberismo e si decise di puntare sul protezionismo per tutelare le industrie italiane. Il protezionismo fu molto svantaggioso per le industrie che lavoravano per le esportazioni, mentre fu favorito il latifondo. In Parlamento la politica attuata da Depretis venne definita trasformismo perché vennero sempre meno le differenze tra destra e sinistra. Il trasformismo consisteva nella ricerca di convergenze di interessi a prescindere dal proprio schieramento politico. Il trasformismo sul lungo periodo però portò alla nascita di clientelismi.

Politica estera e alleanze

Nel 1882 l’Italia riuscì a firmare la Triplice alleanza con la Germania e con l’Austria. Negli anni ottanta la Germania si era alleata con Austria e Russia per difendersi dai francesi. Questa alleanza si era però rotta a causa del conflitto sui Balcani tra austriaci e russi. Quindi la Germania aveva proposto all’Italia di firmare l’alleanza al posto della Russia. Nel 1878 era morto Vittorio Emanuele II ed era diventato re il figlio Umberto I di Savoia che era molto conservatore e favorevole al modello tedesco. La Triplice alleanza era difensiva e doveva essere rinnovata ogni cinque anni. Inizialmente questa alleanza non era sembrata molto vantaggiosa perché tra Germania e Francia c’erano sempre forti tensioni. Al secondo rinnovo dell’alleanza l’Italia riuscì a ottenere che l’Austria, in caso di conquista nei Balcani, avrebbe dovuto fare delle concessioni territoriali all’Italia. Il protezionismo e la Triplice alleanza peggiorarono notevolmente i rapporti tra Francia e Italia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali cambiamenti politici in Italia a metà Ottocento?
  2. A metà degli anni settanta dell'Ottocento, la Destra storica, guidata da ministri come Minghetti e Cairoli, completò i suoi compiti, portando all'ascesa della Sinistra storica nel 1876, che si concentrò sugli interessi della borghesia del nord e dei grandi proprietari terrieri del sud Italia.

  3. Quali riforme significative furono introdotte dalla Sinistra storica?
  4. La Sinistra storica, sotto la guida di Agostino Depretis, attuò riforme importanti come l'istruzione obbligatoria per quattro anni con la legge Coppino e l'estensione del diritto di voto nel 1882, sebbene le tasse aumentassero per problemi di bilancio.

  5. Come si caratterizzò la politica economica durante il governo di Depretis?
  6. La politica economica di Depretis abbandonò il liberismo a favore del protezionismo per tutelare le industrie italiane, ma ciò danneggiò le esportazioni e favorì il latifondo, portando a un fenomeno di trasformismo in Parlamento.

  7. Quali furono le implicazioni della Triplice alleanza per l'Italia?
  8. La Triplice alleanza, firmata nel 1882 con Germania e Austria, era difensiva e inizialmente non sembrava vantaggiosa per l'Italia, ma al secondo rinnovo, l'alleanza portò concessioni territoriali in caso di conquiste nei Balcani, complicando i rapporti con la Francia.

  9. In che modo il trasformismo influenzò la politica italiana nel lungo periodo?
  10. Il trasformismo, che cercava convergenze di interessi tra destra e sinistra, portò a una crescente omogeneità politica e alla nascita di clientelismi, riducendo le differenze ideologiche e complicando la governance.

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