Concetti Chiave

  • Le vie biliari non sono visibili in un paziente sano, mentre la colecisti appare distesa a digiuno.
  • L'ecografia e la risonanza magnetica possono identificare le vie biliari grazie all'effetto doppler e alla sequenza T2, rispettivamente.
  • La segmentazione epatica mostra che la vena porta fornisce il 70% dell'apporto ematico al fegato, con rami destro e sinistro senza varianti anatomiche.
  • In condizioni patologiche, la presenza di aria nelle vie biliari è indicativa di aerobilia, suggerendo possibili fistole bilo-digestive.
  • Le immagini radiografiche possono evidenziare colecistiti gangrenose, variando l'aspetto a seconda della posizione del paziente.

Indice

  1. Identificazione delle vie biliari
  2. Tecniche di imaging e varianti anatomiche
  3. Segmentazione epatica e vascolarizzazione
  4. Condizioni patologiche e imaging

Identificazione delle vie biliari

Nel paziente sano le vie biliari non si vedono.

L'ecogenicità della trama parenchimale epatica è interrotta da zone anecogene corrispondenti ai vasi. Per identificare i vasi è necessario l'utilizzo dell'effetto doppler, secondo cui la frequenza di un onda sonora aumenta quando l'onda si avvicina al ricevente e diminuisce quando si allontana dal ricevente. Il rosso indica convenzionalmente un vaso arterioso (onda che si

allontana), il blu indica un vaso venoso.

Tecniche di imaging e varianti anatomiche

Anche nell'immagine tc le vie biliari nel fegato sano non si vedono. L'unica struttura visibile è la colecisti, che a digiuno è distesa normalmente dalla bile.

A lato immagine di colangio-rm che sfrutta la sequenza T2. La bile ha elevata concentrazione di acqua, per questo nella sequenza T2 è possibile tradurre il segnale dell'acqua direttamente nella morfologia delle vie biliari.

Nelle immagini sono presenti possibili alterazioni anatomiche rispetto all'assetto standard a livello della confluenza. Questo è importante per il chirurgo.

che vuole conoscere le varianti anatomiche prima di intervenire. Nelle due immagini di destra, ad esempio, il dotto posteriore di destra confluisce direttamente nel dotto sinistro e non come nella maggior parte dei casi in quello di destra.

Segmentazione epatica e vascolarizzazione

Il professore ripropone (disegnata da lui) la segmentazione epatica già vista ad inizio lezione, aggiungendo qualche dettaglio sulla vascolarizzazione. Viene comunque riportato quanto detto: la vena porta (70% dell'apporto ematico al fegato) si divide in un ramo destro e un ramo sinistro. Il ramo destro si suddivide all'interno del lobo epatico destro fino a formare le vene interlobulari, mentre il ramo sinistro drena il lobo epatico sinistro e i lobi caudato e quadrato. La vena porta non presenta varianti anatomiche, a differenza dell'arteria epatica. Il tronco celiaco dà origine all'arteria gastrica sinistra, epatica comune e lienale (splenica) all'altezza della 12° vertebra toracica. L'arteria epatica comune si divide in arteria epatica propria e arteria gastroduodenale.

Condizioni patologiche e imaging

In queste scansioni Tc è visibile la via biliare per la presenza di aria al proprio interno (nero): condizione di aerobilia. Come detto prima, se il paziente non ha un qualche motivo medico- iatrogeno, l'aereobilia è suggestiva di fistola bilo- digestiva.

L’immagine a lato è una radiografia dell’addome dove è possibile apprezzare una colecistite gangrenosa (o enfisematosa, spesso causata da aerobi Gram negativi), grazie alle bolle di aria all'interno della parete della colecisti stessa. Cambia il suo aspetto a seconda che l'immagine radiografica sia catturata con il paziente intestinale (aria presente nelle feci all’interno del colon) supino o eretto perché l'aria si sposta verso l'alto con il movimento (a sinistra l’immagine con paziente supino, a destra con paziente in piedi). Nell’immagine di destra è possibile parlare di livello idroaereo (per diversità di densità l’aria sta sopra e la bile si sposta sotto).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visibilità delle vie biliari in un paziente sano?
  2. Nel paziente sano, le vie biliari non sono visibili, come indicato nel testo.

  3. Come si identificano i vasi biliari durante un'ecografia?
  4. I vasi biliari si identificano utilizzando l'effetto doppler, dove il rosso indica un vaso arterioso e il blu un vaso venoso.

  5. Qual è l'importanza delle varianti anatomiche per il chirurgo?
  6. Le varianti anatomiche sono cruciali per il chirurgo, poiché è fondamentale conoscerle prima di un intervento, come evidenziato nel testo riguardo alla confluenza dei dotti biliari.

  7. Cosa indica la presenza di aria nelle vie biliari nelle scansioni Tc?
  8. La presenza di aria nelle vie biliari, nota come aerobilia, è suggestiva di una fistola bilo-digestiva, come descritto nel testo.

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