Estratto del documento

Liceo Classico Andrea da Pontedera

Anno scolastico 2013-2014

Giulia Falaschi Vb

“La ribellione”

Indice

  • La Scapigliatura (contesto e spunti dalla lettura di “Storia di un ideale”, tratto da “Racconti Scapigliati” a cura di Roberto Carnero)
  • Il ‘68 (peculiarità del movimento e influenza dell’ideologia marxista e della Scuola di Francoforte)
  • “Animal Farm” di George Orwell (Old Major’s speech come sintesi del Manifesto del Partito Comunista)
  • “Il Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels (Borghesi e Proletari)
  • L’Informale in America (Pollock e l’Action Painting)

“Si ama la vita non per altro che per abitudine: perciò solo la gioventù ne è sdegnosa, e la vecchiaia l’accarezza e vi anela. Tutto ciò che vi è di vero nell’esistenza è il concetto che ce ne eravamo formati, tutto ciò che vi è di dolce è il tempo che consumiamo a distruggere questo concetto.” Igino Ugo Tarchetti – “Storia di un ideale”

Igino Ugo Tarchetti in “Storia di un ideale” esprime in maniera metaforica una delle principali caratteristiche del movimento della Scapigliatura: il dualismo tra ideale e vero. Negli Scapigliati si era formata una coscienza dualistica che accentuava il divario tra “l’ideale astratto” che i poeti volevano raggiungere e il “vero”, lo strumento attraverso il quale descrivevano la realtà cruda ed oggettiva come atto di protesta e di demistificazione con un linguaggio anatomico e chimico. La poesia, dopo aver visto crollare il tentativo di realizzare l’Ideale è costretta a recitare il vero.

La Scapigliatura è un movimento artistico e letterario nato a Milano tra il 1860 e il 1870 da un gruppo di artisti uniti nella volontà di riportare l’arte ad una sincerità più essenziale e ad una più pronta ed immediata espressione.

L’ambiente sociale in cui si colloca è quello della nascente società industriale in cui è presente la contrapposizione tra una borghesia avida di denaro e potere e la emergente classe operaia. In tale contesto l’intellettuale avverte la necessità di allargare il raggio delle sue esperienze ed è altrettanto consapevole di avere perso il suo tipico ruolo di guida o d’interprete del movimento sociale, ovvero di aver perso l’aureola.

Il movimento polemizza contro la classe politica e sociale che ha tradito gli ideali di giustizia e libertà propri del Risorgimento, ridotta al profitto e alla ricerca del progresso scientifico. Gli Scapigliati contestano inoltre la letteratura e l’arte nella loro forma e nel loro stile inadatti ad esprimere le esigenze della vita di quell’epoca. Da qui la critica al romanticismo: gli scapigliati rifiutano tanto l’indirizzo patriottico, moraleggiante ed educativo del primo Romanticismo, spesso enfatico e retorico, quanto l’indirizzo languido e sentimentale del secondo Romanticismo. Essi avvertono la sfasatura tra la contemporanea letteratura europea, che con le nuove tendenze artistiche portava alle estreme conseguenze il principio romantico dell’assoluta libertà creatrice dell’artista, e quella italiana, attestata ancora su posizione arretrata, moderata e provinciale. Perciò si propongono di creare una poesia nuova e di mettersi in sintonia con i movimenti di avanguardia della cultura europea.

La poetica

Per quanto riguarda la poetica, gli scapigliati riscoprono il principio fondamentale del Romanticismo, che, contrapponendosi alla poesia falsa del classicismo, fondata sull’imitazione, proclama che soggetto della poesia debba essere il vero, se essa vuole essere autentica. Si potrebbe pensare che la loro posizione fosse analoga a quella del Manzoni, ma gli scapigliati ampliano l’orizzonte del vero comprendendo sia il vero esterno della natura e della società sia il vero interno, psicologico, cioè il mondo degli affetti e quello inesplorato e misterioso del subcosciente (sensazioni e non sentimento), cadendo in eccessi che ripugnavano al senso dell’equilibrio e della misura che aveva il Manzoni. Infatti il Manzoni descrive sempre il reale illuminato dalla presenza della Provvidenza, gli scapigliati invece vedono il reale nella sua naturalità e perfino nella sua torbidezza e putredine.

