La quotidiana resa dei conti {#292}
1Tutti i sensi devono essere orientati sulla fermezza; per natura sono capaci di resistere se l’animo, che quotidianamente dev’essere chiamato al rendiconto, ha smesso di corromperli.
Sestio faceva questo, quando, una volta trascorso il giorno, dopo essersi ritirato [in camera] per il riposo notturno, interrogava il suo animo, interrogava la sua coscienza: “Oggi quale tuo difetto hai risanato? A quale vizio ti sei opposto? In quale parte [del tuo spirito] sei [divenuto] migliore?”.
Cesserà l’ira e sarà più pacata quella che saprà che da parte sua quotidianamente ci si dovrà presentare di fronte ad un giudice.
E che cosa dunque è più bello di quest’abitudine di riesaminare tutto il giorno [trascorso]?
- Sensus nominativo plurale da sensus,-us
- Desiit perfetto da desîno, -îs, desinii, desitum, desinêre (cessare, smettere)
- Qui riferito ad animus
- Ad rationem reddendam proposizione finale [rendiconto]
- Consummato die ablativo assoluto; consummo, -are [trascorrere]
- Ut interrogaret temporale
- Quod, cui, qua aggettivi interrogativi [quale]
-
- Desinet futuro indicativo
- Sciet indicativo futuro da scio, -is, scivi, scitum, scire [sapere, conoscere]
- Quicquam forma neutra [quid] {e che cosa?}
- Hac consuetudine secondo termine di paragone dopo pulchrius
La quotidiana resa dei conti
1. Tutti i sensi devono essere orientati sulla fermezza; per natura sono capaci di resistere se l’animo, che quotidianamente dev’essere chiamato al rendiconto, ha smesso di corromperli. Sestio faceva questo, quando, una volta trascorso il giorno, dopo essersi ritirato [in camera] per il riposo notturno, interrogava il suo animo, interrogava la sua coscienza: “Oggi quale tuo difetto hai risanato? A quale vizio ti sei opposto? In quale parte [del tuo spirito] sei [divenuto] migliore?”. Cesserà l’ira e sarà più pacata quella che saprà che da parte sua quotidianamente ci si dovrà presentare di fronte ad un giudice. E che cosa dunque è più bello di quest’abitudine di riesaminare tutto il giorno [trascorso]?
- Sensus → nominativo plurale da sensus, -us
- Desiit → perfetto da desîno, -îs, desinii, desitum, desinêre (cessare, smettere)
- Qui → riferito ad animus
- Ad rationem reddendam → proposizione finale [rendiconto]
- Consummato die → ablativo assoluto; consummo, -are [trascorrere]
- Ut interrogaret → temporale
- Quod, cui, qua → aggettivi interrogativi [quale]
- Desinet → futuro indicativo
- Sciet → indicativo futuro da scio, -is, scivi, scitum, scire [sapere, conoscere]
- Quicquam → forma neutra [quid] {e che cosa?}
- Hac consuetudine → secondo termine di paragone dopo pulchrius
2. Quale sonno autentico ne deriva dopo l’esame di coscienza, quanto tranquillo, quanto profondo e libero [da incubi], quando l’animo è stato lodato o richiamato al dovere e come analizzatore e censore di sé stesso in forma privata è venuto a conoscenza [veramente] delle proprie abitudini. Mi servo di questa possibilità, e quotidianamente intento un processo a me stesso. Quando la lucerna è stata portata via dalla mia camera (lett.: dalla mia presenza) e mia moglie rimane silenziosa, consapevole ormai della mia abitudine, analizzo tutta la mia giornata, e valuto (lett.: misuro nuovamente) le mie azioni e le mie parole; non passo sopra nulla a me stesso.
- Altus → sia alto che profondo
- Speculator → radice di speculor, -aris, speculatus sum, speculari [andare in avanscoperta → osservare, analizzare]
- Secretus → segreto, privato [reso con un avverbio]
- Utor + alb → servirsi di
- Dicere causam → espressione di ambito forense [intentare un processo]
- Sublatum est → indicativo perfetto passivo da suffero, -s, sustuli, sublatum, sufferre [togliere, portare via]
- Conticuit → conticesco, -is, conticui, conticescêre [stare in silenzio] {→ verbo incoativo}
- → sfumatura di delicatezza [ormai consapevole della mia abitudine, se ne sta zitta]