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La contestazione ideologica e stilistica degli scapigliati

Non è una scuola o un movimento organizzato, ma un gruppo che opera negli stessi anni (1860-70) e negli stessi ambienti, accomunati da un’insofferenza per le convenzioni letterarie contemporanee.

Il nome fu scelto proprio per mostrare la ribellione alla loro classe di provenienza e il loro vivere eccentrico e disordinato. Con loro compare il conflitto tra artista e società e il rifiuto delle norme morali e delle convenzioni correnti.

Essi si rifanno ai valori del passato e hanno un atteggiamento dualistico verso la tecnologia e la scienza:

  • Rifiutano il progresso scientifico e tecnico.
  • Rendendosi conto che questi ideali sono perduti, si rassegnano a rappresentare il vero, accettando la scienza che mette in luce gli aspetti materiali e osceni della realtà.

Si sentono divisi tra Ideale e Vero (virtù e vizio, bello e orrendo…) e indagano su questa condizione di incertezza. Questa loro condizione li accomuna agli scrittori romantici, di cui recuperano i temi:

  • Esplorazione del fantastico e irrazionale.
  • Il nero: percezione di forze terribili scatenate nel mondo moderno (iniziano con l’unione italiana).
  • Sogno, macabro, orrore.

Si rifanno soprattutto ai romantici tedeschi, ma soprattutto a Baudelaire (irraggiungibile ideale, angoscia della vita moderna, vuoto e disgusto). Gli scapigliati, con il loro culto del vero e l’attenzione all’orrido e deforme, introducono in Italia il gusto del Naturalismo e anticipano il decadentismo.

Preludio

Preludio (Praga) è il manifesto della Scapigliatura e ne descrive la condizione spirituale. La prima parte è negativa e definisce ciò che quella generazione non può più essere.

Critica Manzoni perché ispira tutta la sua vita alla fede, all’integrità morale e alla vita casta, e gli scapigliati hanno un atteggiamento di odio-amore nei suoi confronti.

La seconda parte definisce la generazione intellettuale contemporanea, caratterizzata da:

  • Noia che tormenta l’anima moderna.
  • Tensione verso il vizio.
  • Atteggiamenti blasfemi, ma che imitano la devozione religiosa.
  • Malattia interiore che porta alla distruzione.

L’ultimo verso è una dichiarazione di poetica, non si riferisce al vero scientifico, ma alla realtà desolata della vita moderna. Usa un linguaggio denso e allusivo.

Dualismo

Dualismo (Boito) è una poesia manifesto che definisce la condizione dell’avanguardia scapigliata. I temi sono simili al precedente.

La vita moderna è sofferenza e bruttezza e l’uomo è la creatura di un dio del male che lo ha creato per compiacersi della sua sofferenza.

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Sintesi

La contestazione ideologica e stilistica degli scapigliati

Non è una scuola o un movimento organizzato, ma un gruppo che opera negli stessi anni (1860-70) e negli stessi ambienti, accomunati da un’insofferenza per le convenzioni letterarie contemporanee. Il nome fu scelto proprio per mostrare la ribellione alla loro classe di provenienza e il loro vivere eccentrico e disordinato. Con loro compare il conflitto tra artista e società e il rifiuto delle norme morali e delle convenzioni correnti. Essi si rifanno ai valori del passato e hanno un atteggiamento dualistico verso la tecnologia e la scienza:

  • Rifiutano il progresso scientifico e tecnico.
  • Rendendosi conto che questi ideali sono perduti, si rassegnano a rappresentare il vero accettando la scienza che mette in luce gli aspetti materiali e osceni della realtà.

Si sentono divisi tra Ideale e Vero (virtù e vizio, bello e orrendo…) e indagano su questa condizione di incertezza. Questa loro condizione li accomuna agli scrittori romantici, di cui recuperano i temi:

  • Esplorazione del fantastico e irrazionale.
  • Il nero: percezione di forze terribili scatenate nel mondo moderno (iniziano con l’unione italiana).
  • Sogno, macabro, orrore.

Si rifanno soprattutto ai romantici tedeschi, ma soprattutto a Baudelaire (irraggiungibile ideale, angoscia della vita moderna, vuoto e disgusto). Gli scapigliati, con il loro culto del vero e l’attenzione all’orrido e deforme, introducono in Italia il gusto del Naturalismo e anticipano il decadentismo.

analisi della scapigliatura, movimento letterario

Preludio di Praga

È il manifesto della Scapigliatura e ne descrive la condizione spirituale. La prima parte è negativa e definisce ciò che quella generazione non può più essere. Critica Manzoni perché ispira tutta la sua vita alla fede, integrità morale e vita casta, e gli scapigliati hanno un atteggiamento di odio-amore nei suoi confronti. La seconda parte definisce la generazione intellettuale contemporanea, caratterizzata da:

  • Noia che tormenta l’anima moderna.
  • Tensione verso il vizio.
  • Atteggiamenti blasfemi, ma che imitano la devozione religiosa.
  • Malattia interiore che porta alla distruzione.

L’ultimo verso è una dichiarazione di poetica, non si riferisce al vero scientifico, ma alla realtà desolata della vita moderna. Usa un linguaggio denso e allusivo.

Dualismo di Boito

È una poesia manifesto che definisce la condizione dell’avanguardia scapigliata. I temi sono simili al precedente. La vita moderna è sofferenza e bruttezza e l’uomo è la creatura di un dio del male che lo ha creato per compiacersi della sua sofferenza. Perciò rimpiange l’ideale che ormai è irraggiungibile. Da ciò arriva a una dichiarazione di poetica: vuole realizzare un’arte che realizzi la bellezza ideale e assoluta, contrapponendosi alla bruttezza moderna. Cerca di ampliare i paragoni e le metafore in vari parallelismi e antitesi e prevale lo studio formalistico (diverso dal linguaggio di Praga).

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