Concetti Chiave
- L'arte greca classica, noto come periodo dell'oro, si sviluppa dal 480 a.C. e dura circa due secoli, caratterizzandosi per risultati artistici notevoli.
- Mirone, Policleto e Fidia sono i principali scultori di questo periodo, con opere significative come il Discobolo e le sculture del Partenone.
- Il Discobolo di Mirone rappresenta un atleta nell'atto di lanciare il disco, esprimendo un ideale di bellezza attraverso linee geometriche e una postura semplificata.
- Policleto, nel suo Doriforo, utilizza il rapporto chiastico per creare equilibrio tra le tensioni del corpo, evidenziando un'armonia tra movimento e staticità.
- Il Doriforo incarna il concetto di kalos kai agathos, rappresentando l'immagine ideale dell'uomo nudo e bello, identificabile con Achille, eroe dell'Iliade.
L'arte greca classica
A partire dal 480 a.C. viene individuata un’altra fase dell’arte greca, in cui finalmente si ottengono risultati migliori. Viene denominato periodo classico o età dell’oro, che perdurò per circa due secoli, V e IV secolo a.C.
I scultori fondamentali di questo periodo sono Mirone, Policleto e Fidia, che aveva realizzato le sculture del Partenone di Atene.
È una delle opere più importanti di Mirone e quella che conosciamo noi è una delle tante copie antiche, conservata al Museo Nazionale delle Terme, a Roma. L’originale in bronzo fu realizzato tra il 455 e 450 a.C. ma ormai è andato perso. La statua, dunque, raffigura un atleta delle olimpiadi colto nel momento di massima contrazione poco prima del lancio del disco, appunto.
L’atleta tiene il disco nella mano destra e sta compiendo una forte torsione, che gli permetterà di lanciarlo. È ripiegato su se stesso ma il busto è comunque frontale, mentre il volto è girato verso il braccio sollevato.
Idealmente si possono disegnare sul corpo due linee:
• una linea ad arco che va dalla mano che tiene il disco (massima tensione), passa su tutto il braccio destro, sulle spalle, va poi al braccio sinistro, al ginocchio destro, poi al polpaccio sinistro e infine al tallone.
• un’altra linea crea un effetto molla che dà sinuosità e va dalla mano destra, al braccio destro, scende nelle spalle, al gluteo e poi alla coscia sinistra.
Le anatomie sono perfette, i muscoli sono contratti e le vene sono ben accennate, tutto il corpo è teso nello sforzo. L’atleta, però non mostra alcuna tensione nel viso, non ha un’espressione stanca o concentrata, non presenta alcuna emozione, è apatico e non trasmette pathos. Però è molto bello, per cui la bellezza è stata raggiunta.
Il punto di vista è chiaramente frontale.
Cicerone, dopo aver studiato l’arte greca, disse che con il discobolo Mirone raggiunse un canone particolare, un ritmo che dà l’idea di movimento. L’atleta reale però non riuscirebbe a lanciare il disco in questa posizione, per cui il movimento è stato semplificato e creato attraverso delle linee geometriche.
Policleto e il doriforo
Policleto è un bronzista, uno scultore ma anche un teorico. Scrisse infatti le teorie (regole) su ciò che avrebbe scolpito, all’interno del suo libro il Canone, e poi le mette in atto nella sua opera, il Doriforo, realizzato tra il 455 e il 450 a.C. La copia antica più famosa è quella conservata al museo archeologico di Napoli, proveniente da Pompei. Abbiamo anche la copia in bronzo della testa del Doriforo, proveniente da Ercolano.
L’atleta in questione svolge una disciplina olimpionica parecchio faticosa: la corsa armata. Infatti teneva nella mano sinistra (piegata) una lancia e lo scudo, e una spada a destra. Il corpo è muscoloso, le spalle sono rigide e possenti. Il volto, ancora una volta, non mostra uno sforzo ma esprime la bellezza ideale. La testa è leggermente inclinata e si volge a destra. Il busto si inclina di lato, si comprime a destra e si stende a sinistra.
Il rapporto inverso o chiastico: il braccio destro è rilassato, è il sinistro che compie il movimento; la gamba destra è in tensione, in ponderazione o in gravitazione, tiene infatti il peso del corpo, mentre la sinistra è a riposo, è flessa e all’indietro. Policleto trova quindi un equilibrio al suo personaggio grazie a questo rapporto ad x. Il bacino sul lato destro è quindi rialzato, mentre le spalle al contrario (la sinistra è rialzata).
╰ canone quadrato del busto.
╰ modulo testa: è l’unità di misura di riferimento; la testa è 1/8 del corpo, il busto è 3 volte la testa e le gambe 4 volte.
Anche qui viene ripreso il concetto di kalos kai agathos, per questo il Doriforo venne concepito come immagine dell’uomo ideale nudo. Si può identificare come Achille, l’eroe dell’Iliade.
Domande da interrogazione
- Qual è il periodo dell'arte greca classica e quali sono i suoi scultori principali?
- Qual è l'opera più importante di Mirone e quali sono le sue caratteristiche?
- Chi è Policleto e quale opera ha realizzato?
- Quali sono le caratteristiche anatomiche e compositive del "Doriforo"?
- Qual è il concetto di "kalos kai agathos" e come si applica al "Doriforo"?
Il periodo classico dell'arte greca, noto anche come età dell'oro, va dal 480 a.C. e dura circa due secoli. I principali scultori di questo periodo sono Mirone, Policleto e Fidia, quest'ultimo famoso per le sculture del Partenone di Atene.
L'opera più importante di Mirone è il "Discobolo", una statua che rappresenta un atleta nel momento di massima contrazione prima del lancio del disco. La statua mostra un corpo perfetto e muscoloso, con linee geometriche che suggeriscono movimento, ma il volto dell'atleta è apatico e privo di emozioni.
Policleto è un bronzista e scultore che ha scritto il "Canone", un trattato sulle proporzioni ideali. La sua opera più famosa è il "Doriforo", realizzato tra il 455 e il 450 a.C., che rappresenta un atleta in corsa armata, esprimendo l'ideale di bellezza e proporzione.
Il "Doriforo" presenta un corpo muscoloso con un equilibrio tra tensione e rilassamento, evidenziato dal rapporto chiastico tra braccia e gambe. La testa è inclinata e il busto mostra una compressione a destra e un'estensione a sinistra, riflettendo l'ideale di bellezza e proporzione.
Il concetto di "kalos kai agathos" si riferisce all'ideale di bellezza e virtù. Il "Doriforo" è concepito come l'immagine dell'uomo ideale nudo, identificabile con Achille, l'eroe dell'Iliade, incarnando così questo ideale di perfezione estetica e morale.