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Concetti Chiave

  • La filosofia nella disciplina cristiana è considerata una serie di dottrine e non uno stile di vita, mantenendo il valore della conoscenza razionale orientata alla salvezza.
  • Il fine della conoscenza è cruciale; ogni sapere deve essere orientato verso la comprensione dell'anima e di Dio per essere considerato legittimo e utile.
  • Agostino distingue tra sapienza, che riguarda le verità eterne, e scienza, che è limitata alla conoscenza delle realtà temporali e mutevoli.
  • La scienza deve essere utilizzata come strumento al servizio della sapienza e non deve considerare il temporale come fine ultimo.
  • I segni sono essenziali per la conoscenza e l'interpretazione delle Sacre Scritture, richiedendo strumenti adeguati come la grammatica e lo studio delle lingue.

La filosofia nella disciplina cristiana

Si ha una presa di distanza dalla filosofia come pratica di salvezza: nella disciplina cristiana essa sopravvive soltanto come una disciplina, un insieme di dottrine, ma non come uno stile di vita. La dottrina della grazia non conduce però ad un esito di tipo irrazionalistico: Agostino non mette mai veramente in dubbio il valore della conoscenza razionale. Tutto dipende invece dal fine a cui tendono le nostre conoscenze. Si condanna la curiositas, la pura curiosità intellettuale, ma si ritiene comunque indispensabile porre il problema della formazione culturale del cristiano, che deve essere pronto a reggere il confronto con i pagani.

Il valore della conoscenza

Ciò che più importa della conoscenza è il fine: risulta futile, se non dannosa, ogni conoscenza perseguita per sé stessa, ma ha una sua legittimità ogni esercizio intellettuale coltivato in vista dell’acquisizione di quell’unico sapere superiore che è in grado di assicurare la felicità. Quel sapere, quindi, che si riferisca a due soli oggetti: l’anima e, attraverso di essa, Dio. La fede e la rivelazione non si sostituiscono alla ragione, ma le conferiscono una funzione diversa, quella appunto di portare alla comprensione di ciò che la fede stessa propone. “se non credete, non comprenderete”.

Distinzione tra sapienza e scienza

C’è una distinzione in Agostino:

a. Sapienza (sapientia)

i. Uno dei nomi divini (il Verbo)

ii. In riferimento all’uomo, l’intelligenza delle realtà immutabili e spirituali, la contemplazione delle verità eterne

b. Scienza (scientia)

i. La certezza fondata sulla sola ragione, a differenza di fede e conoscenza empirica

ii. Tutti questi ambiti, definendo l’insieme delle conoscenze disponibili intorno ad un determinato soggetto.

Nel significato (i) di scienza, cioè conoscere puramente razionale, sembra essere un uso inferiore della ragione rispetto a quello dalla sapienza: essa non mira alla contemplazione delle realtà eterne, ma alla conoscenza delle realtà temporali e mutevoli necessarie per svolgere le attività di questa vita.

La scienza è da condannare solo quando assume ciò che è temporale e mutevole non come punto di partenza verso ciò che è eterno e immutabile, ma come proprio orizzonte esaustivo, con presunzione di autosufficienza. Il valore della scienza sta nel suo uso strumentale: è un mezzo da mettere al servizio della sapientia, della caritas e della fides.

Qual è il ruolo dei segni nella conoscenza?

Ogni forma di conoscenza ha per oggetto cose e segni. Le cose si apprendono tramite i segni, ma i segno sono a loro volta cose.

a. Cosa: ciò che non serve per significare un’altra cosa

i. Di cui godere (frui)

ii. Di cui servirsi (uti), per raggiungere le prime

b. Segno: una cosa che serve a significare un’altra cosa. È una cosa che oltre l’aspetto esterno che presenta ai sensi, fa venire in mente qualcos'altro a partire da sé.

i. Naturali: non hanno intenzionalità o consapevolezza

ii. Intenzionali: come quelli che gli esseri viventi si scambiano per far conoscere

Lo studio dei segni è essenziale per comprendere e interpretare le Sacre Scritture. Ciò che serve al cristiano sono gli strumenti necessari per leggere e interpretare le Sacre Scritture, tra cui per esempio la grammatica, lo studio delle lingue, tutto ciò che può servire a interpretare i segni. Anche la stessa filosofia, intesa appunto come mezzo e non come fine.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della filosofia nella disciplina cristiana?
  2. Nella disciplina cristiana, la filosofia è vista come una disciplina e un insieme di dottrine, ma non come uno stile di vita. Agostino riconosce il valore della conoscenza razionale, sottolineando l'importanza del fine delle nostre conoscenze (testo).

  3. Qual è il valore della conoscenza secondo Agostino?
  4. La conoscenza ha valore solo se perseguita con un fine, in particolare per acquisire il sapere che conduce alla felicità, riferito all'anima e a Dio. La fede e la rivelazione non sostituiscono la ragione, ma la completano (testo).

  5. Come si distingue la sapienza dalla scienza in Agostino?
  6. La sapienza è l'intelligenza delle verità eterne e immutabili, mentre la scienza è la certezza fondata sulla sola ragione, limitata alle realtà temporali. La scienza è utile solo se serve come mezzo per raggiungere la sapienza (testo).

  7. Qual è il rischio associato alla scienza secondo Agostino?
  8. La scienza è da condannare quando si limita a ciò che è temporale e mutevole, senza considerare il suo ruolo come strumento per accedere a ciò che è eterno e immutabile (testo).

  9. Perché lo studio dei segni è importante nella conoscenza cristiana?
  10. Lo studio dei segni è essenziale per comprendere e interpretare le Sacre Scritture. I cristiani necessitano di strumenti come la grammatica e lo studio delle lingue per interpretare i segni e accedere al significato profondo delle Scritture (testo).

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