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Concetti Chiave

  • Le lotte interne nella Repubblica Romana portarono alla violazione della Costituzione, con la forza che sostituì la legge e il mondo romano diviso da guerre tra partiti.
  • Gneo Pompeo, successore di Silla e appartenente al partito aristocratico, fu inviato in Spagna dal Senato per combattere i democratici di Sertorio e tornò vittorioso.
  • La ribellione di Spartaco coinvolse gladiatori e schiavi in cerca di libertà, ma si concluse con la sconfitta delle sue forze da parte delle legioni di Crasso.
  • Pompeo si attribuì il merito della vittoria sulle bande di Spartaco, affermando di aver estirpato le radici del male che minacciava Roma.
  • Nel 70 a.C., Pompeo, come Console, revocò le riforme di Silla, ripristinando il potere ai tribuni della plebe e ai cavalieri.

Declino della repubblica romana

Le otte interne continuarono. Altri uomini si servirono del favore del popolo e dei soldati o dell’appoggio dato e dei ricchi e governarono a loro arbitrio, violando la Costituzione repubblicana. Così venne meno l’impero della legge e la forza si sostituì al diritto; il mondo romano fu diviso dalle guerre tra i vari partiti e la Repubblica si avviò alla rovina.

Guerra contro Sertorio

La guerra contro Sertorio-Gneo Pompeo, nato da nobile e ricca famiglia, apparteneva al partito aristocratico. Egli aveva seguito Silla e ne fu, per così dire, il naturale successore. Il Senato mandò il giovane generale nella Spagna, dove i democratici, guidati da Sertorio, resistevano ancora. I ribelli avevano battuto in alcuni scontri le legioni romane. Nel 72 a. Cr. Sertorio venne assassinato dal suo luogotenente Perpenha. Pompeo ebbe ragione degli ultimi tentativi di resistenza e ritornò quindi vincitore in patria.

Ribellione di Spartaco

La guerra contro le bande di Spartaco. Ma in Italia Pompeo si imbatté in bande di disperati, che rubavano, uccidevano e combattevano con incredibile coraggio. Erano costoro soldati fuggiaschi: uomini senza guida e senza freno, che cercavano una via di scampo verso il Nord. Avevano fatto parte dell’esercito di Spartaco, gladiatore della Tracia, che nel 73 a. Cr. Aveva riunito nell’Italia meridionale altri gladiatori e molti schiavi e aveva guidato i suoi compagni di sventura contro Roma, nel vano tentativo di portarli oltre la cerchia alpina, verso l’agognata libertà. Spartaco combatté senza fortuna: le legioni, guidate da Marco Licinio Crasso, sterminarono i suoi soldati ed egli cadde sul campo. Soltanto 5.000 uomini riuscirono a sfuggire alla cattura e si diressero verso il nord. Ma ebbero la mala sorte di inontrare il vincitore di Sertorio: per loro fu la fine. Pompeo si attribuì, senza troppa modestia, tutto il merito della vittoria sulle bande di Spartaco: “Crasso ha avuto ragione del male, ma io ne ho estirpato le radici”. Nel 70 a. Cr. Fu Console con Crasso: in questa occassione revocò le riforme di Silla: restituì l’antico potere sia ai tribuni della plebe, sia ai cavalieri.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze del declino della Repubblica Romana?
  2. Il declino della Repubblica Romana portò alla violazione della Costituzione e alla sostituzione della legge con la forza, causando divisioni interne e guerre tra i partiti, avviando la Repubblica verso la rovina.

  3. Chi era Sertorio e quale ruolo ebbe nella guerra contro Roma?
  4. Sertorio era un leader democratico che oppose resistenza alle legioni romane in Spagna. Fu assassinato nel 72 a.C. dal suo luogotenente Perpenna, ma la sua ribellione rappresentò un significativo ostacolo per il potere romano.

  5. Come si concluse la ribellione di Spartaco e quale fu il ruolo di Pompeo?
  6. La ribellione di Spartaco si concluse con la sconfitta dei suoi soldati da parte delle legioni di Marco Licinio Crasso. Pompeo, che si attribuì il merito della vittoria, affermò di aver estirpato le radici del male, consolidando ulteriormente il suo potere.

Domande e risposte

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