Romanticismo e il contesto artistico-letterario
Introduzione al Romanticismo
Il Romanticismo fu un movimento artistico, culturale e letterario che si sviluppò tra la fine del '700 e il 1865. In Italia, il movimento iniziò nel 1816, mentre il termine stesso fu usato per la prima volta in Inghilterra nel 1600. Durante questo periodo, si assistette a un'esaltazione dei sentimenti, delle emozioni e delle sensazioni.
Artisti e opere principali
Tra le opere più rappresentative del Romanticismo italiano troviamo Alessandro Manzoni (Milano, 1785 - Milano, 1873), con i suoi "Inni Sacri" (1812/1815) e "I promessi sposi" (1821/23, 1823/27, 1827, 1840/42). Le sue "Odi civili" come "Marzo 1821" (1848) e "Il cinque maggio" (1821) sono fondamentali. Le tragedie principali includono "Il conte di Carmagnola" (1816, pubbl. 1820) e "Adelchi" (1820, pubbl. 1822).
Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837) è noto per il suo "Zibaldone" (1817), le "Canzoni Liriche" (1818/1823) e il "Ciclo di Aspasia" (1830). Il suo pensiero è caratterizzato dal pessimismo, diviso in pessimismo storico e cosmico, espresso in opere come "Operette Morali" (1824) e "La Ginestra" (1836).
Giovanni Pascoli e la Scapigliatura
Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 1855 - Bologna, 1912) è un esempio di artista che si inserisce nel periodo post-romantico, con tendenze che sfociano nella Scapigliatura, un movimento artistico e letterario tra il 1860 e il 1890, principalmente localizzato in Lombardia/Milano e Torino. Questo movimento era caratterizzato da un atteggiamento di ribellione verso i valori e le ideologie della società borghese.
Decadentismo
Il Decadentismo, sviluppatosi in Francia e poi diffuso nel resto d'Europa tra il 1880 e il 1910, si pone in rifiuto del Positivismo, della razionalità e della scienza. Esponenti come Paul Verlaine e il concetto di "Le Chat Noir" esplorano dinamiche psicologiche e utilizzano strumenti metaforici e analogici, con temi centrali quali la morte e la malattia. Questo movimento si caratterizza per il simbolismo e l'estetismo, con tendenze al nichilismo e alla psicoanalisi.
Il Ciclo dei Vinti e il Verismo
Verismo e autori principali
Il Verismo è un movimento che si oppone al Romanticismo, con modelli classici e un'aderenza al vero. Autori come Giovanni Verga con "I Malavoglia" (1881) e "Mastro Don Gesualdo" (1889) rappresentano questa corrente. Il Ciclo dei Vinti, incompiuto con opere come la "Duchessa di Leyra" (1922, solo primo capitolo), esplora i temi negativi dell'epoca.
- Nedda (1874)
- Rosso Malpelo (1878)
- Vita dei campi (1880)
- Cavalleria rusticana (1884)
- La lupa (1896)
Il Verismo si focalizza su un impegno per il progresso civile e sociale, escludendo gli aspetti irrazionali e fantastici, con un forte patriottismo e aderenza ai principi della ragione. Gli intellettuali di questo movimento non erano in contrasto con la società, bensì rappresentavano un portavoce dei valori borghesi e del progresso.