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Liber XV par. 94 - Alessandro e la sua inquietudine Pag. 1
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Sintesi
Alessandro e la sua inquietudine {#299}

Agebat infelicem Alexandrum furor aliena vastandi et ad ignota mittebat. An tu putas sanum qui a Graeciae primum cladibus, in qua eruditus est, incipit? qui quod cuique optimum est eripit, Lacedaemona servire iubet, Athenas tacere? Non contentus tot civitatium strage, quas aut vicerat Philippus aut emerat, alias alio loco proicit et toto orbe arma circumfert.Nec subsistit usquam lassa crudelitas inmanium ferarum modo quae plus quam exigit fames mordent. Iam in unum regnum multa regna coniecit, iam Graeci Persaeque eundem timent, iam etiam a Dareo liberae nationes iugum accipiunt; it tamen ultra oceanum solemque, indignatur ab Herculis Liberique vestigiis victoriam flectere, ipsi naturae vim parat. Non ille ire vult, sed non potest stare, non aliter quam in praeceps deiecta pondera, quibus eundi finis est iacuisse.

Una pazzia spingeva l’infelice Alessandro a devastare i territori di altri popoli e lo indirizzava verso l’ignoto. Forse che tu pensi sano di mente colui che ha dato inizio per prima cosa alle stragi in Grecia, nella quale era stato educato? Egli che ha tolto a ciascuno ciò che era la cosa migliore, che comandò che Sparta fosse schiava e che Atene stesse in silenzio? Non soddisfatto della strage di tante città, che Filippo aveva vinto o soggiogato [col denaro], in altri luoghi altre ne distrusse e portò guerra in tutto il mondo.E non si fermò in nessun luogo la [sua] crudeltà stanca a somiglianza dei grandi animali feroci che divorano (lett.: mordono) più di quanto richieda la fame. Ormai ha riunito con violenza molti regni in uno solo, ormai i Greci ed i Persiani temono la medesima persona [=Alessandro], ormai anche le nazioni libere dal giogo di Dario (lett.: da Dario) accettano il suo dominio; cionondimeno, egli va al di là di dove il sole tramonta nell’oceano (lett.:dell’oceano e al di là del sole), si sdegna di allontanare la sua vittoria dalle orme di Ercole e di Bacco, compie violenza contro la natura stessa. Non è che egli voglia andare, non diversamente da massi, lasciati perpendicolarmente cadere a precipizio, per i quali il termine cadere è rimanere inerti [sul fondo].


aliena vastandi→finale col gerundio [vasto,-as,-avi,-astum.-are→devastare]
an putas→interrogativa diretta
qui→relativo nominativo singolare maschile
quod→relativo neutro
cuique→dativo di quisque, pronome indefinito [ciascuno]
Lacedaemona→Sparta
quas aut vicerat aut emerat→relativa introdotta da quas [accusativo femminile plurale]
totus orbis→il mondo
Ercole e Bacco→le due divinità che davano, in teoria, un giogo completo. [no vittorie decisive e veloci come quelle di Ercole e Bacco]
nec subsistit→subsisto,-is,substiti,subsistêre (fermarsi)
modo→a somiglianza di [regge il genitivo]
fames→soggetto
mordent→indicativo presente da mordeo, -es, momordi, morsum, mordēre (mordere)
eundem→accusativo singolare di isdem, eadem, idem (medesimo)
timent→indicativo presente da timeo, -es, timui, timēre (temere)
it→indicativo presente da eo,-is,ivi,itum,ire (andare)
ipsi→dativo singolare di ipse,-a,-um (stesso), concordato con naturae
stare→infinito presente attivo da sto,-as,stavi,statum,stare (stare in piedi, stare fermo)
non aliter quam→non diversamente da
pondera→nominativo plurale da pondus,-eris (peso, pietra, masso)
praeceps→aggettivo della II classe concordato con pondera [praeceps, praecipitis] (perpendicolare)
deiecta→participio perfetto passivo da deicio,-is,deieci,deiectum,deicêre (lasciar cadere)
finis→nominativo singolare da fini,-is (termine)
eundi→gerundio da ire, dell’andare letteralmente, qui cadere
iacuisse→infinito aoristale: imitazione del greco, secondo il quale l’infinito aoristo ha sempre valore di presente, eccetto in una frase oggettiva retta da verba dicendi
Estratto del documento

