Concetti Chiave

  • La scuola eleatica, fondata da Parmenide, si distingue per la ricerca di un essere unico, eterno e immutabile, contrariamente alla scuola ionica che indaga sul principio fisico delle cose.
  • Parmenide propone due vie: il sentiero della verità, che porta alla conoscenza dell'essere, e il sentiero dell'opinione, che si basa sui sensi e conduce all'apparente.
  • Secondo Parmenide, l'essere è ingenerato, eterno, immutabile e finito, escludendo il non essere, che non può essere pensato o nominato.
  • Il mondo, soggetto a cambiamento e generazione, è considerato un'illusione rispetto all'essere, che è immutabile e necessario.
  • Parmenide afferma che il linguaggio è legato all'ontologia: le espressioni possono riferirsi solo all'essere, mentre il non essere non ha alcuna esistenza linguistica.

La scuola eleatica e Parmenide

La scuola eleatica fiorisce ad Elea (Campania). L'atmosfera filosofica è diversa da quella ionica: gli ionici cercavano il principio, la sostanza fisica delle cose, mentre gli eleatici vanno oltre la superficie, per raggiungere un essere unico, eterno e immutabile. Gli eleatici sostengono inoltre che le cose non sono cosi come i sensi e l’esperienza manifestano.

Parmenide è il fondatore della scuola eleatica. Espone il suo pensiero nell’opera “Sulla natura”. Nel proemio Parmenide immagina di essere trasportato su un carro al cospetto della dea Giustizia che gli rivela il “solido cuore della ben rotonda verità”

Le due vie di Parmenide

Secondo Parmenide davanti all’uomo si presentano due vie:

- il sentiero della verità (alétheia) basato sulla ragione che ci porta a conoscere l’essere vero. Ѐ la via che imbocca il filosofo.

- il sentiero dell’opinione (doxa) basato sui sensi che ci porta a conoscere l’essere apparente.

Eraclito è diametralmente opposto a Parmenide, crede solo in ciò che vede è perciò la sua filosofia è doxastica.

Principi filosofici di Parmenide

Secondo Parmenide la ragione ci suggerisce che “l’essere è e non può non essere, il non essere è e non può essere.”. Questo si basa su due principi che verranno teorizzati dopo: il principio di identità (ogni cosa è se stessa) e il principio di non contraddizione (è impossibile che una cosa sia e contemporaneamente non sia ciò che è).

L'essere secondo Parmenide

Con questa tesi Parmenide afferma che solo l’essere esiste, il non essere non esiste e non può essere pensato. La nostra mente, il nostro linguaggio può riferirsi solo all’essere.

Caratteristiche dell'essere

Il termine “essere” diventa un sostantivo neutro che allude a un concetto astratto: questo avviene per l’articolo determinativo (to in greco) che, preposto a un nome o a un verbo, le trasforma in nozioni (es: bello->il bello-> la bellezza). Con parmenide le espressioni “l’essente”o”l’essere” non si intendono i singoli enti ma la realtà in generale: nasce l’ontologia, ossia il discorso dell’essere, lo studio dell’essere nelle sue caratteristiche universali. Escludendo il nulla (ciò che non è) Parmenide ricava le proprietà del essere:

rifiutando tutto ciò che comporta il non essere, l’essere è ingenerato e imperituro (fornito di una perenne validità), se nascesse implicherebbe che verrebbe dal nulla, se perisse si dissolverebbe nel nulla.

l’essere è eterno, se fosse nel tempo il presente sarebbe ciò che non è più (il passato), e ciò che non è ancora (il futuro).

L’essere vero è immutabile e immobile, se mutasse o si muovesse si troverebbe in una serie di stati in cui prima non era. L’essere è unico e omogeneo: se fosse molteplice implicherebbe intervalli di non essere.

L’essere è finito, poiché la finitudine è sinonimo di perfezione.

Questi secondo Parmenide sono gli attributi filosofici di un essere ontologicamente perfetto. L’essere parmenideo è una realtà necessaria (non può non essere o essere diverso da com’è); per esprimere l’idea di realtà necessaria Parmenide parla di

“giustizia, non allenta le sue catene e non lascia che qualcosa nasca o venga distrutto, mantiene fermamente ciò che è.

non c’è niente al di fuori dell’essere, poiché il destino faccia in modo che rimanga immobile.”

Non sappiamo qual è questo essere vero e necessario. Alcuni ritengono sia una realtà metafisica, altri una realtà corporea. In generale questo essere possiede tutte le determinazioni che in seguito saranno riferite all’Assoluto.

Il mondo e l'essere

Come va inteso il mondo secondo Parmenide? Lui nota che il mondo e l’essere che ha descritto sono opposti. Il mondo è nato, può morire, è in continuo cambiamento, mentre l’essere è ingenerato, imperituro. Conclude che il mondo è diverso dall’essere, quindi è un illusione. Arriva a una conclusione che lui stesso definisce doxastica ossia che il mondo è generato da due principi opposti: la luce e la notte.

Parmenide fonda la sua intera dottrina sull’affermazione “l’essere si può pensare e dire, il non essere non si può né pensare né dire”. Quindi per lui la sfera dell’essere (ontologica), quella del pensiero (conoscenza) si fondono con la lingua: linguaggio, logica e ontologia sono connessi.

Il linguaggio non può che riflettere la realtà, mentre ciò che non è reale non è possibile di alcuna formulazione verbale.

Aggiunge che la molteplicità ha nomi contraddittori che ne annientano l’esistenza.

Le cose a cui l’uomo ha dato un nome sono insussistenti.

Il linguaggio appare come una costruzione artificiosa dell’uomo, una convenzione senza spessore ontologico.

Le vie di Parmenide

A questo punto affermiamo che le vie di Parmenide sono tre:

- la via dell’assoluta verità (che dice solo l’essere)

- la via dell’opinione ingannevole (doxa che dice anche il non essere)

- la via dell’opinione plausibile (doxa plausibile, che offre una spiegazione della realtà percepita con i sensi)

L’illusione che tu vedi è il modo con cui il cosmo manifesta se stesso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra la scuola eleatica e quella ionica?
  2. La scuola eleatica, fondata da Parmenide, si concentra su un essere unico, eterno e immutabile, mentre gli ionici cercano il principio fisico delle cose, come evidenziato nel testo.

  3. Quali sono le due vie che Parmenide propone nel suo pensiero?
  4. Parmenide distingue tra il sentiero della verità (alétheia), che si basa sulla ragione e conduce alla conoscenza dell'essere vero, e il sentiero dell'opinione (doxa), che si basa sui sensi e porta alla conoscenza dell'essere apparente.

  5. Quali sono le caratteristiche dell'essere secondo Parmenide?
  6. L'essere è ingenerato, imperituro, eterno, immutabile, unico, omogeneo e finito, come descritto nel testo, e rappresenta una realtà necessaria.

  7. Come Parmenide distingue tra il mondo e l'essere?
  8. Parmenide afferma che il mondo, essendo generato e in continuo cambiamento, è diverso dall'essere, che è ingenerato e imperituro, considerandolo quindi un'illusione.

  9. Qual è il ruolo del linguaggio nella filosofia di Parmenide?
  10. Parmenide sostiene che il linguaggio deve riflettere la realtà dell'essere; ciò che non è reale non può essere formulato verbalmente, evidenziando la connessione tra linguaggio, logica e ontologia.

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