Concetti Chiave
- Nel 1876, un nuovo ceto dirigente segna la fine delle lotte risorgimentali, portando a una fase di democratizzazione in risposta alle esigenze di una borghesia in crescita.
- Il leader della Sinistra, Agostino De Pretis, guida il governo per oltre dieci anni, rappresentando un cambiamento significativo nella politica italiana dell'epoca.
- Il programma della Sinistra si concentra sull'allargamento del suffragio, sulla riforma dell'istruzione e sul decentramento amministrativo, puntando a modernizzare il paese.
- La legge Coppino del 1877 stabilisce l'obbligo di frequenza scolastica fino a nove anni, ma non riesce a risolvere i problemi di povertà che ostacolano l'istruzione.
- La nuova legge elettorale del 1882 abbassa l'età per il voto a 21 anni e introduce requisiti di istruzione, triplicando il corpo elettorale e includendo anche artigiani e operai del Nord.
Qual è la transizione politica del 1876?
Nel 1876 giungeva al potere un ceto dirigente quasi del tutto nuovo a esperienze di governo diverso per formazione e per estrazione sociale da quello che aveva retto il paese nel primo quindicennio di vita unitaria. Si allontanava l’età delle lotte risorgimentali mentre scomparivano gli ultimi protagonisti di quella stagione: Mazzini spentosi in solitudine a Pisa nel 1872, Vittorio Emanuele II (a cui successe il figlio Umberto I) e Pio IX, scomparsi nel 1878 a poche settimane di distanza l’uno dall’altro, Garibaldi morto a Caprera nel 1882. Nel momento in cui la sinistra salì al potere aveva attenuato i suoi componenti radical-democratici e aveva accolto i componenti moderati o addirittura conservatrici. Tuttavia la nuova classe dirigente riuscì ad esprimere il desiderio di democratizzazione della vita politica, diffuso in larga parte nella società; la Sinistra quindi seppe venire incontro alle esigenze di una borghesia in crescita e più di quanto non fossero stati capaci gli uomini della destra, troppo chiusi in un aristocratico distacco rispetto ai fermenti del “paese reale”. Il protagonista di questa fase politica fu Agostino De Pretis, già leader della sinistra all’opposizione. Rimase capo del governo, salvo brevi interruzioni, per oltre dieci anni.
Riforme della sinistra
Il programma della Sinistra era basato su pochi punti fondamentali: allargamento del suffragio elettorale, riforma dell’istituzione elementare che ne assicurasse l’obbligatorietà e la gratuità, decentramento amministrativo, sgravi fiscali soprattutto nel settore delle imposte indirette.
Legge Coppino e suffragio
La prima riforma attuata fu quella dell’istruzione elementare. Una legge del 1877 (detta legge Coppino dal nome del ministro che la presentò) ribadiva l’obbligo della frequenza scolastica già stabilito dalla legge Casati portandolo fino a nove anni e aggiungendosi sanzioni verso i genitori incompetenti. Restavano tuttavia irrisolti I problemi di fondo che impedivano una reale attuazione dell'obbligo scolastico e che erano legati alle condizioni di povertà in cui viveva la maggior parte delle famiglie italiane. Fino alla fine del secolo percentuale di analfabeti si mantenne molto alta. Legata al problema degli istruzione era quella dell'ampliamento del suffragio, punto centrale della politica di Sinistra. Scartata l'idea del suffragio universale, il criterio scelto quello di introdurre come requisito fondamentale dell'istruzione. Ciò avrebbe creato di certo un parallelismo fra istruzione e incremento graduale dell'elettorato, ma avrebbe anche tenuto lontano dalle urne, almeno in quel momento, il grosso del proletariato urbano e le mosse rurali. Le Nuova legge elettorale (approvata nel 1882) concedeva il diritto di voto a tutti i cittadini che avevano compiuto 21 anni (la legge precedente prevedeva i 25) e che avessero superato l'esame del corso elementare obbligatorio o che comunque dimostravano di saper leggere e scrivere. Il requisito del censo era mantenuto, in alternativa a quella dell’istruzione e abbassato di circa la meta (da L. 40 a L. 20 annuali di imposte pagate). Pur rimanendo ancora esiguo il corpo elettorale risultava triplicato rispetto alle ultime consultazioni ho suffragio ristretto. Grazie alla nuova legge accedeva alle urne non solo la piccola borghesia urbana, ma anche una frangia di artigiani e operai del Nord.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il principale cambiamento politico in Italia nel 1876?
- Quali erano i punti fondamentali del programma della Sinistra?
- Cosa prevedeva la legge Coppino del 1877?
- Quali erano i requisiti per il suffragio secondo la nuova legge elettorale del 1882?
- Qual è stato l'impatto della nuova legge elettorale sul corpo elettorale?
Nel 1876, un nuovo ceto dirigente salì al potere, caratterizzato da esperienze di governo diverse e una maggiore apertura verso la democratizzazione, rispondendo alle esigenze di una borghesia in crescita (testo).
Il programma della Sinistra si basava su allargamento del suffragio elettorale, riforma dell'istruzione elementare, decentramento amministrativo e sgravi fiscali, mirati a modernizzare la società italiana (testo).
La legge Coppino stabiliva l'obbligo della frequenza scolastica fino a nove anni e introduceva sanzioni per i genitori inadempienti, ma non risolveva i problemi di povertà che ostacolavano l'istruzione (testo).
La legge elettorale del 1882 concedeva il diritto di voto a cittadini di almeno 21 anni che avessero superato l'esame del corso elementare o dimostrato di saper leggere e scrivere, mantenendo anche un requisito di censo (testo).
La nuova legge elettorale triplicò il corpo elettorale rispetto alle consultazioni precedenti, permettendo l'accesso al voto non solo alla piccola borghesia urbana, ma anche a una parte di artigiani e operai del Nord (testo).