Concetti Chiave
- Dal 1943, la guerra iniziò a girare a favore degli alleati, con la ritirata delle forze tedesche e giapponesi dopo vittorie strategiche in Africa e Italia.
- Il contributo dei movimenti di resistenza fu fondamentale, come dimostrato dalla liberazione della Iugoslavia da parte dei partigiani di Tito prima dell'arrivo sovietico.
- Nonostante il supporto alla liberazione, ci furono tensioni tra gli eserciti alleati e i movimenti partigiani, dovute a sfiducia e preoccupazioni politiche.
- Gli anglo-americani temevano l'influenza comunista tra i partigiani europei, mentre i sovietici miravano a controllare i governi nell'Europa orientale.
- L'assenza di supporto sovietico durante l'insurrezione di Varsavia evidenziò la diffidenza verso i movimenti partigiani e l'interesse per la stabilità politica nella regione.
La svolta della guerra
Dal 1943 in poi la guerra volse decisamente a favore degli alleati (Gran Bretagna, Stati Uniti, URSS) e tedeschi e giapponesi furono costretti a ritirarsi. Dopo la conclusione vittoriosa della guerra in Africa, gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia e, dopo aver costretto il governo italiano alla resa (1943), cominciarono ad avanzare in Italia, fino alla definitiva sconfitta tedesca (1945). Nel 1944 essi sbarcarono in Francia e la liberarono. Anche l’esercito sovietico cominciò nel 1943 un’offensiva che lo portò a riconquistare tutti i territori perduti e ad occupare l’Europa orientale, da cui molti tedeschi fuggirono verso la Germania.
Il ruolo della resistenza
Il contributo delle Resistenza All’avanzata degli anglo-americani e dei sovietici contribuirono i movimenti di resistenza presenti in tutta Europa ed in Asia orientale. La Iugoslavia ad esempio venne liberata dai partigiani guidati dal maresciallo Tito ben prima dell’arrivo dei sovietici. Tra gli eserciti di liberazione e i movimenti partigiani non vi fu però sempre collaborazione: non di rado vi era una forte sfiducia. Gli anglo-americani diffidavano dei movimenti partigiani europei, soprattutto in Italia, a causa della presenza di numerosi comunisti al loro interno. Americani e britannici temevano infatti una diffusione del comunismo nell’Europa occidentale ad opera dei partigiani. In Asia invece, la preoccupazione degli Anglo-americani era che i movimenti di resistenza non accettassero il ritorno sotto il precedente dominio coloniale, come effettivamente avvenne. A sua volta, il governo sovietico mirava ad imporre in tutta l’Europa orientale governi comunisti che gli fossero alleati. Perciò non si fidava dei movimenti partigiani, in cui erano presenti forze politiche di diverso colore. Fu per questa ragione, ad esempio, ceh l’esercito sovietico non appoggiò l’insurrezione di Varsavia (agosto-settembre 1944) e lasciò che i tedeschi la reprimessero nel sangue, uccidendo 60 000 polacchi.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la svolta decisiva della guerra a favore degli alleati?
- Qual è stato il ruolo dei movimenti di resistenza durante la guerra?
- Perché gli anglo-americani e i sovietici diffidavano dei movimenti partigiani?
La guerra volse a favore degli alleati dal 1943, con la vittoria in Africa e lo sbarco in Sicilia, che portò alla resa dell'Italia e all'avanzata in Europa, culminando nella sconfitta tedesca nel 1945.
I movimenti di resistenza in Europa e Asia orientale hanno contribuito all'avanzata degli alleati, come dimostrato dalla liberazione della Iugoslavia da parte dei partigiani di Tito, anche se spesso vi era sfiducia tra le forze di liberazione e i partigiani.
Gli anglo-americani temevano la diffusione del comunismo tra i partigiani europei, mentre i sovietici non si fidavano delle forze politiche diverse all'interno dei movimenti, come evidenziato dall'assenza di supporto sovietico all'insurrezione di Varsavia nel 1944.