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Concetti Chiave

  • Fino agli anni '70, il rifiuto del servizio militare era punito con sanzioni, ma successivamente sono state riconosciute motivazioni religiose e ideologiche per l'obiezione.
  • La Corte Costituzionale è intervenuta per ridurre le disparità tra il servizio militare e quello civile, ritenendo discriminatoria la differenza di durata dei due servizi.
  • La difesa della patria può avvenire anche attraverso incarichi civili, non solo con il servizio militare, secondo la visione della Corte Costituzionale.
  • La legge del 1998 ha automatizzato il passaggio tra servizio militare e servizio civile, riconoscendo il diritto di obiezione di coscienza del cittadino.
  • L'obiezione di coscienza consente di eseguire prestazioni alternative a quelle militari, tutelando i principi di coscienza individuali.

Evoluzione del servizio militare

SERVIZIO MILITARE: fino agli anni settanta chi non eseguiva il servizio militare era condannato e incorreva nelle sanzioni dello Stato. Poi lo Stato notò che obiettare aveva delle motivazioni religiose e ideologiche e si stabilì che chi rifiutava le armi doveva prestare servizi diversi. In un primo tempo questo servizio diverso era più gravoso, poiché durava 6 mesi di più del servizio militare (18 mesi): l’obiezione di coscienza era sottoposta a verifica da parte di una commissione.

Ruolo della Corte Costituzionale

La materia si è evoluta. Ci sono diverse sentenze della Corte Costituzionale, che è intervenuta per mitigare la disparità di trattamento tra chi faceva il servizio militare e chi era obiettore. La Corte Costituzionale ha ritenuto discriminatoria la diversa durata del servizio militare (12 mesi) rispetto al servizio civile (18 mesi). storia del servizio militarePer la Corte la difesa della Patria non si attua solo con il servizio militare, ma anche con altri incarichi previsti dalla legge.

Obiezione di coscienza e legge

Si è arrivati ad un automatismo del servizio civile. Lo Stato chiede al cittadino un servizio a difesa della patria e il cittadino può scegliere tra servizio militare e servizio civile. La legge 8.7.1998 pone fine al fenomeno dell’obiezione di coscienza inteso in senso classico. Quando parliamo di obiezione di coscienza, alludiamo alla facoltà riconosciuta dall’ordinamento di eseguire una prestazione diversa da quella dovuta, al diritto del cittadino di far valere le sue motivazioni e di sottrarsi alle prescrizioni statali. Il legislatore riconosce la possibilità di far valere principi di coscienza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'evoluzione del servizio militare in Italia dagli anni settanta?
  2. Fino agli anni settanta, chi non eseguiva il servizio militare era soggetto a sanzioni. Successivamente, lo Stato ha riconosciuto le motivazioni religiose e ideologiche degli obiettori, permettendo loro di prestare servizi alternativi, inizialmente più gravosi e con una durata maggiore rispetto al servizio militare.

  3. Qual è il ruolo della Corte Costituzionale riguardo alla disparità di trattamento tra servizio militare e servizio civile?
  4. La Corte Costituzionale ha emesso diverse sentenze per mitigare la disparità di trattamento, ritenendo discriminatoria la maggiore durata del servizio civile (18 mesi) rispetto al servizio militare (12 mesi), affermando che la difesa della Patria può avvenire anche attraverso altri incarichi previsti dalla legge.

  5. Cosa prevede la legge 8.7.1998 riguardo all'obiezione di coscienza?
  6. La legge 8.7.1998 ha segnato la fine dell'obiezione di coscienza in senso classico, stabilendo un automatismo per il servizio civile, dove il cittadino può scegliere tra servizio militare e servizio civile, riconoscendo il diritto di far valere le proprie motivazioni di coscienza.

Domande e risposte

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