Concetti Chiave
- Romolo organizzò la società romana in tre tribù etniche, istituendo il senato e distinguendo tra plebei e patrizi, assegnando anche la proprietà privata della terra.
- Numa Pompilio introdusse la prima legislazione, il calendario e collegi religiosi, gettando le basi per la vita sociale e religiosa di Roma.
- Sotto il dominio etrusco, Roma si espanse e divenne più magnifica, con re che rafforzarono militarmente la città e le infrastrutture.
- La monarchia a Roma terminò nel 509 a.C. con la cacciata di Tarquinio il Superbo, seguita dalla transizione a un sistema repubblicano grazie a una rivolta patrizia.
- Le donne nella società romana avevano un ruolo limitato, non partecipavano alla vita pubblica e venivano affidate a tutori che decidevano per loro dopo la morte del padre.
Organizzazione sociale di Romolo
Romolo diede una prima forma organizzativa alla società. Distribuì gli abitanti in tre tribù su base etnica. Istituì il senato, l’assemblea degli anziani che doveva collaborare con il re e garantire la continuità del governo scegliendo il successore; creò inoltre la distinzione tra plebei e patrizi. Infatti a Romolo veniva attribuità l’istituzione della proprietà privata della terra: avrebbe assegnato a ciascuno degli abitanti un appezzamento di circa mezzo ettaro.
Riforme di Numa Pompilio
A Romolo seguì il sabino Numa Pompilio: la tradizione gli attribuisce la prima legislazione della città e l’istituzione del calendario e dei più antichi collegi religiosi. Fu poi la volta dei due guerrieri, Tullio Ostilio e Anco Marcio, che rafforzarono il potere di Roma.
Dominio etrusco e re Tarquinio
Nel IV secolo Roma passò sotto il dominio Etrusco e divenne ancora più grande nella sua magnificenza.
Il primo re di origine etrusca fu Tarquinio Prisco; il successore, Servio Tullio. Infine un altro Tarquinio, detto ‘Il Superbo’, fu l’ultimo re, Roma passò dal reggime monarchico alla repubblica. I re etruschi rafforzarono militarmente Roma, la fortificarono con una cerchia di mura e la inserirono in una stretta alleanza con le città etrusche; essi provarono a rafforzare il potere del re indebolendo i clan aristocratici.
Riforme di Servio Tullio
Servio Tullio, suddivise le popolazioni di Roma in tribù; a Servio Tullio è attribuita un’altra importante riforma: la divisione dei cittadini in classi secondo la ricchezza personale. Inoltre attuò una importante riforma dell’esercito, con l’introduzione della falange oplitica su modello greco.
Trattato con Cartagine e fine della monarchia
Quando venne firmato il trattato con Cartagine (508-509 a.C. in cui i cartaginesi riconoscevano la superiorità di Roma e in compenso Roma si impegnava a non navigare nelle acque Cartaginesi) l’ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo, fu cacciato da una rivolta e la città si era data un ordinamento repubblicano. La data tradizionale della fine della monarchia è il 509 a.C.. La cacciata del re fu opera delle famiglie patrizie che miravano a riprendere il controllo della vita politica romana.
Qual è la struttura familiare e il ruolo delle donne?
Un gruppo d famiglie che riconoscevano un antenato comune e si sentivano legate da vincoli di sangue, costituiva una gens. La famiglia aveva un ordinamento patriarcale: il potere del capo famiglia era assoluto nella gestione dei beni che nei riguardi delle persone. Il padre aveva persino diritto a vendere i figli o in certi casi di ucciderli. Compiuti i sedici anni il giovane era condotto dal padre nel Foro, dove diventava un cittadino romano. Tuttavia, anche da adulto il figlio rimaneva sottomesso al padre che prendeva tutte le decisioni sulla sua vita e sul suo matrimonio.
Il peso delle donne nella società era scarso; la sua inferiorità sociale è deducibile dal fatto che non avevano un nome proprio, ma portavano quello della gens e della famiglia a cui appartenevano. Le donne non prendevano parte alla vita pubblica e non potevano testimoniare in tribunale. Alla morte del padre venivano affidate a un tutore che decideva per loro.
Curie e assemblea delle curie
Romolo raggruppò le genti in trenta curie, che a loro volta facevano capo a tre tribù. Le curie erano circoscrizioni con funzioni militari e civili. La funzione militare di ognuna era fornire dieci soldati a cavallo e cento fanti all’esercito della città. Sul piano civile l’assemblea delle curie veniva convocata per acclamare il nuovo re.
L’assemblea delle curie (comizi curiati) veniva convocata per attribuire il potere di comando militare ai più importanti magistrati.
Ruolo del senato
La carica del re era vitalizia, ma non ereditaria. Il monarca era sostituito nelle sue funzioni da un’assemblea degli anziani, il senato, composto in origine da cento membri che furono portati a trecento verso la fine dell’età monarchica. Il senato aveva anche il compito dopo la morte del re di eleggere il suo successore.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali innovazioni sociali introdotte da Romolo?
- Che riforme significative apportò Numa Pompilio a Roma?
- Come influenzò il dominio etrusco la crescita di Roma?
- Quali furono le riforme di Servio Tullio e il loro impatto?
- Qual era il ruolo delle donne nella società romana antica?
Romolo organizzò la società romana in tre tribù etniche, istituì il senato e creò la distinzione tra plebei e patrizi, attribuendo anche la proprietà privata della terra (circa mezzo ettaro per abitante).
Numa Pompilio è noto per aver introdotto la prima legislazione della città, il calendario e i collegi religiosi, contribuendo così alla strutturazione della vita civile e religiosa di Roma.
Sotto il dominio etrusco, Roma si espanse e si fortificò, grazie ai re etruschi che rafforzarono militarmente la città e la legarono a un'alleanza con altre città etrusche.
Servio Tullio suddivise la popolazione in tribù e classi in base alla ricchezza, e riformò l'esercito introducendo la falange oplitica, migliorando così l'organizzazione sociale e militare di Roma.
Le donne avevano un ruolo marginale, non partecipando alla vita pubblica e non avendo diritti legali, essendo sottomesse al potere patriarcale del capo famiglia e prive di un nome proprio.