Concetti Chiave
- Augusto, regnante dal 23 a.C. al 14 d.C., ruppe abilmente i legami con la liber Res-Publica, modificando la struttura politica di Roma.
- Attraverso plebisciti e la Lex Iulia de adulteris, Augusto tentò di restaurare i costumi sessuali, ma la libertà delle donne romane di alto lignaggio rimase una realtà.
- La legislazione sulla violenza privata portò a un corposo corpo normativo, mentre i senatoconsulti guadagnarono valore giuridico a scapito delle leggi tradizionali.
- Le costituzioni imperiali furono suddivise in editti, rescritti, mandata e decreti, influenzando profondamente il diritto pubblico e privato dell'epoca.
- Il passaggio a un processo penale inquisitorio e a una fase unica per quello civile segnò un cambiamento significativo nel sistema giuridico romano.
Augusto e la Res-Publica
Augusto regnò dal 23 a.C. fino al 14 d.C. Da abile stratega e oratore qual’era, in modo sapiente ruppe i legami con la liber Res-Publica.
Costumi sessuali e leggi
Tuttavia, a Roma la consuetudine continuò a sopravvivere (mos maiorum), mentre le leges entrarono in declino, anche se attraverso i Plebisciti Augusto tentò di restaurare i costumi (tecnicamente leggi, ma in realtà erano plebisciti). Tattica adottata soprattutto per quanto riguarda i costumi sessuali delle donne romane di alto lignaggio, abituate a una certa libertà (era consentito loro il divorzio). Quindi tentò con la Lex Iulia de adulteris di comminare sanzioni, anche se inutilmente. Infatti, La nipote, Giulia Minore, fu sorpresa con Ovidio e fu esiliata. Certe matrone addirittura si iscrivevano nell’esercizio delle prostitutuzione, venendo di fatto esonerate dalla legge Iulia. Per gli uomini, invece, impediva ai celibi di sposarsi propinando una serie di incapacità.
Norme sulla violenza privata
Poi indirizzò una serie di norme sulla violenza privata che garantì un corpo legislativo corposo. Dal punto di vista politico, la perdita di peso politico senatorio fu compensata dalla maggior valore giuridico dei responsi dei senatori detti senatoconsulti, a discapito delle leggi. Essi riguardavano soprattutto materie di scabrosa attualità come il caso in cui non si prestasse denaro a minorenni, che per sdebitarsi uccidevano il proprio padre.Molto importante furono le costituzioni imperiali, divise in 4 tipi:
1.Editti o Legese Generales = norme di carattere generale, nel basso impero diverranno l’unica fonte imposta dagli imperatori, riguardanti materie di diritto pubblico.
2.Rescritti imperiali = provenivano formalmente dall’impero e sostanzialmente dall’ufficio ab epistulis se lo scritto consisteva nelle epistole. Si trattava delle risposte dell’imperatore a quesiti giuridici inviati. Furono eliminati dall’imperatore Costantino, nel primo trentennio de IV secolo d. C, età tardo antica. Sottoscrizioni o subscriptiones = venivano presentate all’imperatore richieste di parere in forma di supplica e questo in calce alla tavoletta scriveva il suo giudizio e opponeva alla fine una lettere siglata “R” (nel senso di reconognovi)
3.Mandata = erano norme che venivano inviate perlopiù a funzionari imperiali per ordinare loro ad esempio di non sposare donne della provincia che amministravano, norme di favore nei confronti dei militari.
4.Decreti = sentenza che il principe emanava in grado di appello al termine di un processo civile e penale, che non è formulare bensì cognitio extra ordinem (il processo penale divenne inquisitorio, mentre quello civile avveniva in una sola fase).
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali strategie di Augusto per modificare i costumi sessuali a Roma?
- Come si sviluppò il corpo legislativo sotto il regno di Augusto?
- Quali erano i quattro tipi di costituzioni imperiali introdotte da Augusto?
Augusto tentò di restaurare i costumi sessuali attraverso plebisciti, come la Lex Iulia de adulteris, per imporre sanzioni alle donne romane di alto lignaggio, ma con scarso successo, come dimostra l'esilio della nipote Giulia Minore (testo).
Augusto introdusse norme sulla violenza privata e favorì il valore giuridico dei senatoconsulti, compensando la perdita di peso politico del Senato, mentre le costituzioni imperiali divennero una fonte legislativa fondamentale (testo).
Le costituzioni imperiali includevano editti o leggi generali, rescritti imperiali, mandata e decreti, ognuna con specifiche funzioni e modalità di applicazione nel contesto giuridico romano (testo).