Concetti Chiave

  • La conoscenza razionale si basa necessariamente su quella sensibile, in linea con l'empirismo tradizionale.
  • Guglielmo sostiene che la verità di Dio non può essere dimostrata razionalmente e deve essere accettata come rivelata.
  • Teologia e filosofia sono discipline separate, con la filosofia che si concentra sulla natura senza considerare le verità rivelate.
  • Il filosofo è libero di esplorare teorie cosmologiche, come l'idea di infiniti universi, senza limitazioni imposte dalla tradizione.
  • Il rasoio di Ockham suggerisce di evitare concetti universali superflui, per non confondere l’esperienza con astrazioni eccessive.

Conoscenza razionale e sensibilità

La conoscenza razionale appare come valida e corretta solamente se va a fondarsi sulle conoscenze sensibili e questo si cristallizza come un teorema tipico dell’empirismo, sin dai tempi di filosofi del calibro di Parmenide in cui si sostenevano tradizionalmente due facoltà all’interno dell’uomo: il logos che corrisponde sempre alla ragione e che porta ad un tipo di conoscenze definibili come razionali, e aisthesis che invece tende a corrispondere alla sensibilità e che porta dunque a conoscenze maggiormente sensibili.

Fede e ragione secondo Guglielmo

Guglielmo sostiene che non si potrebbe mai dimostrare qualcosa di relativo a Dio attraverso la via razionale, l’uomo non ha dunque esperienza di Dio, secondo lui le verità di fede dovevano essere accettate per come sono state rivelate, la ragione tende infatti ad limitata dall’esperienza. Teologia e filosofia trattano di tematiche completamente diverse, non c’è dunque rapporto tra fede e ragione, la filosofia tratta quindi della natura e deve farlo indipendentemente dalla verità rivelate.

Libertà del filosofo e teorie cosmologiche

Il filosofo deve infatti usare la propria ragione in modo libero, ipotizzando ad esempio l’esistenza di infiniti universi e quindi non solo il nostro con la terra al centro. Fondamentale fu la figura di Nicola d’Oresme, il quale presenterà una teoria rivelatrice secondo cui il sole si trovi al centro dell'universo e che il nostro pianeta terra invece giri sempre su se stesso e intorno anche al sole, opponendosi quindi alla visione tradizionale. Il rasoio di Ockham prevede invece che concetti universali non vadano moltiplicati oltre necessità, alcuni concetti sono infatti decisamente troppo lontani dall’esperienza e quindi astratti che ci confondono.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il rapporto tra conoscenza razionale e conoscenza sensibile secondo l'empirismo?
  2. La conoscenza razionale è valida solo se si fonda su conoscenze sensibili, come sostenuto dai filosofi empiristi, tra cui Parmenide, che distingue tra logos (ragione) e aisthesis (sensibilità).

  3. Come si pone Guglielmo riguardo alla relazione tra fede e ragione?
  4. Guglielmo afferma che non si può dimostrare nulla riguardo a Dio attraverso la ragione, poiché l'uomo non ha esperienza diretta di Dio; le verità di fede devono essere accettate come rivelate, senza un legame con la ragione.

  5. Qual è l'importanza della libertà del filosofo nelle teorie cosmologiche?
  6. Il filosofo deve esercitare la propria ragione liberamente, come dimostrato da Nicola d’Oresme, che propose una nuova visione dell'universo, e dal rasoio di Ockham, che suggerisce di non moltiplicare concetti astratti oltre il necessario.

Domande e risposte

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