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Concetti Chiave

  • Le argomentazioni platoniche collegano l'essenza di Dio al bene assoluto, evidenziando che i beni singoli derivano da un principio che è Dio, non necessitando di altro per esistere.
  • Anselmo, nel Proslogion, semplifica l'argomentazione sull'esistenza di Dio, affermando che la riflessione sulla sua definizione di "ciò di cui non può pensarsi nulla di maggiore" implica la sua esistenza.
  • Se un essere si pensa solo nell'intelletto, nega la sua perfezione, poiché esistere nella realtà lo renderebbe più perfetto, creando una contraddizione.
  • La nozione di Dio è intrinsecamente legata all'esistenza, poiché pensare Dio significa concepirlo come qualcosa che non può non esistere.
  • Il testo espone come la scala della perfezione conduca a Dio come perfezione assoluta, essenziale per comprendere l'essenza di tutte le cose buone.

Argomentazioni platoniche e l'essenza di Dio

La via battuta dal Monologion per giungere razionalmente all'esistenza e all'essenza di Dio ricorda l'andamento di molte argomentazioni platoniche. Anche chi non conosce Dio, vi si dice, cerca il bene: ma i beni singoli sono tali in virtù di un bene in sé, che è tale non perché partecipi di un altro bene ancora, ma per se stesso. Lo stesso essere delle singole cose buone dipende da un principio che le fa essere, e che, per essere, non ha a sua volta bisogno di altro: Dio. Salendo poi la scala della perfezione delle cose, noi troviamo nature sempre più perfette, da cui le meno perfette dipendono: al sommo troviamo la perfezione assoluta, Dio.

Anselmo e il Proslogion

Poiché i monaci trovavano queste argomentazioni un pò complicate, Anselmo ne escogitò una più semplice, che espose nel Proslogion (o "discorso rivolto a un altro", e cioè a Dio). Egli osservò che basta riflettere a ciò che pensiamo quando pensiamo a Dio, per esser certi che Dio esiste. E' vero che l'insipiente di cui parla il Salmo (XIII, 1) dice che "Dio non c'è": eppure anche lui, quando pensa "Dio" per dire he non c'è, lo pensa come qualcosa di cui non si può pensare nulla di maggiore. Egli ha nel suo intelletto questa nozione: "ciò di cui non può pensarsi nulla di maggiore", ma nega che ad essa corrisponda una realtà. Ma "ciò di cui non può pensarsi nulla di maggiore" non si può pensarlo come sussistente solo nell'intelletto: appena infatti si supponga (in via di semplice ipotesi) che un tal essere esista anche nella realtà, già si è pensato qualcosa di maggiore (cioè di più perfetto). Pensarlo quindi come sussistente nel solo intelletto significa cadere in contraddizione, poiché questa stessa nozione, sussistente anche nella realtà, sarebbe ancor più perfetta, contro l'ipotesi che non si possa pensare nulla di maggiore.

Qual è la nozione di Dio e l'esistenza?

In altri termini: la nozione stessa di Dio è la nozione di qualcosa che, avendo tutte le perfezioni, non può mancare di quella suprema perfezione che è l'esistere. Pensare Dio è pensare qualcosa che non può non esistere, e se l'insipiente non se ne accorge, ciò è solo perché non si rende conto di ciò che pensa quando pensa Dio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra le argomentazioni platoniche e l'essenza di Dio?
  2. Le argomentazioni platoniche suggeriscono che il bene in sé è la causa dell'esistenza dei beni singoli, e questo principio supremo è identificato con Dio, che rappresenta la perfezione assoluta da cui dipendono tutte le cose meno perfette.

  3. Come Anselmo semplifica le argomentazioni sull'esistenza di Dio nel Proslogion?
  4. Anselmo propone che la semplice riflessione sulla nozione di Dio, come "ciò di cui non può pensarsi nulla di maggiore", dimostra la sua esistenza, poiché pensarlo solo nell'intelletto contraddirebbe la sua stessa definizione di perfezione.

  5. Qual è la relazione tra la nozione di Dio e l'esistenza secondo il testo?
  6. La nozione di Dio implica che, essendo la somma di tutte le perfezioni, Dio non può non esistere; pensare a Dio significa riconoscere un essere che necessariamente esiste, contrariamente a quanto afferma l'insipiente.

Domande e risposte

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