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Concetti Chiave

  • Victoria Mary Sackville-West esplora le differenze tra i giardini inglesi e persiani, evidenziando come il termine "giardino" abbia significati diversi in base alla cultura.
  • La scrittrice descrive un giardino persiano in rovina, un'oasi di freschezza circondata da una pianura arida e desolata, popolata da animali e uccelli.
  • Nei giardini persiani non esiste un proprietario, permettendo a chiunque di accedervi liberamente senza preoccupazioni di proprietà o danni.
  • Il tramonto trasforma il paesaggio, con il monte Demavand che appare come un carbone ardente, segnando il momento per l'autrice di lasciare il giardino.
  • L'assenza di regolamentazioni stradali nella regione consente una libertà di movimento, contrastando le norme più rigide presenti in Europa.

L’ autrice del testo è Victoria Mary Sackville-West, una nobile aristocratica inglese, appassionata di viaggi. Il testo è incentrato sulla descrizione e sulla funzione di un giardino pubblico del Medio Oriente, paragonato a quelli inglesi.

Differenze tra giardini inglesi e persiani

Appassionata di giardini, essa racconta di aver fatto un viaggio in Persia (attualmente Iran) e di essersi messa alla ricerca di uno dei famosi giardini persiani di cui ha sempre sentito tanto parlare. Nei paesi orientali il termine “giardino” indica una cosa ben diversa da quello che intendono gli Inglesi. Infatti quando diciamo “giardino”pensiamo a delle aiuole fiorite e a prati verdeggianti ben tagliati. Ma per un persiano questa è un’assurdità; infatti in Medio Oriente non esistono distese erbose, il terreno è piuttosto arido, ogni cosa dà un’impressione di miseria e di disordine e tutto è esposto ad un sole cuocente. In questa parte del mondo, l termine “giardino”, ha il significato di qualcosa che dà ombra, che rinfresca, con acqua corrente e quindi è uno spazio ricco di alberi ombrosi che permettono di riposarsi a coloro che hanno cavalcato per giorni e giorni sotto il sole picco, attraverso terre senza vegetazione. Pertanto, i giardini persiani non sono ricchi di fiori e di colori; alcuni, ormai abbandonati, sono diventati rifugio di tartarughe e di grilli.

La scrittrice si trova proprio in uno di questi giardini ormai in rovina e ne fa la descrizione.

Descrizione del giardino persiano

Il giardino è in contrasto con la realtà che lo circonda e da cui è separato da un muro di fango fatiscente. Tutto intorno, la pianura, che si estende a perdita d’occhio, ha un colore marrone ed è solcata da tre strade bianche che vanno in altrettante direzioni diverse. Le pianure asiatiche sono solitarie e disabitate, mentre il giardino è popolato, non da uomini, ma da uccelli, animali e fiori modesti. Mentre in Inghilterra, il giardino costituisce un lusso non indispensabile perché non c’è bisogno di un luogo di riparo e di sosta, non è la stessa cosa nei paesi orientali. Per darci un’idea del giardino di Persia, la scrittrice adopera due metafore: un pozzo nel deserto o una brezza fresca dopo una giornata assolata.

Libertà e assenza di proprietà

Un’altra caratteristica è la mancanza di un proprietario: ognuno è libero di entrare, di godersi il giardino, di sostarvi anche con il proprio gregge senza che qualcuno gli faccia osservare che sta violando la proprietà privata. D’altra parte, non c’è nulla da rubare, né danni da fare. Gli unici danni sono quelli causati dal passare del tempo. Inoltre nella regione non esistono indicazioni di legge, come cartelli stradali che obbligano il viaggiatore a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro. Infatti possiamo percorrere senza alcun controllo le tre strade che partono dal giardino in cui si trova la scrittrice, senza dover rispettare un codice stradale, come invece accade in Europa.

Il tramonto e la partenza

Quando arriva la sera, le ombre si allungano (perché il sole è più basso e sta calando) e la pianura viene invasa dalla luce crepuscolare. La terra, fino ad allora marrone, diventa più scura e poco a poco la luce avanza verso le colline di porfido. La montagna più alta del Medio Oriente, il monte Demavand, sotto la luce del tramonto, diventa simile ad un carbone ardente, abbandonando così l’aspetto candido che esso ha durante il resto della giornata. Per la scrittrice è giunto allora il momento di lasciare il giardino e di avviarsi verso la pianura. Da qui si sta già innalzando il fumo dei fuochi che gli abitanti accendono per il pasto serale, mentre in cielo comincia a brillare la prima stella.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra i giardini inglesi e quelli persiani secondo Victoria Mary Sackville-West?
  2. La scrittrice sottolinea che mentre i giardini inglesi sono caratterizzati da aiuole fiorite e prati verdi, i giardini persiani offrono ombra e frescura in un ambiente arido, rappresentando un rifugio dal sole cocente (testo).

  3. Come viene descritto il giardino persiano in contrasto con l'ambiente circostante?
  4. Il giardino è descritto come un'oasi di vita, popolato da uccelli e fiori modesti, circondato da una pianura marrone e solitaria, separato da un muro di fango fatiscente (testo).

  5. Qual è il significato della libertà di accesso ai giardini persiani?
  6. Nei giardini persiani, non esiste un proprietario e chiunque può entrare e sostare liberamente, poiché non c'è nulla da rubare e il concetto di proprietà privata è assente (testo).

  7. Come cambia l'atmosfera del giardino al calar della sera?
  8. Con l'arrivo del tramonto, le ombre si allungano e la luce crepuscolare trasforma la pianura, mentre il monte Demavand assume un aspetto ardente, segnando il momento della partenza della scrittrice (testo).

  9. Quali metafore utilizza la scrittrice per descrivere il giardino persiano?
  10. Victoria Mary Sackville-West utilizza le metafore di un "pozzo nel deserto" e di una "brezza fresca dopo una giornata assolata" per evocare l'importanza e la funzione del giardino in un contesto arido (testo).

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