Concetti Chiave
- La secessione viennese si propone di distinguersi dall'architettura del passato, mantenendo però un dialogo con essa, come evidenziato dal Palazzo della secessione.
- Il Palazzo, progettato da Olbrich nel 1898, presenta elementi decorativi innovativi, tra cui le 3 gorgoni sopra l'ingresso e una cupola in bronzo chiamata "cavolo d'oro".
- La scritta sull'architrave del Palazzo sottolinea l'importanza della libertà artistica, affermando che l'arte deve evolversi senza rinnegare il passato.
- La secessione viennese ha dato vita a tre movimenti secessionisti, che hanno influenzato le avanguardie artistiche in diverse città, tra cui Monaco e Berlino.
- Klimt ha attraversato due fasi artistiche: l'età dell'oro, caratterizzata dall'uso di oro, e l'espressionismo, in cui ha abbandonato l'oro per colori antinaturalistici.
La secessione viennese
Il termine secessione rimanda alla divisione, infatti la volontà di questa corrente artistica è quella di distinguersi dall’architettura del passato, caratterizzata della monumentalità che sottolineava la potenza dell’impero asburgico, come si può comprendere dal Ring di Vienna. La secessione viennese voleva distinguersi dal passato senza rinnegarlo, come si può comprendere dalla loro sede, il
, realizzato da Olbrich nel 1898, nel quale vi è qualche citazione, ma l’aspetto è nuovo, permesso da una rivisitazione libera. Una citazione è ad esempio quella sopra l’ingresso, dove vi sono le 3 gorgoni, le sorelle di medusa che impietriscono chiunque le guardi, hanno quindi una funzione apotropaica.
Sull’architrave dell’ingresso vi è anche una scritta: Ad ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà, che significa che non si va a rinnegare l’arte passata, ma che l’arte deve essere libera. Vi è un’altra iscrizione: primavera sacra, il nome della loro rivista.
Decorazioni e collaborazioni artistiche
La struttura è data da due corpi di fabbrica, che negli angoli presentano un’architrave interrotta. Vi sono invece dei motivi decorativi a foglia d’oro. Inoltre sul parallelepipedo centrale si sviluppa una cupola, soprannominata cavolo d’oro, fatta in bronzo e che crea degli effetti chiaro scurali nella sala centrale, concepita come la sede espositiva di questi artisti. Lì dentro vi è il fregio di Fregio di Beethoven, di Klimt, che racconta la IX sinfonia di Beethoven in maniera figurativa, con dei pannelli, attraverso la tecnica della caseina. Per realizzare questa struttura collaborarono: Olbrich, architetto, Klimt, pittore, e Moser, un designer e decoratore, che crearono un’opera d’arte totale, a 360°.
Movimenti secessionisti e Klimt
N.B.: Vi furono 3 movimenti secessionisti, i quali diedero un grande impulso alle avanguardie e sono rispettivamente quello di Monaco, il cui maggiore esponente fu Stuck, quello di Berlino e di Vienna.
Klimt ebbe due stagioni:
• l’età dell’oro per la quale divenne famoso, dove utilizzò l’oro in tutte le sue forme;
• nel 1905 aderì poi all’espressionismo, dove tolse l’oro e utilizzò invece colori antinaturalistici.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "secessione" nel contesto dell'architettura viennese?
- Qual è il messaggio trasmesso dalla scritta sull'architrave dell'ingresso della sede della secessione?
- Quali sono le due fasi artistiche di Gustav Klimt e come si differenziano?
Il termine "secessione" indica la volontà di distinguersi dall'architettura del passato, caratterizzata dalla monumentalità dell'impero asburgico, senza però rinnegarla. Questo è evidente nella sede della secessione, progettata da Olbrich nel 1898, che presenta citazioni dal passato ma con un aspetto nuovo e rivisitato.
La scritta "Ad ogni epoca la sua arte, all'arte la sua libertà" sottolinea che l'arte non deve rinnegare il passato, ma deve essere libera di esprimersi in ogni epoca. Questo concetto è centrale nella filosofia della secessione viennese.
Klimt ebbe due fasi: l'età dell'oro, in cui utilizzò l'oro in tutte le sue forme, e l'adesione all'espressionismo nel 1905, dove abbandonò l'oro per colori antinaturalistici. Queste fasi rappresentano un'evoluzione significativa nel suo stile artistico.