Alessandro e la sua inquietudine {#299}

Agebat infelicem Alexandrum furor aliena vastandi et ad ignota mittebat. An tu putas

sanum qui a Graeciae primum cladibus, in qua eruditus est, incipit? qui quod cuique

optimum est eripit, Lacedaemona servire iubet, Athenas tacere? Non contentus tot

civitatium strage, quas aut vicerat Philippus aut emerat, alias alio loco proicit et toto

orbe arma circumfert;

Una pazzia spingeva l’infelice Alessandro a devastare i territori di altri popoli e lo

indirizzava verso l’ignoto. Forse che tu pensi sano di mente colui che ha dato inizio

per prima cosa alle stragi in Grecia, nella quale era stato educato? Egli che ha tolto a

ciascuno ciò che era la cosa migliore, che comandò che Sparta fosse schiava e che

Atene stesse in silenzio? Non soddisfatto della strage di tante città, che Filippo aveva

vinto o soggiogato [col denaro], in altri luoghi altre ne distrusse e portò guerra in

tutto il mondo.

aliena vastandifinale col gerundio [vasto,-as,-avi,-astum.-aredevastare]

an putasinterrogativa diretta

quirelativo nominativo singolare maschile

quodrelativo neutro

cuiquedativo di quisque, pronome indefinito [ciascuno]

LacedaemonaSparta

quas aut vicerat aut emeratrelativa introdotta da quas [accusativo femminile

plurale]

totus orbisil mondo

nec subsistit usquam lassa crudelitas inmanium ferarum modo quae plus quam exigit

fames mordent. Iam in unum regnum multa regna coniecit, iam Graeci Persaeque

eundem timent, iam etiam a Dareo liberae nationes iugum accipiunt; it tamen ultra

oceanum solemque, indignatur ab Herculis Liberique vestigiis victoriam flectere, ipsi

naturae vim parat. Non ille ire vult, sed non potest stare, non aliter quam in praeceps

deiecta pondera, quibus eundi finis est iacuisse.

E non si fermò in nessun luogo la [sua] crudeltà stanca a somiglianza dei grandi

animali feroci che divorano (lett.: mordono) più di quanto richieda la fame. Ormai ha

riunito con violenza molti regni in uno solo, ormai i Greci ed i Persiani temono la

medesima persona [=Alessandro], ormai anche le nazioni libere dal giogo di Dario

(lett.: da Dario) accettano il suo dominio; cionondimeno, egli va al di là di dove il sole

tramonta nell’oceano (lett.:dell’oceano e al di là del sole), si sdegna di allontanare la

sua vittoria dalle orme di Ercole e di Bacco, compie violenza contro la natura stessa.

Non è che egli voglia andare, non diversamente da massi, lasciati

perpendicolarmente cadere a precipizio, per i quali il termine cadere è rimanere inerti

[sul fondo].

Ercole e Baccole due divinità che davano, in teoria, un giogo completo. [no vittorie

decisive e veloci come quelle di Ercole e Bacco]

nec subsistitsubsisto,-is,substiti,subsistêre (fermarsi)

modoa somiglianza di [regge il genitivo]

famessoggetto

mordentindicativo presente da mordeo, -es, momordi, morsum, mordēre (mordere)

eundemaccusativo singolare di isdem, eadem, idem (medesimo)

timentindicativo presente da timeo, -es, timui, timēre (temere)

itindicativo presente da eo,-is,ivi,itum,ire (andare)

ipsidativo singolare di ipse,-a,-um (stesso), concordato con naturae

stareinfinito presente attivo da sto,-as,stavi,statum,stare (stare in piedi, stare

fermo)

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