Concetti Chiave
- Il primo sciopero generale del 1904 rappresentò un evento cruciale in Italia, segnando un'azione collettiva in risposta a stragi di contadini nel sud e nelle isole.
- Lo sciopero, che iniziò il 16 settembre, paralizzò l'Italia, bloccando trasporti e attività commerciali in molte città, trasformandole in veri e propri "luoghi fantasma".
- Le conseguenze politiche furono significative: Giolitti sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni, con l'intento di ridurre il potere dei socialisti.
- La fine dello sciopero portò alla nascita della CGIL nel 1906, mentre gli industriali si unirono per formare la Confindustria nel 1910 in risposta alle rivendicazioni operaie.
- Dopo lo sciopero, l'Italia affrontò una crisi economica nel 1907, che intensificò le lotte salariali e portò alla creazione di corpi armati da parte dei proprietari terrieri.
Il primo sciopero generale
Questa situazione degenerò nel 1904, anno in cui Giolitti dovette fronteggiare un evento che la società borghese giudicò inconcepibile e traumatizzante: il primo sciopero generale nazionale che fu anche il primo in Europa. Questa gravissima e tormentata decisione fu presa dai sindacalisti e dal Partito socialista per reazione a una serie di stragi di contadini avvenute nel sud e nelle isole.
Reazioni e decisioni
La notizie dell’ultimo e più impressionante eccidio, quello di Buggerru in Sardegna, arrivarono a Milano, sede centrale delle Camere del lavoro, proprio mentre nell’arena napoleonica della città si svolgeva un’affollatissima assemblea dedicata alla discussione di questi problemi. Lo sdegno si impadronì di tutti i convocati e i dirigenti capirono che bisognava rompere gli indugi, ma le posizioni erano molto differenziate: il partito socialista era il più tiepido, perché pensava che le organizzazioni dei lavoratori non fossero ancora mature per sostenere una sfida del genere; i sindacalisti era molto più accesi, ma divisi circa l’obiettivo dello sciopero: la caduta del governo Giolitti, la richiesta di una legge sul disarmo delle Forze armate in occasione dei conflitti di lavoro o il preludio di una rivoluzione? La decisione finale che fu presa fu quella di scioperare.
L'impatto dello sciopero
Il 16 settembre incrociarono le braccia i lavoratori del nord: niente tram a Milano, Genova era al buio, Torino era attraversata da cortei, i negozi erano chiusi, gli stabilimenti erano fermi, le attività erano bloccate nelle campagne. Poi lo sciopero si estese a tutta la penisola e viene visto come uno scioperò che sembrò bloccare l’Italia. Man mano che lo sciopero si diffondeva, fu bloccata l’erogazione del gas, i ristoranti erano a corto di camerieri, i porti venivano bloccati, a Venezia si fermavano i vaporetti, i giornali cessavano di uscire. Roma, Alessandria, Parma, Varese, Ancona, Livorno assunsero l’aspetto di città fantasma.
Conseguenze politiche e sociali
Lo sciopero si concluse il 21 settembre, quando un gruppo di deputati socialisti si impegnò a presentare una proposta di legge contro l’uso delle armi nei conflitti di lavoro. L’impatto dello sciopero generale fu fortissimo, perché era la prima volta che nelle città una manifestazione di lavoratori interessava gli abitanti nelle loro attività quotidiane e dimostrava che, quando i lavoratori si univano, erano in grado di paralizzare il sistema, il quale era fortemente influenzato dalla classe borghese.
Giolitti approfittò di questa situazione di disagio in seno all’opinione pubblica, sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni a novembre, con l'obiettivo di indire nuove elezioni allo scopo di mettere fuori gioco i socialisti che persero numerosi seggi. Era una svolta nell'ambito della sua politica che fu caratterizzata quindi prima dall’alleanza con le forze della sinistra e poi dal tentativo di contenere il mondo del lavoro.
Nascita della CGIL e crisi economica
Dopo lo sciopero generale, nacque, nel 1096, la CGIL (Confederazione Italiana Generale del Lavoro). Intanto la situazione sociale si aggravava. Nel 1907 una nuova crisi economica internazionale rallentò l’economia italiana, provocando l’inasprimento delle lotte salariali particolarmente dure nelle campagne tanto che, a seguito degli scioperi agricoli del 1908 a Parma e a Ferrara, i proprietari emiliani istituirono addirittura un corpo armato volontario e i proprietari terrieri di altre zone del Paese diedero vita a leghe organizzate di resistenza.
Formazione della Confindustria
Contemporaneamente anche gli industriali cominciarono a riunirsi, costituendo delle associazioni padronali che nel 1910 si unirono formando la Confindustria (Confederazione Italiana dell’Industria), la quale elaborò anche una forma di risposta allo sciopero dei lavoratori: la serrata, ovvero la chiusura degli stabilimenti con la conseguente perdita della paga giornaliera degli operai.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'evento che ha segnato il primo sciopero generale in Italia e in Europa?
- Quali erano le posizioni dei sindacalisti e del Partito socialista riguardo allo sciopero?
- Qual è stato l'impatto dello sciopero generale del 16 settembre 1904?
- Quali furono le conseguenze politiche dello sciopero generale?
- Quali sviluppi seguirono lo sciopero generale in termini di organizzazione dei lavoratori e risposta degli industriali?
Il primo sciopero generale nazionale, avvenuto nel 1904, fu una reazione a una serie di stragi di contadini nel sud e nelle isole, ed è considerato il primo in Europa.
I sindacalisti erano più accesi e divisi sugli obiettivi dello sciopero, mentre il Partito socialista era più tiepido, ritenendo che le organizzazioni dei lavoratori non fossero pronte per una sfida di tale portata.
Lo sciopero ha paralizzato l'Italia, con attività bloccate in tutto il paese, dai trasporti alle attività commerciali, trasformando città come Roma e Milano in luoghi desolati.
Lo sciopero portò Giolitti a sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, cercando di ridurre l'influenza dei socialisti, che persero numerosi seggi.
Dopo lo sciopero, nacque la CGIL nel 1906, mentre gli industriali formarono associazioni che nel 1910 si unirono nella Confindustria, introducendo la serrata come risposta agli scioperi.