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Scienze delle finanze

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Scienze delle finanze come Economia del settore pubblico o Economia pubblica: essa studia il ruolo dell’operatore pubblico (Stato) all’interno del sistema economico.

Quindi il ruolo e la funzione dello Stato all’interno di un sistema economico basato sul sistema di mercato privato.

Lo Stato possiede dunque un ruolo economico: esso ha il compito di intervenire sull’economia poiché esiste la possibilità che il mercato possa fallire.

I fallimenti del mercato hanno a che fare con il modo attraverso il quale le risorse sono:

  • Allocate -> messe a luogo, ovvero assegnazione delle risorse tra i diversi utilizzi possibili, questo si rifà al criterio di efficienza e utilità (vedi Pareto). Obiettivo tendenziale all’efficienza (tende a).
  • Distribuite -> tra i diversi individui, attraverso il criterio dell’equità, dal momento che il mercato non assicura una perfetta equità distributiva. Il mercato non persegue al meglio questa equità poiché considera la produttività di un individuo che però non corrisponde al bisogno. ES persona anziana con meno produttività ma più bisogno.

Lo Stato può dunque valutare il bisogno svolgendo in seguito un’azione redistributiva, l’equità si esercita infatti tramite le imposte (principale strumento redistributivo - studio della disciplina tributaria -) e le entrate pubbliche. ES anche le pensioni sono una redistribuzione delle risorse operata dallo Stato da chi lavora a chi ha lavorato, una redistribuzione operata anche, per esempio, in sanità dal sano al malato.

  • Utilizzate -> il mercato non sempre riesce nel pieno utilizzo delle risorse che si hanno a disposizione. ES la disoccupazione è un sotto utilizzo della risorsa della forza lavoro. La funzione che lo Stato esercita è quella di stabilizzazione (vedi teoria di Keynes).

Economia del benessere I

29/09 SLIDE - ECONOMIA DEL BENESSERE I

Compiti del mercato

  • Allocazione.
  • Distribuzione.
  • Utilizzo (stabilizzazione).

Lo Stato che affianca il mercato quando fallisce, ad esempio aiutare la disoccupazione ovvero il sotto-utilizzo della risorsa, “forma lavoro”.

L'economia è spesso indicata come la Scienza delle scelte: le scelte che vengono compiute da una generalità di soggetti, agenti economici, tra i quali gli individui o imprese o Stato che riguardano il modo con cui risorse disponibili in quantità limitate vengono ad essere assegnate a diversi possibili usi, il modo con cui, quindi, gli agenti economici scelgono come allocare ovvero assegnare risorse che sono a loro disposizione in quantità limitata.

ES assegnazione di una risorsa disponibile in quantità limitata tra i diversi usi: una risorsa limitata è il reddito ovvero -> consumo e risparmio: si tratta dunque di scelta di allocazione.

Un'altra risorsa limitata che gli individui hanno a disposizione è il tempo: si può allocare tra lavoro e tempo libero, ad esempio.

L'allocazione può essere fatta da individui o Stato ma anche dalle imprese che possono decidere come assegnare gli input (danno il via alla produzione) per ottenere output (prodotto), ovvero ES assegnare lavoro in modo da produrre qualcosa da quello.

A seconda del modo con cui le risorse sono allocate influisce sul benessere degli individui, quindi l'allocazione e la distribuzione sono i due fondamentali aspetti indagati dall'analisi economica che può avere due approcci distinti:

  • Approccio positivo: quello seguito dall'analisi economica quando questa è orientata a descrivere e spiegare ciò che si osserva, approccio orientato verso la descrizione della realtà economica che si osserva. Ha come obiettivo quello di costruire dei modelli che possano in qualche modo rappresentare la realtà che si osserva; inserendo in modelli analitici la realtà che si osserva, spiegandola. Tali modelli sono anche utili per capire come questa realtà verrebbe a modificarsi se in essa intervenissero dei cambiamenti, come reagisce la realtà se si cambia qualcosa al suo interno. ES cosa succede introducendo una riforma che modifica es le pensioni etc. Questo è il compito di tale approccio.
  • Approccio normativo: dice cosa dovremmo osservare e non cosa osserviamo (diversamente da quello positivo), con l'obiettivo del benessere della società: economia del benessere. Mette nella condizione di valutare, poiché può confrontare e valutare situazioni alternative, diverse allocazioni e distribuzioni delle risorse per distribuire qual è la migliore e vicina ai punti di riferimento = benchmark. Desiderabilità sociale.

