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Concetti Chiave

  • Servio Tullio, di origini servili o etrusche, cambiò nome in Macstarna e contribuì a creare una nuova identità per Roma.
  • Le mura serviane rappresentano il primo circuito urbano di Roma, segnando l'inizio della monumentalizzazione della città.
  • Servio Tullio introdusse la suddivisione di Roma in quattro tribù urbane, rendendo la tribù un elemento fondante della cittadinanza romana.
  • La democratizzazione della cittadinanza fu un'importante riforma di Servio Tullio, che permise a chi risiedeva in aree controllate da Roma di diventare cittadini.
  • Servio Tullio creò un esercito di cittadini-soldati, legando il servizio militare alla cittadinanza e alla proprietà, aumentando la potenza militare di Roma.

Quali sono le origini e il nome di Servio Tullio?

Secondo alcuni di origine servile e latina, secondo altri di origine etrusca. Servio Tullio (figlio di Ocresia, nobile di Corniculum fatta prigioniera da Tarquinio Prisco) cambiò il proprio nome una volta occupato il Celio e preso possesso di Roma: l’imperatore Claudio , re etruscologo ed amante della storia etrusca, ci informa che in realtà questi si chiamava Macstarna ed era amico di Celio ed Aulo Vibenna. Le istituzioni a lui attribuite dimostrano quanto la fisionomia di questo re sia diversa da quella dal tiranno greco.

Le mura serviane e la città di Roma

Sono attribuite a Servio Tullio le mura serviane: esse costituiscono il primo tracciato di mura che non riguarda più soltanto il Palatino, ma un intero circuito urbano. Esse sono il segno visibile di una città che si costituisce come tale, dotata di mura che ormai cingono i sette colli e non più singoli colli separatamente (o il solo Palatino). Risale all’età serviana il drenaggio del foro con annessa costruzione della Cloaca Maxima (sistema fognario) e la monumentalizzazione dell’area del Foro Boario (in cui si teneva il mercato del bestiame).

Tribù urbane e rustiche di Roma

Fra le istituzioni politiche apportate da Servio Tullio si ricorda la ripartizione di Roma in quattro tribù urbane (Collina, Esquilina, Palatina e Suburana); gli abitanti di queste quattro regioni territoriali acquistarono nella propria onomastica l’appartenenza ad una tribù particolare. Da questo momento la trìbus indica il quartiere residenziale ed è un elemento identificativo della cittadinanza romana: essere cittadino romano significava dunque sia l’avere un nomen, che indicasse la gens di appartenenza, sia il risiedere in una delle quattro regioni di Roma (trìbus). Roma arriverà ad avere 35 tribù: alle prime quattro tribù urbane saranno infatti aggiunte 31 tribù rustiche . Roma creò le tribù rustiche man mano che conquistava nuovo territorio: il primo modo di incorporare un popolo vinto in guerra fu dunque quello di espandere la cittadinanza romana alle popolazioni conquistate; nel corso di cinquant’anni quasi tutto il Lazio divenne un’enorme Roma, popolata da cittadini romani che abitavano nelle varie tribù rustiche: secondo alcune fonti di età augustea, nel 495 a.C. alle 4 tribù urbane erano già state aggiunte 17 tribù rustiche, mentre nel 241 a.C. le tribù erano in tutto 35. Le nuove tribù rustiche non erano necessariamente abitate da singoli popoli conquistati, ma anche da agglomerati di popolazioni composti dai nuovi cittadini, che spesso venivano annessi a cittadini romani di altre aree ; Roma procede infatti attribuendo i cittadini di aree molto lontane alla medesima tribù (per motivi elettorali).

Cittadinanza romana e classi di censo

Servio Tullio passò alla storia come un re democratico: mentre prima di lui si era cittadini romani solo se si faceva parte di una gens e tutti gli altri erano o plebei o clienti, ora si è cittadini romani per il semplice fatto di risiedere in una determinata area sotto il controllo di Roma. Il limite di quest’area era determinato dal Pomerium. Attraverso la creazione di cinque classi di censo Servio Tullio attaccò il potere gentilizio anche dal punto di vista economico: egli sentiva la necessità di creare istituzioni che avrebbero permesso ai nuovi cittadini di essere rappresentati in toto e di sentirsi cittadini romani a tutti gli effetti.

