Concetti Chiave
- I partiti politici italiani dal '43 si distinguevano per ideologie diverse, ma condividevano l'antifascismo e l'obiettivo di un ordinamento democratico.
- Il Partito comunista, sotto la guida di Togliatti, guadagnò prestigio grazie al suo contributo alla Resistenza e mirava a conquistare la maggioranza nelle nuove istituzioni democratiche.
- Il Partito socialista, guidato da Nenni, era segnato da divisioni interne tra autonomisti e fusionisti riguardo all'alleanza con il Partito comunista.
- La Democrazia cristiana, sotto De Gasperi, si presentava come una formazione interclassista, appoggiata dalla Chiesa e aperta a riforme, ricevendo ampio consenso.
- Il Movimento sociale italiano, fondato da ex fascisti, avrebbe assorbito il Partito monarchico nel 1972 e rappresentava un'evoluzione della destra italiana.
L'antifascismo e l'ordinamento democratico?
I partiti presenti dal ’43 sulla scena politica italiana, pur differenziandosi per ideologie e obiettivi, avevano in comune l’antifascismo e la volontà di dare all’Italia un ordinamento democratico.
Il prestigio del Partito comunista
Partico comunista (Pci): ottenuto grande prestigio per il contributo dato alla Resistenza, era stato trasformato dal suo nuovo leader Togliatti. Egli mirava all’ascesa del proletariato al potere attraverso la conquista della maggioranza nell’ambito delle nuove istituzioni democratiche e tendeva ad un ampliamento dei consensi del partito. Tuttavia la sua contraddittorietà risiedeva nella contemporanea adesione all’ideologia bolscevica.
Le divisioni interne del Partito socialista
Partito socialista (Psiup): guidato da Nenni, animato da una forte volontà di rinnovamento civile, era travagliato da una lotta interna tra autonomisti (contrari all’alleanza col Pci) e fusionisti (favorevoli all’alleanza col Pci).
La Democrazia cristiana e il suo consenso
Democrazia cristiana (Dc): guidata da De Gasperi, formazione democratica e interclassista, aperta alle azioni riformistiche e contro le lotte di classe, godeva di larghi consensi ed era in più appoggiata dalla Chiesa.
Il Partito d'azione e la sinistra intellettuale
Partito d’azione (Pda): erede del movimento di Giustizia e libertà, era una formazione composita (elementi socialisti, radicali e liberal-democratici). Godeva dell’appoggio della sinistra intellettuale ma non delle masse.
Il Partito repubblicano e l'autonomia regionale
Partito repubblicano (Pri): difendeva la posizione antimonarchica (questione istituzionale) e sosteneva l’autonomia regionale.
Il Partito liberale e la monarchia
Partito liberale (Pli): orientato verso il sostegno alla monarchia, proponeva un ritorno, ormai anacronistico, allo Stato liberale dell’Italia prefascista.
Il Partito monarchico e il suo declino
Partito monarchico: particolarmente forte nell’Italia meridionale, ebbe vita travagliata e breve.
Il Movimento sociale italiano e le sue origini
Movimento sociale italiano (Msi): fondato da ex fascisti, nel 1972 avrebbe assorbito il Partito monarchico.
Domande da interrogazione
- Qual è il comune denominatore dei partiti politici italiani dal '43 in poi?
- Qual è stata la strategia di Togliatti per il Partito comunista?
- Quali erano le principali divisioni interne del Partito socialista?
I partiti presenti sulla scena politica italiana dal '43 condividevano l'antifascismo e l'intento di stabilire un ordinamento democratico in Italia.
Togliatti mirava a far ascendere il proletariato al potere attraverso la conquista della maggioranza nelle nuove istituzioni democratiche, cercando di ampliare i consensi del partito, nonostante la sua adesione all'ideologia bolscevica.
Il Partito socialista, guidato da Nenni, era caratterizzato da una lotta interna tra autonomisti, contrari all'alleanza con il Pci, e fusionisti, favorevoli a tale alleanza.