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Scienza delle finanze

Modulo 1: Il settore pubblico in un'economia mista

L'economia mista è quell'insieme di attività economiche svolte dalle imprese private e dal settore pubblico, dove lo Stato influenza tale comportamento attraverso la regolamentazione, i tributi e i sussidi. Nel corso della storia lo Stato ha subito molte modifiche rappresentate proposte dagli articoli della Costituzione n.41, il quale sostiene che "l'iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale, non può arrecare danni alla dignità, libertà e sicurezza e la legge determina i programmi e controlli opportuni", n.42 "La proprietà è pubblica o privata, i beni economici appartengono allo Stato, enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge e può essere, nei casi previsti dalla legge, espropriata per motivi di interesse generale", n.43 "La legge può riservare originariamente o trasferire allo Stato, enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio e abbiano carattere di preminente interesse generale".

Le teorie economiche e le scelte pubbliche degli anni ’70 esprimono diverse interpretazioni al ruolo del settore pubblico, come per esempio:

  • Mercantilismo: 18 secolo si pensava che lo Stato avrebbe dovuto avere un ruolo attivo nell'economia promuovendo il commercio e l'industria;
  • Adam Smith: Fine 18 secolo nel suo testo "La ricchezza delle nazioni" va ad elaborare la teoria della mano invisibile;
  • Laissez Faire: John Stuart Mill Nassau Senior 19 secolo teoria di e in base alla quale lo Stato non doveva interferire con il funzionamento del mercato.

Con la crisi degli anni '30 fu criticato quest'ultimo principio, perché gli economisti hanno intuito che gli interventi dello Stato sono molto importanti soprattutto nei periodi di crisi, infatti ci furono numerosi studi sui fallimenti del mercato, individuando le motivazioni di intervento da parte dello Stato in situazioni economiche in cui le allocazioni di beni e servizi non sono sufficienti.

Jhon Maynard Keynes

Secondo lo Stato doveva equilibrare e stabilizzare l'economia attraverso politiche di bilancio e monetarie, in quanto era il baricentro dei mercati ed elemento importante sia nei periodi di crisi sia nei periodi di crescita e sviluppo.

Però i fallimenti pubblici sono i principali motivi per i quali il settore pubblico incorre a numerosi insuccessi, si manifestano quando un intervento statale realizza un'allocazione di beni e servizi non sufficiente, e ne avremo diverse tipologie:

  • Informazione incompleta: il settore pubblico non ha a disposizione tutte le informazioni necessarie per il corretto funzionamento del mercato (per esempio i falsi invalidi);
  • Controllo limitato delle reazioni del settore privato: quando lo Stato riesce in maniera limitata al controllo del comportamento del settore privato;
  • Controllo limitato della burocrazia: quando lo Stato in fase di regolamentazione tende a generare un iter burocratico complesso che genera un rallentamento;
  • Limitazioni imposte dal processo politico: quando il processo è condizionato o pregiudicato dalle diverse correnti dei sistemi politici.

Quindi la posizione degli economisti varia in base alla corrente di pensiero cui appartengono, da un lato si hanno economisti a favore di un intervento illimitato dello Stato come Michael Boskin, Jhon Taylor e Martin Feldestein, mentre dall'altro si hanno economisti a favore di un ruolo più attivo dello Stato, come Alan Blinder, Laura D'Andrea Tyson e Charles Schultz. Deregulation, il tutto, quindi, ha caratterizzato periodi di cioè riduzione del ruolo dello privatizzazione, Stato nella regolamentazione dell'economia, alternati a periodi di cessione al settore privato di attività che prima venivano svolte dallo Stato.

Fondamentale è l'importanza della composizione del settore pubblico: parlamento, governo, regioni, province, comuni, corte costituzionale, ministeri ed enti (Inps, Inail, A.C.I., Anas, Asl, CNR). Mentre il motore principale dell'economia sono le risorse, le quali però sono a disponibilità limitata e si sostiene che una risorsa è scarsa solo quando è confrontata con la sua domanda.

Quattro questioni fondamentali

A cui bisogna trovare una risposta per la produzione e l'utilizzo delle risorse sono:

  • Cosa produrre: individuare quali sono i beni di cui la collettività necessita, la cui determinazione della quantità da produrre in maniera efficiente è descritta attraverso la curva delle possibilità di produzione;
  • Come produrre: ci si interroga su come produrre i beni, la quantità di fattori produttivi da impiegare e il tipo di tecnologia da utilizzare;
  • Per chi produrre: il settore deve decidere quali beni produrre perché non tutti i gruppi sociali traggono lo stesso beneficio da un particolare bene;
  • In che modo prendere le decisioni: il processo decisionale si struttura a livello collettivo e il processo è complesso perché spesso i singoli membri sono in disaccordo.

In riferimento all'ultimo punto, le decisioni collettive vengono prese attraverso un processo politico, e per una visione semplificata della realtà si possono distinguere l'economia positiva (cioè quando si descrive il sistema economico e si elaborano modelli per studiare gli effetti sull'economia di determinate politiche e analisi causa effetto) dall'economia normativa (cioè quando si valutano politiche alternative introducendo dei giudizi di valore con un'analisi dei benefici e dei costi).

Modulo 2: Efficienza del mercato

È fondamentale la comprensione della teoria della mano invisibile, la quale sostiene...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher f.dionisi.96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Rienzo Maria.
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