Concetti Chiave
- Nello stato di natura, le relazioni sono limitate a due forme: l'amor proprio e la pietà, senza creare una vera società.
- L'amor proprio è una relazione con se stessi, mentre la pietà è la repulsione verso la sofferenza altrui, entrambi privi di moralità.
- La pietà è considerata una virtù naturale, riconosciuta anche dai critici delle virtù umane, ma non genera legami sociali duraturi.
- Questa inclinazione alla pietà è spontanea e temporanea, non capace di trasformarsi in solidarietà o relazioni permanenti.
- Il testo anticipa il pensiero di Rousseau nel Contratto sociale, riproponendo un aristotelismo nella modernità attraverso la discussione sulla pietà.
Quali sono le relazioni nello stato di natura?
Nello stato di natura abbiamo due forme di relazione, che in realtà non sono relazioni: una con noi stessi, l’amor proprio, e una con gli altri, la pietà, cioè il fatto che proviamo repulsione quando vediamo qualcuno soffrire, perché non lo accettiamo. In queste due tonalità non c’è relazione perché non c’è moralità, ma soltanto piena naturalità. Entrambi sono impulsi che rompono la solitudine, ma non determinano nessuna forma di società.
Pietà e moralità
Il fatto di non poter sopportare la propria fine e di non poter vedere senza emozione una persona sofferente non determinano una forma di società: «Non credo di cadere in contraddizione accordando all’uomo l’unica virtù naturale che anche il più oltranzista detrattore delle virtù umane è stato costretto a riconoscergli: parlo della pietà, disposizione adatta ad esseri così deboli e soggetti a tanti mali quali noi siamo, virtù tanto più universale e utile all’uomo in quanto essa precede in lui l’uso di qualsiasi riflessione; e così naturale che perfino le bestie ne danno talvolta segni tangibili». «Ciò non implica e non crea un legame sociale. C’è in questo un’inclinazione che esplode spontanea per lo spettacolo di dolore, inclinazione necessariamente passeggera e per nulla suscettibile di diventare principio di una relazione permanente come la solidarietà» (Gouhier). In realtà, qui c’è già un pezzo significativo di quello che sarà il Rousseau del Contratto sociale, cioè il fatto che lui sia l’unica voce che ripropone un certo aristotelismo nella modernità.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due forme di relazione nello stato di natura secondo il testo?
- In che modo la pietà è descritta nel contesto della moralità?
- Qual è il significato della pietà secondo Rousseau nel contesto del Contratto sociale?
Nel stato di natura si identificano due forme di relazione: l'amor proprio, che è una relazione con se stessi, e la pietà, che è la repulsione verso la sofferenza altrui. Tuttavia, queste non costituiscono vere relazioni sociali, poiché mancano di moralità e non creano una società (Relazioni nello stato di natura).
La pietà è considerata una virtù naturale, riconosciuta anche dai critici delle virtù umane, e si manifesta come una reazione emotiva alla sofferenza. Tuttavia, non genera legami sociali permanenti, poiché è un'inclinazione passeggera e non un principio di solidarietà (Pietà e moralità).
Rousseau presenta la pietà come una virtù universale e naturale, che precede la riflessione e si manifesta anche negli animali. Tuttavia, essa non crea legami sociali duraturi, anticipando le idee che svilupperà nel suo Contratto sociale, dove si esplora la necessità di relazioni più profonde e strutturate (Pietà e moralità).