Concetti Chiave

  • Il simbolismo, nato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, si oppone al Naturalismo e al Positivismo, enfatizzando la poesia come rivelazione dell'essenza misteriosa delle cose.
  • I principali esponenti del simbolismo includono Arthur Rimbaud, Paul Verlaine e Stéphane Mallarmé, ciascuno con un approccio unico alla poesia e alla realtà.
  • Paul Verlaine esalta la musicalità e l'indefinito nella sua poesia, rifuggendo costruzioni formali rigide e affrontando temi tipici del Decadentismo come la noia e la percezione della decadenza.
  • Arthur Rimbaud, con una vita di trasgressione, propone una poesia visionaria e fantastica, rifiutando schemi tradizionali e cercando la sinestesia attraverso le parole.
  • Stéphane Mallarmé, considerato il caposcuola del simbolismo, esplora la poesia come ricerca di verità inappagata, sperimentando con la forma e il linguaggio per esprimere l'ineffabile.

redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/il-simbolismo.html

SIMBOLISMO FRANCESE

Il simbolismo, affermatosi principalmente in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, è una corrente poetica specifica nel più vasto ambito del Decadentismo europeo in contrapposizione al Naturalismo e al Positivismo. Sul modello di Baudelaire, i simbolisti intendono la poesia come rivelazione dell’essenza più profonda e misteriosa delle cose, non conoscibile né comunicabile attraverso gli strumenti della logica. Essi rinunciano pertanto a raffigurare realtà ben precise e a costruire il discorso in modo razionale, preferendo un linguaggio indefinito, evocativo e allusivo, basato su procedimenti espressivi di tipo analogico e fonosimbolico. I principali esponenti di tale poetica sono Arthur Rimbaud, Paul Verlaine e Stéphane Mallarmé.

PAUL VERLAINE

Verlaine (1844-1896) nato a Metz in una famiglia della piccola borghesia, trascorre una vita disordinata, segnata dall’abuso di alcol e da atti di violenza, come l’aggressione nei confronti della madre e il ferimento del giovane amico Rimbaud. I caratteri della sua poesia sono sintetizzati nel componimento programmatico l’ “Arte poetica” (1822): egli esalta la musicalità della parola e punta sull’indefinitezza suggestiva, sull’ “indeciso” e sulla “sfumatura”, mentre rifugge da qualsiasi costruzione formale troppo rigida che limita la libertà espressiva, come la “rima” (la metrica tradizionale, che tuttavia non è del tutto abolita), e l’ “eloquenza” (l’apparato retorico proprio della poesia sostenuta e declamatoria). Sul piano tematico, le raccolte di Verlaine sviluppano alcuni dei motivi tipici del Decadentismo, quali la “noia” esistenziale, la percezione del presente come decadenza, il senso di impotenza nei confronti della storia, la concezione della poesia come esercizio formale raffinato e prezioso ma inutile.

ARTHUR RIMBAUD

Come la vita di Verlaine, anche quella del “discepolo” e intimo amico Rimbaud (1854-1891) è caratterizzata dalla trasgressione e dall’irrequietezza. Dopo una breve e intensa stagione creativa (1870-1875) egli abbandona la letteratura e si trasferisce in Africa, spinto da un radicale rifiuto del mondo borghese: farà ritorno in Francia, già gravemente ammalato, poco prima di morire. Da Baudelaire Rimbaud trae la concezione del poeta come “veggente” che si immerge nell’ignoto e nell’irrazionale rifiutando gli schemi mentali e conoscitivi della tradizione. Da questo atteggiamento deriva il carattere visionario della sua poesia, che basandosi sulla “sregolatezza dei sensi” presenta immagini puramente fantastiche, sciolte da ogni rapporto di verosimiglianza con la realtà, come nel celebre poemetto “Il battello ebbro”. Rimbaud porta inoltre alle estreme conseguenze le analogie simboliche della poetica baudelairiana, giungendo ad individuare il carattere fonosimbolico delle parole, ossia la loro capacità di suggerire col suono effetti di sinestesia e significati estranei alla parola stessa. La letteratura doveva garantirgli la fuga dalla realtà, ma quando si rende che ciò è impossibile, vi rinuncia.

