Concetti Chiave
- Esiste uno squilibrio comune nei contratti tra professionisti e consumatori, dove il professionista può imporre condizioni sfavorevoli.
- Le clausole vessatorie, che creano un significativo squilibrio contrattuale, rivelano la mala fede del professionista senza necessità di dimostrare l'intento doloso.
- Il codice del consumo considera vessatorie le clausole che limitano la responsabilità del professionista in caso di morte del consumatore o che trattengono ingiustamente la caparra.
- L'esecuzione della pena di reclusione si svolge in case di reclusione, con un trattamento che deve rispondere ai bisogni del condannato, incluso lavoro e attività ricreative.
- Il legislatore ha la facoltà di modificare i limiti temporali della pena di reclusione, come evidenziato durante situazioni di emergenza.
Squilibrio nei contratti tra professionista e consumatore
Di solito, è frequente una situazione di squilibrio nei contratti che operano fra:
- il professionista, cioè la persona fisica o giuridica, privata o pubblica, che nell’ambito della sua attività professionale conclude contratti aventi per oggetto la cessione di beni o la prestazione di servizi;
- un consumatore, cioè la persona fisica che mediante il contratto si procura i beni o i servizi del professionista per utilizzarli a fini personali.
Clausole vessatorie e mala fede del professionista
Il contraente forte, cioè il professionista, può avvalersi della propria forza contrattuale per imporre al consumatore condizioni che provocano a suo danno uno squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
La clausola che provoca il significativo squilibrio fra diritti e obblighi contrattuali è detta vessatoria; lo squilibrio rivela la mala fede del professionista. Quindi, la sola presenza oggettiva dello squilibrio implica la mala fede, non è necessario dimostrare l’intento soggettivo del professionista di piegare il consumatore a condizioni inique.
Articolo 33 del codice del consumo
Per l’art. 33 del codice del consumo, si considerano vessatorie le clausole che:
- escludono o limitano la responsabilità del professionista in caso di morte del consumatore;
- prevedono che il professionista possa trattenere la caparra consegnata dal consumatore, senza attribuire al consumatore il diritto di ottenere il doppio della somma versata qualora ad essere inadempiente sia il professionista.
Nota: la Corte costituzionale ha ravvisato un’incompatibilità insanabile tra la pena perpetua e la minore età.
Art. 23 → la pena della reclusione si estende da 15 giorni a 24 anni ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e l’isolamento notturno.
Il condannato alla reclusione, che ha scontato almeno 1 anno della pena, può essere ammesso al lavoro all’aperto.
La reclusione è la pena temporanea per i delitti.
Nota: i limiti temporali (15 giorni minimo e 24 anni massimo) sono invalicabili solo per il giudice; il legislatore può modificarli a seconda delle circostanze; ad esempio, durante la legislazione dell’emergenza il limite minimo fu portato a 25 anni, quello massimo a 30).
Esecuzione della pena e trattamento penitenziario
L’esecuzione della pena della reclusione avviene nelle case di reclusione. Il trattamento penitenziario deve rispondere ai particolari bisogni della persona del condannato: esso si fonda sull’istruzione, sulla religione, sul lavoro, sulle attività culturali ricreative e sportive.
Il lavoro non deve avere carattere afflittivo e deve essere remunerato in misura non inferiore a due terzi delle tariffe sindacali.
Nota: vi è poi una pena accessoria comune a delitti e contravvenzioni; si tratta della pubblicazione della sentenza penale di condanna.
Il catalogo delle pene accessorie di cui all’art. 19 è solo indicativo, non tassativo.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale problematica nei contratti tra professionista e consumatore?
- Cosa si intende per clausole vessatorie?
- Quali clausole sono considerate vessatorie secondo l'articolo 33 del codice del consumo?
- Come deve essere gestito il trattamento penitenziario secondo il testo?
La principale problematica è lo squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti, dove il professionista, in quanto contraente forte, può imporre condizioni svantaggiose per il consumatore, rivelando mala fede (come indicato nel testo).
Le clausole vessatorie sono quelle che creano un significativo squilibrio nei diritti e obblighi contrattuali, come specificato nell'articolo 33 del codice del consumo, e la loro presenza implica mala fede da parte del professionista.
Sono considerate vessatorie le clausole che escludono o limitano la responsabilità del professionista in caso di morte del consumatore e quelle che permettono al professionista di trattenere la caparra senza garantire il diritto al doppio della somma versata in caso di inadempimento (come descritto nel testo).
Il trattamento penitenziario deve rispondere ai bisogni specifici del condannato, includendo istruzione, religione, lavoro e attività culturali, e il lavoro deve essere remunerato in misura non inferiore a due terzi delle tariffe sindacali, evitando un carattere afflittivo.