Concetti Chiave
- Il conflitto tra Federico Guglielmo I e suo figlio Federico evidenziava un'antagonismo violento, con il giovane che cercava la fuga a causa dei maltrattamenti paterni.
- Federico II, salito al trono nel 1740, si considerava il primo servitore dello Stato, impegnato a governare con onestà e saggezza, ispirandosi alle idee degli Illuministi.
- Dopo la guerra dei Sette anni, Federico II si dedicò a riparare i danni, promuovendo l'immigrazione e migliorando le condizioni delle terre e delle industrie nei suoi domini.
- Il re avviò la redazione di un Codice per garantire giustizia equa, riorganizzando finanze e commercio e migliorando le infrastrutture stradali e dei canali.
- Federico II rispettò la libertà di stampa e di culto, accogliendo i Gesuiti per i loro metodi didattici e trasformando l'Accademia di Berlino in un importante centro intellettuale.
Il conflitto tra padre e figlio
Per molto tempo, un violento antagonismo oppose Federico Guglielmo I, detto il re sergente, a suo figlio Federico. Federico era intelligente, amava le lettere e le arti e soprattutto la musica. Stanco dei trattamenti che il padre gli faceva subire, cerco di fuggire quando aveva appena 18 anni. Fu ripreso ed imprigionato e fu obbligato ad assistere al supplizio dell’amico che lo aveva aiutato nella fuga. Pur continuando la sua educazione militare ed amministrativa, si preparava a regnare leggendo e meditando. Scrisse anche un libro nel quale sosteneva che il principe deve comportarsi secondo la ragione e la giustizia.
L'ascesa di Federico II
Diventato re nel 1740 con il nome di Federico II, si considerava come il primo giudice, il primo generale, il primo ministro della società. Si considerava anche il primo servitore dello Stato, con l’obbligo di agire con onestà, con saggezza con un completo disinteresse come se ad ogni momento avesse dovuto rendere conto della sua amministrazione a suoi concittadini. In pratica il suo metodo era quello di applicare al governo le idee filosofiche degli Illuministi.
Riforme e sviluppo sotto Federico II
Dopo la guerra dei Sette anni, si sforzò di riparare le rovine che essa aveva causato e di ripopolare ed arricchire i suoi domini tramite l’immigrazione e la valorizzazione delle cattive terre e delle paludi. Il suo regno in venti anni aumento di 200.000 abitanti. Protesse le industrie: tessuti, metallurgia, porcellana. Volendo assicurare anche una giustizia equa, fece intraprendere la redazione di un Codice, che però fu pubblicato solo dopo la sua morte. Rese più solida la moneta, riorganizzo le finanze e il sistema doganale; per facilitare il commercio intervenne anche sul sistema di strade e di canali. Rispettò la libertà di stampa e di culto ed riservò molta attenzione all’insegnamento. Infatti, pur essendo indifferente ad ogni tipo di religione, accolse i Gesuiti cacciati dagli Stati cattolici perché trovava i loro metodi di insegnamento eccellenti. Inoltre fece dell’Accademia di Berlino un centro intellettuale di primo piano. Alla sua morte la Prussia era considerata uno dei Stati guida dell’Europa anche se la sua opera, a volte, è stata considerata piuttosto fragile.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche del conflitto tra Federico Guglielmo I e suo figlio Federico?
- Come si presentava Federico II come re e quali erano i suoi principi di governo?
- Quali riforme e sviluppi significativi attuò Federico II durante il suo regno?
Il conflitto era caratterizzato da un violento antagonismo, con Federico che cercava di fuggire a causa dei maltrattamenti del padre. Dopo essere stato ripreso e imprigionato, assistette al supplizio dell'amico che lo aveva aiutato, ma continuò a prepararsi per il suo futuro regno attraverso la lettura e la meditazione.
Federico II, diventato re nel 1740, si considerava il primo servitore dello Stato, impegnato ad agire con onestà e saggezza. Applicava le idee filosofiche degli Illuministi al governo, ritenendo fondamentale comportarsi secondo ragione e giustizia.
Federico II promosse l'immigrazione, ripopolò i suoi domini e sostenne le industrie. Riorganizzò le finanze, il sistema doganale e migliorò le infrastrutture. Inoltre, rispettò la libertà di stampa e di culto, valorizzando l'insegnamento e rendendo l'Accademia di Berlino un centro intellettuale di primo piano.