Concetti Chiave
- Léopold Sédar Senghor è un intellettuale di spicco del XX secolo, noto per il suo concetto di negritudine che celebra la cultura africana e critica il colonialismo.
- Fondatore del Blocco democratico senegalese, ha conciliato la carriera politica con l'impegno accademico, insegnando in Francia mentre ricopriva ruoli di leadership.
- Come presidente del Sénégal, ha instaurato una repubblica presidenziale a partito unico, successivamente introducendo riforme che hanno permesso una maggiore pluralità politica.
- Ha sostenuto una politica estera di mediazione tra l’indipendentismo africano e la decolonizzazione controllata dalla Francia, mantenendo legami stretti con le potenze occidentali.
- La sua produzione poetica riflette il concetto di negritudine e il valore che attribuiva alla parola, contribuendo al patrimonio culturale africano.
Léopold Sédar Senghor: un intellettuale tra politica e poesia
Léopold Sédar Senghor costituisce un esempio molto significativo di un intellettuale collocato fra politica e poesia. Infatti egli è stato uno fra i maggiori intellettuali africani del XX secolo e contemporaneamente un leader di spicco della nuova classe politica post coloniale.
Il concetto di negritudine e l'influenza politica
Nato da una ricca famiglia cattolica, completò i suoi studi universitari alla Scuola Normale Superiore di Parigi e fin dal 1934, fece conoscere il suo concetto di negritudine, cioè i valori specifici della cultura del Continente nero, della sua storia e della sua civiltà che sono stati snaturati dal colonialismo. Il suo pensiero ebbe una notevole influenza sulla maturazione politica e sul nazionalismo anticolonialista. Dopo aver aderito, durante la seconda guerra mondiale, alla Francia libera, egli trovò un appoggio nella Conferenza di Brazzaville del 1944in cui fu riconosciuto alle colonie africane lo status di entità individuali all’interno di un’associazione con la madrepatria e realizzato due anni dopo con l’Unione Francese.
Carriera politica e impegno accademico
Nel 1948, egli fondò il Blocco democratico senegalese con cui egli vinse le elezioni nel 1951. Nel corso degli anni egli riuscì sempre a conciliare la sua intensa attività politica con l’impegno accademico, in qualità di docente presso la Scuola nazionale della Francia d’oltremare di Parigi. Ricoperse anche l’incarico di segretario di Stato nel gabinetto di Edgar Faure nel biennio 1955-56.
Autonomia del Sénégal e relazioni internazionali
Nel frattempo, a seguito della legge Deferre, il Sénégal era diventato autonomo e Senghor sostenne una politica di mediazione tra l’indipendentismo africano e la strategia di decolonizzazione controllata dalla Francia. Il generale De Gaulle lo stimava molto a tal punto da assegnargli la funzione di suo consigliere. Egli fu anche un fautore della federazione del Mali-Sénégal-Sudan de 1959 che purtroppo fallì pochi mesi dopo.
Presidenza e politica estera di Senghor
Nel 1960, egli diventò presidente della Repubblica indipendente del Sénégal, imponendo una repubblica presidenziale a partito unico, l’ Unione progressista senegalese. Rieletto diverse volte, nel corso degli anni ’70, modificò l’indirizzo autoritario ristabilendo la figura del primo ministro e la presenza di diversi partiti. In politica estera, mantenne contatti con le potenze occidentali e soprattutto legami politici, economici e militari con la Francia. Nel seguire la linea dell’unione panafricana, in diverse circostanze si dimostrò contrario alla balcanizzazione dell’Africa e il suo appoggio all’unione Mali-Sénégal-Sudan ne è una prova.
Fine carriera e contributo culturale
Alla fina della sua carriera politica dovette affrontare l’opposizione del partito democratico senegalese. Nell’80 dette le dimissioni, si stabilì in Normandia ed entrò a far parte dell’Académie française. La frase che sintetizza la sua politica è “L’autodeterminazione come condizione della comunità franco-africana, cioè un’applicazione della Costituzione che definisca una legislazione di effettiva parità ed una Francia primus inter pares.
La sua vasta produzione poetica si ispira al concetto di negritudine e al potere magico che egli attribuisce alla parola.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di negritudine e quale impatto ha avuto sul pensiero politico di Senghor?
- Come ha conciliato Senghor la sua carriera politica con l'impegno accademico?
- Quali sono state le principali caratteristiche della presidenza di Senghor?
- Qual è il contributo culturale di Senghor oltre alla sua carriera politica?
Il concetto di negritudine, sviluppato da Senghor, rappresenta i valori specifici della cultura africana, della sua storia e civiltà, snaturati dal colonialismo. Questo pensiero ha avuto un'influenza significativa sul nazionalismo anticolonialista e sulla maturazione politica in Africa.
Senghor ha saputo bilanciare la sua intensa attività politica, come fondatore del Blocco democratico senegalese e presidente del Sénégal, con il suo impegno accademico come docente alla Scuola nazionale della Francia d’oltremare di Parigi.
Durante la sua presidenza, Senghor ha instaurato una repubblica presidenziale a partito unico, l'Unione progressista senegalese, e successivamente ha modificato l'indirizzo autoritario, ripristinando la figura del primo ministro e consentendo la presenza di diversi partiti.
Oltre alla sua carriera politica, Senghor ha lasciato un'importante eredità culturale attraverso la sua vasta produzione poetica, ispirata al concetto di negritudine e al potere magico della parola, che riflette la sua visione della comunità franco-africana.