STEPHANE MALLARME’

La ricerca del Simbolismo decadente trova la sua espressione più compiuta nell’opera di Mallarmé (1842-1899), in particolare nel poema della maturità “Un colpo di dadi non abolirà mai il caso” (1897). Nell’opera la poesia si configura come manifestazione di un bisogno assoluto e di verità destinato a rimanere inappagato per la presenza del “caso”, ossia per l’irrazionalità del reale. Dal crollo di ogni sistema conoscitivo scaturisce il rifiuto della versificazione tradizionale e del suo ordine sintattico e grafico (il testo si legge ad esempio su due pagine contemporaneamente): le parole e i versi, isolati nello spazio bianco della pagina in cui sono immersi, sembrano rappresentare lo sforzo del poeta di appropriarsi della verità nel mistero dell’essere che lo circonda. Riconosciuto dai contemporanei come caposcuola e principale teorico del Simbolismo, Mallarmé apre la via, con la sua sperimentazione grafica e con la sua concezione della poesia, a molte esperienze letterarie del Novecento, tra cui il Futurismo e l’Ermetismo.
Il poeta deve andare al di là del reale, vuole sottrarre la poesia ai condizionamenti e ai limiti realistici sia nei temi sia nei mezzi; la fuga della realtà corrisponde ad una fuga dal modo in cui i naturalisti guardavano alla realtà, cioè oggettivamente. Per Mallarmé bisogna cogliere l’essenza e l’anima delle cose, perciò il poema è un eletto che inizia a questo conoscenza consapevole dell’ineffabilità e inesprimibilità che lo caratterizza. Bisogna evitare ogni tratto realistico, non bisogna definire, in quanto la realtà va evocata e suggerita, bisogna depurare il linguaggio dai detriti della comunicazione quotidiana in modo tale che la forma sia rarefatta, per questo rinuncia ad un intelligibilità immediata. Bisogna inoltre trovare la parola assoluta e attingere l’azzurro bruciando ogni scoria di materialità abbandonando il vissuto; questa ricerca porta al dramma dell’inespresso, ovvero alla difficoltà di esprimersi. È necessario infine riscoprire il potere magico della parole (concezione mistica del linguaggio) e ricorrere al simbolo che si basa sulla soggettività e sull’intuizione.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo del Simbolismo nella poesia?
  2. Il Simbolismo mira a rivelare l'essenza profonda e misteriosa delle cose, rifiutando la rappresentazione razionale della realtà e utilizzando un linguaggio evocativo e allusivo (come indicato nel testo).

  3. Come si caratterizza la poesia di Paul Verlaine?
  4. La poesia di Verlaine è caratterizzata dalla musicalità della parola, dall'indefinitezza e dalla sfumatura, evitando costruzioni formali rigide e sviluppando temi tipici del Decadentismo, come la noia esistenziale e l'impotenza di fronte alla storia (secondo il testo).

  5. Qual è il significato del concetto di "veggente" nella poetica di Rimbaud?
  6. Rimbaud concepisce il poeta come un "veggente" che esplora l'ignoto e rifiuta gli schemi tradizionali, creando una poesia visionaria che si distacca dalla realtà e utilizza analogie simboliche e fonosimboliche (come descritto nel testo).

  7. In che modo Stéphane Mallarmé ha innovato la forma poetica?
  8. Mallarmé ha rifiutato la versificazione tradizionale e l'ordine sintattico, sperimentando con la disposizione delle parole sulla pagina per esprimere la ricerca della verità e il mistero dell'essere, influenzando le correnti letterarie del Novecento (come evidenziato nel testo).

  9. Qual è la visione di Mallarmé riguardo alla realtà e alla poesia?
  10. Mallarmé sostiene che la poesia deve andare oltre la realtà oggettiva, cercando di cogliere l'essenza delle cose attraverso un linguaggio rarefatto e simbolico, evitando ogni tratto realistico e puntando a una comunicazione che esprima l'ineffabile (come riportato nel testo).

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