L'approccio normativo (vs positivo) valuta le diverse situazioni economiche: ci si basa sul “dovrebbe essere”, i benchmark, basarci su due criteri di valutazione.

  • Primo criterio da valutare e assegnare all'allocazione è l'efficienza.
  • La seconda guida è l'equità in rispetto alla distribuzione.

Con questi si valuta la desiderabilità economica di una determinata situazione.

Efficienza allocativa

Efficienza allocativa: efficienza paretiana da Vilfredo Pareto, afferma che siamo di fronte a una allocazione delle risorse efficiente quando non abbiamo la possibilità di intervenire sull'allocazione modificandola, facendo in modo che qualcuno stia meglio e che qualcun altro non stia peggio, mantenendo il suo livello di benessere, di utilità individuale, questa sarebbe la condizione di “ottimo paretiano”, qualcosa di non migliorabile.

Pareto ci consente di affermare che andremo incontro a un miglioramento della società se esisteranno possibilità di miglioramento paretiano: la società starà meglio se allocando le risorse il benessere di qualcuno migliora senza che contemporaneamente peggiori il benessere di qualcun altro. Se qualcuno peggiora significa che prima c'era l'ottimo paretiano poiché non esisteva il margine di miglioramento: un'allocazione delle risorse che migliori senza peggiorare il benessere rappresenta il miglioramento collettivo, il criterio paretiano afferma: persegui ogni miglioramento possibile (in senso paretiano) fino ad arrivare all'ottimo, e ci si arriva ponendo in essere tutti i miglioramenti ovvero riallocando tutte le risorse possibili.

Se c'è efficienza non c'è spreco: assenza di spreco mentre l'inefficienza è spreco di risorse -> allocazione che non dà luogo a spreco di risorse è efficiente, ES gli input allocati in modo non efficiente possono essere allocati meglio per aumentare il prodotto e quindi migliorare gli output.

Primo teorema dell'economia del benessere

Primo teorema dell'economia del benessere: un mercato in concorrenza perfetta realizza l'efficienza paretiana, quindi non c'è ragione che ci sia funzione allocativa. Prima di tutto il mercato deve esistere per tutti i beni poiché si deve chiedere l'efficienza, e quando il mercato opera in concorrenza perfetta cioè al suo interno ci sono imprese piccole e consumatori che esistono come price taker ovvero che prendono il prezzo come dato, cioè non esiste la possibilità per le imprese di fare il prezzo ovvero agire come price maker ma entrambi agiscono come price taker (nella concorrenza perfetta).

Questo poiché sono imprese piccole rispetto alla dimensione generale del mercato e quindi non hanno potere di mercato cioè nella possibilità di fare il prezzo: il potere di mercato è nullo con la concorrenza perfetta.

Associa l'efficienza paretiana a un mercato privato dall'efficienza perfetta. ES il mercato che ha una configurazione diversa dalla concorrenza perfetta consiste in un'unica grande impresa nel mercato ovvero monopolio, la configurazione del mercato, opposto alla concorrenza perfetta, è il monopolio, così il monopolista è price maker.

Esiste un mercato per tutti i beni quando

  • Informazione perfetta -> ovvero il set informativo che le parti, in una relazione economica, hanno a disposizione è identico. Le due parti, ES due agenti economici che si interfacciano nel mercato, sanno esattamente le stesse cose, (situazione difficile da realizzare). ES dove non c'è informazione perfetta? Nelle relazioni di contratti di assicurazioni.
  • Assenza di esternalità -> non devono esserci esternalità ovvero quei fenomeni che si verificano quando l'azione di un individuo produce degli effetti esterni ad esempio su qualche altro individuo che possono essere sia positivi sia negativi ma, se si vuole l’esistenza di un mercato per tutti i beni, nel caso di effetto positivo non ottiene nessun indennizzo (nessuno deve nulla a chi fa il beneficio) e nel caso di effetto negativo non deve sostenere nessun costo (anche se non produco un beneficio e provoco un danno e non sostengo un costo).
  • Beni pubblici -> devono essere assenti se si vuole il mercato di tutti i beni. Un bene è privato quando è contemporaneamente rivale nel consumo ed escludibile nel consumo e il bene pubblico puro è non rivale e non escludibile, ma in realtà ci sono e quindi allontanano il mercato dalla condizione di efficienza paretiana ovvero il mercato per tutti i beni.
  • Rivalità nel consumo: perché se lo utilizzo io, un bene, quello stesso non lo può utilizzare qualcun altro.
  • Escludibilità nel consumo: perché esiste un prezzo, agisce il prezzo, il bene privato è accessibile tramite il prezzo.

