Concetti Chiave
- I Veneti, giunti nell'attuale regione veneta durante la prima Età del Ferro, assimilarono i gruppi preistorici locali noti come Euganei, contribuendo alla fondazione di città come Este e Padova.
- La civiltà paleo veneta raggiunse il suo apice tra il VI e il V secolo a.C., sviluppando un'economia fiorente grazie ai traffici commerciali con Etruschi e Greci, evidenziata da corredi funebri ricchi.
- I Veneti praticavano una religione caratterizzata da ex-voto dedicati a Reitia, dea della fecondità, e culti propiziatori con reperti significativi rinvenuti in vari santuari.
- Nonostante non fossero formalmente alleati, i Veneti sostennero i Romani durante le invasioni galliche e l'invasione di Annibale, preservando così la loro struttura sociale e politica.
- Nel 49 a.C., i Veneti furono incorporati nello Stato romano, ottenendo pieni diritti di cittadinanza, grazie al loro supporto costante ai Romani durante i conflitti.
Origini e insediamenti dei Veneti
Nell’età preistorica, l’attuale regione veneta era abitata da gruppi etnici di lingua preindoeuropea che gli studiosi sono soliti chiamare Euganei. Provenendo dall’Europa centrale, i Veneti giunsero nella prima Età del Ferro, cioè intorno al IX o X secolo a.C. Dalla stessa regione alcuni gruppi affini trasmigrarono in Gallia, in Germania, nei Balcani e in Asia Minore. Questi ultimi erano chiamati anche Eneti e tale omonimia con i Veneti favorì la leggenda della fondazione di Padova da parte di Antenore, un superstite della guerra di Troia. I gruppi Veneti, giunti nella Venezia e parlanti una lingua di origini indoeuropea, assimilarono ben presto agli Euganei e si affermarono soprattutto nella zona che più tardi vedrà sorgere Este e Padova.
Civiltà paleo veneta e commercio
Numerosi sono i ritrovamenti archeologici. Questa civiltà convenzionalmente chiamata “paleo veneta”, raggiunse il suo culmine tra il VI e il V secolo, quando si aprì al commercio con gli Etruschi e attraverso l’emporio greco - orientale presente ad Adria. I corredi funebri che ci sono pervenuti, testimoniano il notevole sviluppo economico raggiunto, all’interno di una società con un’aristocrazia evoluta che comprendeva anche delle milizie addestrati con squadroni di cavalleria. I cavalli dei Veneti erano famosi; infatti, sappiamo che Dionisio, il tiranno di Siracusa, nella prima metà del V secolo, ordinò che ne fossero acquistati alcuni esemplari per il suo allevamento.
Sul finire dello stesso secolo, lo spartano Cleonimo con la sua flotta tentò uno sbarco sulle coste venete, riuscendo perfino a risalire il corso del Brenta, ma fu respinto dopo aver riportato una pesante sconfitta. A tale epoca, risalgono le steli patavine con epitaffi scolpiti e i vasi a forma di tronco di cono rovesciato e istoriati.
Religione e alleanze dei Veneti
Anche l’aspetto religioso dei Veneti è interessante. Infatti, sono stati ritrovati numerosi ex-voto di bronzo o di pietra, soprattutto dedicati a Reitia, dea della fecondità e della salute, signora delle fonti, della flora e della fauna. All’interno del santuario della dea sono state rinvenute delle tavolette di bronzo con incisi alfabeti vari, In un altro santuario a Caldevigo erano collocati falli di bronzo e rappresentazioni vulvari, indizio che era in uso fra i Veneti il culto propiziatorio della fecondazione. In una stipe votiva a Montegrotto Terme, sono stato trovate delle membra di argilla di corpi umani e dei cavallini di bronzo. Nella tradizione storiografica romana, i Veneti, anche se non proprio alleati, si sono sempre schierati dalla parte dei Romani, soprattutto quando questi ultimi iniziarono ad affermare la loro supremazia in Italia. Questo successe quando le orde galliche di Brenno presero d’assalto Roma nel 390 a.C. o quando i Galli furono massacrati nella battaglia di Talamone. Anche durante l’invasione di Annibale i Veneti parteggiarono sempre per i Romani. Per questo motivo, i Veneti poterono salvaguardare la propria struttura sociale e politica fin quando nel 49 a.C. non furono incorporati nello Stato romano con i pieni diritti di cittadinanza.
Domande da interrogazione
- Quali erano le origini etniche dei Veneti e come si sono insediati nella regione veneta?
- Qual è stato il culmine della civiltà paleo veneta e quali scambi commerciali hanno caratterizzato questo periodo?
- Quali erano le pratiche religiose dei Veneti e a quali divinità erano dedicati i loro ex-voto?
- In che modo i Veneti si schierarono durante le guerre romane e quale fu il loro destino politico?
I Veneti, provenienti dall'Europa centrale, giunsero nella regione veneta durante la prima Età del Ferro, intorno al IX o X secolo a.C., assimilando i gruppi etnici preesistenti, gli Euganei, e affermandosi soprattutto nelle zone di Este e Padova.
La civiltà paleo veneta raggiunse il suo apice tra il VI e il V secolo a.C., aprendo scambi commerciali con gli Etruschi e attraverso l'emporio greco-orientale di Adria, come testimoniato dai corredi funebri e dallo sviluppo economico della società veneta.
I Veneti praticavano culti religiosi dedicati a divinità come Reitia, dea della fecondità e della salute, come dimostrano i numerosi ex-voto di bronzo e pietra rinvenuti, insieme a rappresentazioni di simboli di fecondazione nei santuari.
I Veneti, pur non essendo alleati ufficiali, si schierarono dalla parte dei Romani in diverse occasioni, come durante l'assalto gallico a Roma nel 390 a.C. e l'invasione di Annibale, riuscendo a mantenere la loro struttura sociale fino a essere incorporati nello Stato romano nel 49 a.C. con pieni diritti di cittadinanza.