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Concetti Chiave

  • Durante l'impero di Maria Teresa e Giuseppe II, la Lombardia subì un cinquantennio di riforme che ebbero un impatto duraturo sulla regione.
  • Gli illuministi lombardi, come Pietro Verri e Cesare Beccaria, furono protagonisti attivi delle riforme, influenzando dibattiti economici e giuridici.
  • Beccaria scrisse "Dei delitti e delle pene" nel 1764, un'opera fondamentale che oppose la tortura e la pena di morte, cambiando la cultura giuridica europea.
  • Il catasto, completato nel 1759, rappresenta l'eredità più significativa del riformismo asburgico in Lombardia, insieme all'abolizione delle corporazioni.
  • Giuseppe II implementò una rigorosa politica giurisdizionalista, riducendo l'influenza della chiesa sulla società lombarda.

Quali sono le riforme in Lombardia?

Durante l'impero di Maria Teresa e di Giuseppe II, la Lombardia fu investita da un cinquantennio di riforme destinate a lasciare tracce profonde. Negli anni sessanta-settanta del secolo questa politica trovò la collaborazione del vivace ambiente illuminista milanese.

Illuminismo milanese

Gli illuministi lombardi, infatti, parteciparono in prima persona alla politica di riforme della monarchia asburgica. Di qui il forte interesse per i temi di natura economica, giuridica e amministrativa che caratterizzò l'opera dei due maggiori intellettuali milanesi, Pietro Verri (1728-97) e Cesare Beccaria (1738-94). Intorno a queste due figure ruotarono i dibattiti dell'Accademia dei pugni, centro di elaborazione dell'Illuminismo lombardo, e le polemiche letterarie, filosofiche e politiche del periodico "Il Caffè", fondato nel 1764, che dava voce alle nuove idee.

Opere di Beccaria e Verri

Beccaria firmò uno dei libri più importanti e letti dell'intero Illuminismo europeo, Dei delitti e delle pene (1764), una serrata polemica contro la tortura e la pena di morte, che influenzò profondamente la cultura giuridica del tempo, ispirando provvedimenti di riforma dei codici penali, primo fra tutti quello attuato da Pietro Leopoldo di Toscana.

Risultati delle riforme

Per quanto riguarda i risultati delle riforme, l'opera più riuscita e il lascito più duraturo del riformismo asburgico fu certamente il catasto, il censimento generale di tutte le proprietà esistenti nel territorio lombardo, iniziato nel 1718 e compiuto definitivamente nel 1759. Un altro importante provvedimento di carattere economico fu l'abolizione delle corporazioni. In campo religioso, Giuseppe II attuò una politica duramente giurisdizionalista, mirante a ridurre l'influenza della chiesa sulla società lombarda.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme attuate in Lombardia durante l'impero di Maria Teresa e Giuseppe II?
  2. Durante l'impero di Maria Teresa e Giuseppe II, la Lombardia subì un cinquantennio di riforme significative, caratterizzate dalla collaborazione con l'ambiente illuminista milanese, che influenzò profondamente la politica economica, giuridica e amministrativa del tempo.

  3. Chi furono i principali intellettuali dell'Illuminismo milanese e quale fu il loro contributo?
  4. I principali intellettuali dell'Illuminismo milanese furono Pietro Verri e Cesare Beccaria, che parteciparono attivamente alla riforma della monarchia asburgica, affrontando temi economici e giuridici e contribuendo al dibattito attraverso l'Accademia dei pugni e il periodico "Il Caffè".

  5. Quali furono i risultati più significativi delle riforme asburgiche in Lombardia?
  6. I risultati più significativi delle riforme asburgiche includono l'istituzione del catasto, un censimento delle proprietà, e l'abolizione delle corporazioni, oltre a una politica giurisdizionalista di Giuseppe II che mirava a ridurre l'influenza della chiesa sulla società lombarda.

Domande e risposte

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