Organizzazione militare e società romana

Apprendiamo da Livio che Servio Tullio divise i cittadini di Roma in cinque classi di censo , cioè in base a ciò che essi possedevano; egli decise che si era cittadini romani se si possedevano almeno 11.000 asses (una moneta arcaica), una quantità non enorme . Alla prima classe di censo appartenevano coloro che avevano almeno 100.000 assi ed era formata da 18 centurie di cavalieri e 80 di fanti, per la seconda servivano almeno 75.000 assi ed era formata da 20 centurie di fanti, per la terza almeno 50.000 assi ed era ugualmente formata sempre da 20 centurie di fanti, per la quarta 25.000 assi ed ugualmente formata da 20 centurie di fanti, per la quinta 11.000 assi ma questa volta formata da 30 centurie di fanti più 4 di ausiliari (chi portava la bandiera, le mercanzie ed i carri durante le campagne militari). Un’ampissima sezione di cittadini romani erano censiti come proletari in quanto possedevano solo la prole. Tale forma di organizzazione popolare permette di capire i princìpi costitutivi della società romana fino ad Augusto: fu grazie ad essa che Roma acquisì un’enorme potenza in guerra, ma anche la possibilità di ingrandirsi espandendosi pur rimanendo ancorata ad un gruppo dirigente ristretto. La città si componeva ora di cittadini-soldati, cioè di cittadini che in quanto tali dovevano prestare servizio militare per difendere la propria terra, ma anche per Parcere subiectis et debellare superbos (“risparmiare coloro che si assoggettano ma debellare tutti coloro che provano a ribellarsi”); infatti, solo in quanto cittadini si possedeva il censo necessario per armarsi a proprie spese ed andare in guerra. L’esercito oplitico (da òplon, “armatura”, cioè un esercito armato) romano prende di fatto spunto dalla Grecia: il confronto è con il mondo epico, con Achille, il cui scontro con Ettore dev’essere da esempio per tutti i cittadini-soldati romani. L’esercito messo in campo si componeva di uomini armati a proprie spese non solo per difendere i propri beni, ma anche per accrescerli: le terre conquistate diventavano ager publicus, che venne suddiviso come bottino fra tutti i membri dell’esercito. I nullatenenti vennero chiamati alle armi con fionde, sassi e senza armatura solo in caso di tumultus, cioè solo se Roma avesse rischiato di essere presa . Alla classe di censo corrispondeva sia il tipo di armatura che la propria posizione nello schieramento: minore era la classe più avanti si era collocati.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine e il significato del nome di Servio Tullio?
  2. Servio Tullio, figlio di Ocresia, è considerato di origine servile e latina o etrusca. Il suo vero nome era Macstarna, come riportato dall'imperatore Claudio, e cambiò nome dopo aver preso possesso di Roma.

  3. Qual è l'importanza delle mura serviane nella storia di Roma?
  4. Le mura serviane rappresentano il primo tracciato di mura che cinge l'intera città di Roma, segnando la transizione da un insediamento su singoli colli a una città unita, come evidenziato nel testo.

  5. Come Servio Tullio ha influenzato la cittadinanza romana?
  6. Servio Tullio ha democratizzato la cittadinanza romana, permettendo a chi risiedeva in determinate aree di essere considerato cittadino, superando il precedente sistema basato sulla gens.

  7. In che modo Servio Tullio ha organizzato la società romana attraverso le classi di censo?
  8. Servio Tullio ha diviso i cittadini in cinque classi di censo, basate sulla ricchezza, permettendo una rappresentanza più ampia e attaccando il potere gentilizio, come descritto nel testo.

  9. Qual è il ruolo dei cittadini-soldati nell'esercito romano secondo Servio Tullio?
  10. I cittadini-soldati, che dovevano prestare servizio militare, erano armati a proprie spese e combattevano per difendere e accrescere i propri beni, come indicato nella descrizione dell'organizzazione militare romana.

Domande e risposte

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