Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Hegel fu discepolo di Schelling fino a 37 anni, periodo in cui sviluppò il suo pensiero autonomo.
  • L'idealismo estetico di Schelling valorizza l'arte e si distingue come una filosofia romantica.
  • Schelling rifiuta i modelli meccanicistico e finalistico, proponendo un organicismo che riconosce una finalità interna alla Natura.
  • La Natura è vista come un organismo che si organizza autonomamente, senza bisogno di un intervento esterno.
  • Schelling definisce la sua scienza della natura come fisica speculativa, dove ogni fenomeno è parte di una totalità organica necessaria.

Schelling

L'influenza di Schelling su Hegel

Fino a 37 anni Hegel, nonostante fosse più vecchio, fu discepolo di Schelling e quindi solo quando era già grande maturò un suo pensiero.

L'idealismo estetico di Schelling

L’idealismo di Schelling è definito oggettivo o estetico, per il valore che dà all’arte. È un filosofo romantico.

Contrapposizione tra Kant e Schelling

Kant è un filosofo del finito, che è tipico dell’illuminismo. Infatti è un illuminista, anche se vive alla fine del 1700. Il Romanticismo invece, periodo in cui vive Schelling, ha una delle sue idee centrali nell’infinito e nel suo raggiungimento.

La filosofia della natura di Schelling

Schelling e Hegel non elaborano una scienza della natura sciolta dalle scoperte scientifiche del loro tempo, conoscevano le dottrine scientifiche dell’epoca, ma cercavano di inserirle in uno schema che faceva si che risultavano totalmente errate, opinabili se non arbitrarie.

La filosofia della natura di Schelling è una costruzione tipicamente romantica. Alla base di tale filosofia sta il rifiuto dei due tradizionali modelli esplicativi della natura: quello meccanicistico – scientifico da un lato e quello finalistico – teologico dall’altro. Il primo, parlando in termini di materia si trova in difficoltà a spiegare gli organismi viventi. Il secondo, ricorrendo alla “magia” di un intelletto divino agente dall’esterno del mondo, finisce per compromettere l’autonomia e l’autarchia dei processi naturali.

Il finalismo immanentistico di Schelling

A questi due modelli Schelling contrappone il proprio organicismo (ogni parte ha senso solo in relazione al tutto e alle altre parti) finalistico e immanentistico nell’universo al di là del meccanicismo delle sue forze si manifesta una finalità superiore (oggettiva e reale) che, tuttavia, non deriva da un intervento esterno, ma è interna alla Natura stessa. Ecco il finalismo immanentistico.

La natura come organismo autonomo

Questa è la sua terza via fra meccanicismo e finalismo tradizionale sebbene in natura esista una connessione preordinata fra parte e tutto, mezzo e fine, tale connessione non è prima conosciuta da una mente e poi realizzata nelle cose, come accade nel caso del Dio Architetto. In altri termini la Natura è “un organismo che organizza se stesso” e non già “un’opera d’arte in cui il concetto stia fuori di essa, nella mente dell’artista”.

Critica al finalismo pre-darwiniano

Fino a Darwin si sosteneva che la materia in movimento non spiegava gli organismi. Per confutare Darwin si faceva riferimento agli organi particolarmente complicati come l’occhio; questo si diceva avesse un’evoluzione finalistica (=fatto da un disegno divino).

L'evoluzione dell'occhio e il finalismo

La risposta moderna a questa teoria dell’evoluzione dell’occhio è che molte strutture come quelle più complesse sono nate per fare più funzioni. Inizialmente erano nate strutture primitive che non servivano a vedere ma servivano all’autoregolazione (per distinguere la notte dal giorno) ma poi grazie a dei miglioramenti si è arrivati all’occhio.

Quindi chiamare in causa Dio è addirittura superfluo, ma all’epoca materia e movimento non spiegavano il materialismo e quindi ci si rifaceva a un’evoluzione finalistica.

La natura come entità spirituale

Schelling non è ne finalista né meccanicista e quindi dice che c’è un finalismo interno. La Natura è definita da Schelling come un’entità spirituale inconscia; parlare di uno spirito inconscio sembrerebbe contradditorio, invece a questo livello deve essere inconscio perché la coscienza è attributo dell’uomo, di Dio, dell’Io e quindi la consapevolezza arriva con l’uomo. Quindi non è contraddittorio parlare di uno spirito inconscio perché la consapevolezza nasce con l’uomo, non a questo livello.

La filosofia speculativa di Schelling

Schelling ha definito la propria filosofia della natura fisica speculativa che significa dire che essa procede sistematicamente, ossia mostrando come ogni fenomeno naturale testimoniato dall’esperienza faccia parte di una totalità organica da cui necessariamente deriva ed entro cui necessariamente si colloca. Quindi definisce aprioristica la sua scienza della natura perché non deve spiegare solo il perché, ma deve arrivare a dire che le conclusioni a cui si è giunti sono necessarie, che non può che essere così. Questo vuol dire che, secondo lui, in natura non c’è spazio per il caso.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza di Schelling su Hegel?
  2. Hegel fu discepolo di Schelling fino a 37 anni, e solo in età matura sviluppò un pensiero autonomo, evidenziando l'importanza della figura di Schelling nella sua formazione filosofica.

  3. Come si caratterizza l'idealismo estetico di Schelling?
  4. L'idealismo di Schelling è definito oggettivo o estetico per il valore che attribuisce all'arte, posizionandolo come un filosofo romantico che si distacca dalle concezioni illuministe.

  5. Qual è la critica di Schelling ai modelli tradizionali di spiegazione della natura?
  6. Schelling rifiuta sia il modello meccanicistico che quello finalistico-teologico, proponendo un organicismo che vede la natura come un organismo autonomo, in cui ogni parte ha senso solo in relazione al tutto.

  7. In che modo Schelling definisce la natura?
  8. Schelling descrive la natura come un'entità spirituale inconscia, sostenendo che il finalismo è interno e che la consapevolezza emerge solo con l'uomo, rendendo non contraddittoria l'idea di uno spirito inconscio.

  9. Qual è la visione di Schelling sulla filosofia della natura?
  10. Schelling definisce la sua filosofia della natura come speculativa e aprioristica, sostenendo che ogni fenomeno naturale è parte di una totalità organica e che in natura non c'è spazio per il caso.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community