Il bene pubblico è invece non rivale né escludibile: ES illuminazione delle strade.

Legame tra efficienza e CP

Legame tra efficienza (intesa come ottimo paretiano) CP: perché la concorrenza perfetta (CP) è davvero il sinonimo di efficienza perfetta: (si segue un approccio di equilibrio parziale, assumiamo che nel sistema economico esista un unico mercato che è e rimane, non ha interazioni o sinergie con altro, e si vuole vedere cosa succede in quel mercato come se quello fosse l'intero sistema economico: esaminiamo -> l'aspetto essenziale della concorrenza perfetta che è l'insieme di imprese e consumatori che non hanno potere di mercato ovvero sono price taker, come si forma quindi il prezzo?

Si forma nel mercato, la formazione del prezzo avviene nel mercato, nel punto di incontro tra domanda e offerta (quando ci sono price taker ovvero la CP).

Quindi: dove si incontrano domanda e offerta:

  • Curva di domanda di mercato che è la somma delle curve di domande dei singoli individui, la curva di domanda individuale è una curva che mette in relazione la quantità di un determinato bene con il suo livello di prezzo, al variare del prezzo qual è la quantità che l'individuo acquista. La curva di domanda individuale ha inclinazione negativa poiché se il prezzo cresce la quantità diminuisce.

Il modo più semplice per rappresentare la curva di mercato è linearmente decrescente perché se sale il prezzo scende la quantità acquistata.

  • La curva di offerta di mercato è la somma di curve di offerta di imprese che operano nel mercato che mette sempre in relazione prezzo e quantità, ha inclinazione positiva poiché fin quando il prezzo cresce cresce anche la quantità che l'impresa mette a disposizione, sarà disposto a mettere a disposizione.

Quindi: se il mercato è in concorrenza perfetta il prezzo al suo interno va a determinarsi nel punto di incontro tra domanda e offerta del mercato: il punto è l'equilibrio del mercato.

Il prezzo associato al punto E nel grafico dell'equilibrio del mercato è quello preso dalla CP che non è price maker ma price taker, il prezzo si forma così. Il prezzo è di equilibrio perché tutta l'offerta viene venduta e tutta la domanda viene soddisfatta.

Economia del benessere I-II

30/09 - SLIDE ECONOMIA DEL BENESSERE I-II

Equilibrio di mercato

  • Curva di domanda associata a concetto a beneficio marginale.
  • Curva offerta associato a concetto costo marginale.

Curva di domanda e beneficio marginale: (vedi slide tabella) tra quantità di bene e disponibilità a pagare, quando cresce la quantità di un bene la disponibilità a pagare di un individuo, cresce.

La terza colonna (slide) misura la disponibilità marginale a pagare: quanto l'individuo è disposto a pagare il bene in più rispetto al bene che ha già.

La disponibilità a pagare cresce ma ha un tasso decrescente perché la disponibilità marginale a pagare è decrescente, la disponibilità marginale a pagare è il beneficio marginale che è decrescente, come la disponibilità marginale a pagare. Si valuta il primo bene piuttosto che il bene in più quando se ne possiede già uno. Tutto si basa sulla soddisfazione (avere un bene in più quando se ne hanno 100 è meno importante che averne uno che non si possiede prima). La curva di domande è decrescente e quindi associamo il beneficio marginale decrescente.

Curva di offerta associato a concetto di costo marginale: come la domanda è associabile al concetto di beneficio, l'offerta è associabile al costo marginale, il beneficio sta dalla parte della domanda, l'idea di costo sta invece dal lato dell'offerta = il costo marginale è il costo di produzione di una unità in più rispetto a quelle precedentemente prodotte, il costo marginale si interpreta come crescente, il costo aumenta, quindi, produrre un'unità in più costa di più: aumentare l'output è sempre più costoso quindi il costo marginale in quanto crescente è associabile alla curva di offerta.

