Concetti Chiave
- Ottaviano Augusto ha adottato un approccio diplomatico, promuovendo Roma come esempio culturale piuttosto che ricorrendo alla forza militare per controllare i suoi domini.
- Il suo rapporto con il Senato era strategico: lo coinvolgeva nelle decisioni, ma manteneva il potere effettivo e il controllo sugli eserciti, rendendo il potere senatorio solo apparente.
- Augusto non poté nominare un successore ufficialmente, costringendolo ad adottare Tiberio, avviando così la dinastia giulio-claudia.
- Dopo la morte di Augusto, i suoi successori hanno ignorato il Senato e abbandonato la politica culturale, portando alla corruzione e al declino dei valori tradizionali romani.
- Il potere degli eserciti è aumentato, culminando in un ruolo politico significativo che ha contribuito al crollo dell'impero romano, nonostante la narrativa comune sugli invasori barbari.
Qual è l'approccio diplomatico di Augusto?
Ottaviano Augusto fu un diplomatico uomo politico nonostante non fosse un abile stratega.
Augusto aveva capito che per controllare tutti i domini romani non bisognava utilizzare la forza, bensì rendere Roma un esempio culturale per tutti i popoli conquistati. Per fare ciò Roma doveva fondarsi su delle solide basi: il mos maiorum (i valori degli antenati, ovvero patria, famiglia e religione). Fu Augusto stesso che ripristinò questi valori e attuò una politica culturale.
Il rapporto con il Senato
Augusto si rese conto che era necessario stabilire un buon rapporto con il Senato, un’istituzione secolare a Roma, che aveva sempre occupato il vertice del potere. Perciò lo coinvolgeva nelle decisioni, gli conferiva privilegi, prestigio, gli assegnava compiti, ma il potere senatorio era apparente: Augusto deteneva il potere effettivo e il controllo degli eserciti.
La successione e la dinastia giulio-claudia
Tuttavia, Augusto non poteva nominare espressamente un successore perché tale gesto avrebbe rivelato la vera natura del suo governo. Il princeps si vide costretto ad adottare Tiberio (tutti gli altri possibili successori erano morti), figlio di primo letto della moglie Livia. Perciò inizia la dinastia giulio-claudia.
Il declino post-Augusto
Dopo la morte di Augusto, la situazione a Roma degenerò:
I suoi successori governarono senza o contro il Senato e non promossero una politica culturale: i costumi degli antenati, i capisaldi sui quali poggiava la cultura romana erano venuti meno a causa dell’influenza di altri popoli e la realtà romana divenne gradualmente sempre più corrotta e lussuriosa.
Gli eserciti riuscirono gradualmente ad inserirsi nel governo, assunsero sempre più potere, sino ad ottenere un vero e proprio ruolo politico.
La situazione degenerò sino al crollo dell’impero romano, la cui causa non fu l’arrivo dei barbari, bensì la corruzione interna.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la strategia diplomatica di Augusto per mantenere il controllo sui territori romani?
- In che modo Augusto ha gestito il rapporto con il Senato?
- Quali sono state le conseguenze della successione di Augusto sulla stabilità dell'Impero?
Augusto ha compreso che il controllo non doveva basarsi sulla forza, ma piuttosto sulla cultura, rendendo Roma un esempio per i popoli conquistati e ripristinando i valori del mos maiorum (patria, famiglia e religione).
Augusto ha stabilito un buon rapporto con il Senato coinvolgendolo nelle decisioni e conferendogli privilegi, ma mantenendo il potere effettivo e il controllo degli eserciti, rendendo il potere senatorio solo apparente.
Dopo la morte di Augusto, i suoi successori hanno governato senza il Senato e hanno abbandonato la politica culturale, portando a una corruzione interna che ha contribuito al declino dell'Impero romano, nonostante l'influenza esterna dei barbari.