Concetti Chiave

  • La sindrome iperglicemica iperosmolare ha una mortalità elevata del 20%, soprattutto tra pazienti anziani e pluripatologici.
  • I farmaci come corticosteroidi e antipsicotici atipici sono fattori scatenanti per la sindrome iperglicemica negli anziani, aumentando il rischio di complicanze.
  • Esistono due tipi di scompenso cardiaco: acuto de novo e acuto su cronico, ognuno richiede un approccio diagnostico e terapeutico specifico.
  • L'iperglicemia negli anziani può portare a poliuria osmotica e disidratazione, creando un circolo vizioso che aggrava la condizione clinica.
  • La reidratazione nei pazienti con scompenso cardiaco deve essere gestita con cautela, poiché comporta rischi significativi e richiede monitoraggio attento.

Indice

  1. Mortalità e complicanze della sindrome iperglicemica
  2. Fattori scatenanti e rischi associati
  3. Scompenso cardiaco e gestione clinica
  4. Quali sono le conseguenze dell'iperglicemia negli anziani?
  5. Rischi della reidratazione nei pazienti con scompenso

Mortalità e complicanze della sindrome iperglicemica

I casi di sindrome iperglicemica iperosmolare sono gravati da una mortalità elevata, raggiungendo il 20%. La mortalità risulta più elevata rispetto alla chetoacidosi diabetica in quanto i pazienti coinvolti sono molto spesso anziani, pluripatologici e già affetti da complicanze croniche legate al diabete.

La chetoacidosi invece, è spesso una manifestazione d’esordio del Dm e coinvolge quindi pazienti con una condizione clinica di partenza migliore.

La mortalità non è quindi tanto dovuta alla gravità della condizione in sé o alla terapia associata, quanto più al setting clinico di base.

Fattori scatenanti e rischi associati

Questi pazienti, oltre ad affrontare la sindrome iperglicemica, devono affrontare anche la condizione che

determina l’insorgenza della suddetta complicanza diabetica acuta. Tra i fattori scatenanti si annoverano i farmaci tipicamente assunti dalla popolazione anziana: corticosteroidi e antipsicotici atipici.

Paziente anziano con polmonite interstiziale da Covid19 e insufficienza respiratoria: terapia con corticosteroidi ad alte dosi (terapia standard). Se il paziente (pluripatologico) ha il diabete o una tendenza iperglicemica è esposto a rischio di coma iperglicemico iperosmolare.

Scompenso cardiaco e gestione clinica

Esistono due tipi di scompenso cardiaco:

    1. Scompenso acuto de novo: pz che non ha una cardiopatia nota in anamnesi; bisogna dunque fare diagnosi eziologica.

    2. Scompenso acuto su cronico: pz che ha già una diagnosi per scompenso e ha già una terapia in atto; bisogna capire qual è stato il fattore scatenante.

Quali sono le conseguenze dell'iperglicemia negli anziani?

L’iperglicemia conseguente determina poliuria osmotica.

Se i pazienti sono anziani, spesso presentano un certo grado di deterioramento cognitivo (spesso accompagnato da un senso della sete alterato e una ridotta capacità di comunicare i propri bisogni), non hanno libero accesso all’idratazione, non sono in grado di compensare le perdite idriche determinate dalla poliuria; l’introito idrico inadeguato porta all’aumento ulteriore dei valori di glicemia, instaurando un pericoloso circolo vizioso. I motivi non sono stati ancora del tutto chiariti ma sembra attribuibile ad un deficit di insulina relativo e meno grave (rispetto alla chetoacidosi diabetica) e una minore alterazione del rapporto insulina/glucagone.

Lo schema riassuntivo è:

    - Deficit relativo di insulina/aumento relativo ormoni controregolatori aumento attività enzimi gluconeogenetici aumento gluconeogenesi e glicogenolisi, riduzione utilizzazione glucosio iperglicemia diuresi osmotica alterazioni elettrolitiche e disidratazione iperosmolarità;

    - Deficit relativo di insulina/aumento relativo ormoni controregolatori aumento attività lipasi- ormone-sensibile assente o minima chetogenesi.

Rischi della reidratazione nei pazienti con scompenso

Se il pz che devo reidratare ha uno scompenso cardiaco l’idratazione sostenuta può avere dei rischi; ci muoviamo quindi su un terreno minato, il pz dovrà essere attentamente monitorato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la mortalità associata alla sindrome iperglicemica iperosmolare e perché è così elevata?
  2. La mortalità della sindrome iperglicemica iperosmolare raggiunge il 20%, risultando più alta rispetto alla chetoacidosi diabetica, principalmente a causa della condizione clinica di base dei pazienti, spesso anziani e pluripatologici (testo).

  3. Quali sono i principali fattori scatenanti della sindrome iperglicemica negli anziani?
  4. I fattori scatenanti includono farmaci comunemente assunti dagli anziani, come corticosteroidi e antipsicotici atipici, che possono esporre i pazienti a un rischio di coma iperglicemico iperosmolare (testo).

  5. Quali sono le conseguenze dell'iperglicemia negli anziani e come influiscono sulla loro salute?
  6. L'iperglicemia negli anziani porta a poliuria osmotica e, a causa di un deterioramento cognitivo e di un accesso limitato all’idratazione, può instaurare un circolo vizioso che aumenta ulteriormente i livelli di glicemia (testo).

  7. Quali rischi comporta la reidratazione nei pazienti con scompenso cardiaco?
  8. La reidratazione in pazienti con scompenso cardiaco può presentare rischi significativi, richiedendo un attento monitoraggio per evitare complicanze (testo).

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