L'idea di costo marginale funziona quando accettiamo l'idea che il rendimento marginale dei fattori produttivi sia decrescente, rendimenti marginali decrescenti ovvero al margine i fattori produttivi applicati al processo produttivo renderanno sempre meno: produrre di più fa scendere il rendimento.

Marginale: di una unità in più.

Il punto di equilibrio E, in CP.

In E si verifica quindi l'uguaglianza tra costo marginale e beneficio marginale quindi se la domanda è uguale all'offerta (nel precedente grafico di equilibrio di mercato) qui si precisa che in CP anche il costo mg è = al beneficio mg.

Il punto possiede il Pcp, ovvero il prezzo in concorrenza perfetta: beneficio mg = costo mg = prezzo.

Quindi in CP vale che il beneficio mg e costo mg siano uguali ed uguali al prezzo e tale condizione diviene la condizione di efficienza economica. Nell'equilibrio di mercato in CP si realizza l'uguaglianza tra benef. mg e cost. mg.

Se quell'uguaglianza non è sostenuta: se il beneficio è più basso del costo marginale c'è inefficienza poiché si è prodotto troppo ovvero una quantità per cui il costo marg supera la disponibilità a pagare dei compratori = il miglioramento starebbe nella riduzione di produzione e il miglioramento non avverrà più quando si tornerà nel punto E. (Tutto ciò che sta a dx del punto E è associato all'eccessiva produzione, alla sx del punto E c'è poca produzione - la disponibilità è più alta e quindi si può produrre di più). Se il beneficio è minore è inefficienza: supera l'ottimo paretiano poiché si fa star meglio tutti quando si rivà verso il punto E.

NB: c’è inefficienza poiché si potrebbe migliorare in senso paretiano.

Efficienza e CP in approccio di equilibrio generale

Efficienza e CP (in approccio di equilibrio generale), un sistema economico (non più un unico mercato):

Il sistema elementare:

  • 2 individui.
  • 2 imprese.
  • 2 fattori produttivi.

Così si possono ottenere dei risultati -> che si possono estendere tranquillamente a sistemi economici più complessi.

L'efficienza si declina in tre concetti:

  • Efficienza nello scambio.
  • Efficienza nella produzione.
  • Efficienza nella composizione del prodotto.

L'efficienza nello scambio

L'efficienza nello scambio (primo concetto in cui si declina l'efficienza): l'efficienza nello scambio riguarda il modo con cui l'efficienza alloca una generalità n di beni tra individui n (nel caso del sistema economico elementare, due tipi di beni per due individui).

L'efficienza si associa all'allocazione dei beni (2) tra gli individui (2 consumatori). Come i due beni sono assegnati a due consumatori: l'efficienza si verifica nello scambio quando non si potrà più scambiare senza migliorare utilità e benessere di un consumatore e peggiorarne un altro. Questo avviene quando non sono più possibili scambi lavorativi quando i saggi marginali di sostituzione, SMS sono uguali per gli individui (2).

Il saggio marginale di sostituzione: quantità di un bene che un individuo è disposto a cedere in cambio di un'unità di un altro bene, ma tale sostituzione non deve intervenire sul mio livello di utilità complessiva. (Quante mele per quell'arancia in più) è l'idea alla base dell'efficienza nello scambio.

Il saggio deve essere uguale per tutti gli individui: se sono differenti tra i due individui, esisteranno delle possibilità di scambio vantaggioso ovvero aumentano l'utilità di uno senza peggiorare l'altro quindi come miglioramenti paretiano: situazione di inefficienza poiché l'efficienza implica che non ci siano margini di miglioramento, poiché la situazione di partenza era dunque inefficiente.

(Vedi slides dell'esempio con SMS diversi) -> in presenza di SMS ci sono possibilità di scambio vantaggiose che cessano quando i SMS sono uguali.

Curva di indifferenza (individuale) associata al concetto di SMS: di indifferenza si considerano i due individui con i beni, la curva mapperà tutte le combinazioni di beni rispetto alle quali l&

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

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