I rapporti con il naturalismo e il verismo

Ampliando in tal modo l’orizzonte della loro arte, gli scapigliati anticipano in Italia motivi e forme di due movimenti letterari posteriori: il Verismo e il Decadentismo. Sotto l’influenza del Naturalismo francese anticipano il concetto dell’arte del Verismo come rappresentazione oggettiva e impersonale del vero morale e sociale, cogliendone anche gli aspetti più crudamente realistici, macabri e ripugnanti. Sotto l’influenza dei simbolisti francesi anticipano del Decadentismo il concetto della poesia come scavo interiore, capace di esprimere anche le sensazioni più torbide e morbose. E come i temi, oscillanti tra realismo e Decadentismo, così sono divaricati gli stili, oscillanti tra l’uso di un linguaggio spoglio, trasandato, prosastico e antiletterario nei temi di ispirazione realistica, e l’uso di un linguaggio prezioso, raffinato, ricco di echi e suggestioni musicali nei temi d’ispirazione predecadentista.

La stessa situazione di disorientamento e di impotenza che aveva caratterizzato l’esperienza di Charles Baudelaire nella Francia degli anni Cinquanta porta gli scapigliati italiani ad una esistenza disordinata ed anticonformista. Baudelaire nella sua raccolta “Les fleurs du Mal” descrive un viaggio immaginario verso la vita intesa come inferno in cui esprime lo stato di malessere del poeta che è maledetto dalla società e che diventa oggetto di scherno per gli uomini.

“Spesso, per divertirsi, i marinai prendono degli albatri, grandi uccelli di mare che seguono, compagni indolenti di viaggio, le navi in volo sugli abissi amari.

L’hanno appena posato sulla tolda e già il re dell’azzurro, goffo e vergognoso, pietosamente accanto a sé trascina come fossero remi le ali grandi e bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato! E comico e brutto, lui prima così bello! Chi gli mette una pipa sotto il becco, chi, zoppicando, fa il verso allo storpio che volava!

Il poeta è come lui, principe dei nembi che sta con l’uragano e ride degli arcieri; fra le grida di scherno esule in terra, con le sue ali da gigante non riesce a camminare.”

Il celebre sonetto di Baudelaire intitolato “Albatros” è costruito in base all’analogia albatro-poeta e rimanda a quella che i poeti scapigliati erano soliti chiamare “perdita d’aureola”.

L’albatro infatti rappresenta il poeta che ha perso la sua reale condizione di prestigio: le ali da gigante, chiaro ossimoro della Poesia, sono lo strumento che permette il volo ovvero l’andare al di là del reale, ma in terra, quindi nella vita quotidiana, diventano un ostacolo per l’albatro che non riesce a camminare in quanto i marinai non ne apprezzano la maestosità, così come il poeta è emarginato dalla società borghese e ha perso il suo ruolo di artista.

I contestatori dell’Italietta

Sul piano artistico gli scapigliati hanno scarsa importanza: non sorse tra essi un poeta capace di imprimere il segno della sua personalità e della sua arte nella storia della poesia. Notevole invece è la loro importanza nella storia del costume e della letteratura in genere. Nella storia del costume la loro importanza consiste nel fatto che, nel tempo in cui la così chiamata “Italietta”, uscita dall’Unità, si avviava timidamente a diventare uno stato moderno di impronta liberale, essi denunciano i limiti della nuova società borghese e assumono nei suoi confronti un atteggiamento irriverente e sarcastico.

I limiti della rivoluzione scapigliata

La critica marxista attacca gli scapigliati sul piano della loro protesta antiborghese, qualificandoli rivoluzionari velleitari, pittoreschi, verbosi, ma inconcludenti, perché incapaci, per la loro stessa estrazione borghese, di additare nuovi ideali e di intravedere le forze reali, quelle popolari, unendosi alle quali avrebbero potuto combattere per correggere o rovesciare il sistema che essi rigettavano. La loro ribellione si ridusse ad una rivolta individuale, soggettiva, che, per mancanza di legame con le masse popolari, poteva solo sfociare nella posa del poeta satanico e maledetto, nella dissacrazione dei valori tradizionali, nella dissipazione, nella disperazione e nel suicidio.

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Sintesi

Introduzione ribellione - Tesina

Questa tesina di maturità descrive il tema della ribellione, prendendo in analisi in particolare modo il 1968. La tesina tratta anche i seguenti argomenti: in Italiano la scapigliatura dell'Ottocento, in Storia il '68 (il Maggio francese e la Primavera di Praga), in Filosofia la matrice marxista del '68 in Marcuse e Freud, in Inglese Animal Farm di George Orwell e in Arte L'informale in America, Pollock.

donne nella storia

Collegamenti

Ribellione - Tesina

  • Italiano - La scapigliatura dell'Ottocento.
  • Storia - Il '68 (il Maggio francese e la Primavera di Praga).
  • Filosofia - La matrice marxista del '68 in Marcuse e Freud.
  • Inglese - Animal Farm di George Orwell.
  • Arte - L'informale in America, Pollock.
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