Concetti Chiave
- Il principio di separazione dei poteri non è applicato in modo rigoroso, concentrandosi sul momento delle funzioni piuttosto che sulle persone e le istituzioni coinvolte.
- La tutela degli Stati è fondamentale, mantenendo la sovranità e la supremazia delle assemblee elettive, garantendo anche l'omogeneità legislativa rispetto alla Costituzione federale.
- I giudici svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del federalismo, attraverso la Supremacy Clause e il Judicial Review, garantendo che le leggi statali siano conformi alla Costituzione.
- La proposta di Madison di un organo di esperti per vagliare le leggi è stata rifiutata per evitare conflitti di interesse tra giudici e legislatori, non per preservare la separazione dei poteri.
- Il Judiciary Act del 1789 ha riorganizzato la giustizia, consentendo ai giudici della Corte Suprema di operare nelle corti di circuito, influenzando così le sentenze future.
Il principio di separazione
Non esiste il principio di separazione dei poteri, ma nemmeno in senso stretto quello di democrazia. Non si vogliono tenere distinti i poteri di per sé, cioè le persone che li esercitano, ma soltanto il momento delle loro funzioni, non le istituzioni.
Tutela degli Stati
Solo e soltanto tutelare gli Stati, che si caratterizzavano per la grande forza delle loro assemblee elettive, di cui volevano mantenere sovranità e supremazia, nelle nuove costituzioni emanate a partire dal 1776. Quindi i padri costituenti intendono fare in modo che gli Stati non se ne andassero per conto proprio dopo l’indipendenza dalla Madrepatria. Tutelarli, ma assicurare anche omogeneità legislativa. Quindi le leggi da loro emanate devono rispettare la Costituzione federale.
Il ruolo dei giudici
Un’esigenza implicita al testo costituzionale, che fin da subito viene garantita dai giudici (Articolo VI), nella Supremacy Clause, quello che poi nel tempo diverrà il Judiciale Review, la revisione legislativa da parte dei giudici che evitava che gli Stati prendessero via diversa da quella costituzionale, autonomizzandosi. Non si tratta tanto di mettere il potere giudiziario contro il legislativo, ma soltanto di regolare e garantire il federalismo.
Proposta di Madison
Madison aveva proposto che le leggi degli Stati e del Congresso venissero prima di tutto vagliate da un organo apposito di esperti. Ciò venne rifiutato, ma non perché si volle rispettare la separazione dei poteri, tutti credevano fosse necessario ridimensionare il legislativo a livello dell’unione, ma piuttosto si intendeva evitare che i giudici fossero coinvolti nell’elaborazione di leggi che poi avrebbero dovuto anche controllare.
Il Judiciary Act del 1789
Nel 1789 viene emanato il Judiciary Act, che controlla l’organizzazione della giustizia, pensata in modo da rimediare alle carenze della Costituzione in tal senso. Ai giudici della Corte Suprema viene permesso di lavorare anche nelle corti di circuito di seconda istanza, dove molto spesso già venivano a contatto con le questioni che sarebbero poi state sottoposte alla Corte. Quindi andavano a influire sulle sue sentenze. La loro posizione anticipa quello che sarò il compito di giudizio di costituzionalità al secondo grado di giudizio.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo delle nuove costituzioni emanate a partire dal 1776?
- Qual è il ruolo dei giudici secondo la Supremacy Clause?
- Quale proposta di Madison riguardava il controllo delle leggi e perché fu rifiutata?
L'obiettivo principale era tutelare gli Stati, mantenendo la loro sovranità e supremazia, e garantire omogeneità legislativa rispetto alla Costituzione federale.
I giudici, come garantito dall'Articolo VI, hanno il compito di effettuare la revisione legislativa (Judicial Review) per evitare che gli Stati si discostino dalla Costituzione, regolando così il federalismo.
Madison propose che le leggi degli Stati e del Congresso fossero vagliate da un organo di esperti, ma questa idea fu rifiutata per evitare che i giudici, coinvolti nell'elaborazione delle leggi, dovessero anche controllarle.