Concetti Chiave

  • Il calendario russo era indietro di 13 giorni rispetto a quello occidentale, facendo sì che la rivoluzione di febbraio fosse datata 23 febbraio 1917 nel calendario russo.
  • Le proteste iniziarono l'8 marzo con le operaie delle fabbriche tessili, seguite da uno sciopero generale e dall'ammutinamento dei soldati che si rifiutarono di reprimere la rivolta.
  • Si assistette alla nascita di un governo provvisorio, formato da liberali moderati, e all'abdicazione dello Zar, evidenziando la perdita di potere della monarchia.
  • Il dualismo di poteri tra il governo provvisorio e i soviet portò a una crisi di governo, con i socialrivoluzionari che non attuarono le riforme richieste dalla popolazione.
  • Le differenze tra Menscevichi e Bolscevichi riguardavano l'approccio alla rivoluzione, con i primi favorevoli a un processo graduale di industrializzazione e i secondi sostenitori di una rivoluzione immediata.

Il calendario russo e la rivoluzione di febbraio

In realtà, il calendario russo era spostato di 13 giorni indietro rispetto a quello occidentale.

Secondo il calendario occidentale, la rivoluzione di febbraio scoppia l’8 marzo, che nel calendario russo corrisponde al 23 febbraio del 1917.

L’​8 marzo​ (festa della donna), le ​operaie delle fabbriche tessili​ ​furono le prime a scendere in campo per protestare a causa della povertà e della fame, della miseria, dopodiché scesero in piazza anche gli ​operai delle fabbriche Putilov​ (a San Pietroburgo).

Sciopero generale e ammutinamento dei soldati

Nel giro di pochissimi giorni (​9-10 marzo​), si ha già uno ​sciopero generale​, cioè lo sciopero generale di tutti gli operai in Russia, sciopero che determina anche la rinascita di quelli che erano i vecchi soviet nati nel 1905.

Il ​12 marzo​ (27 febbraio secondo il calendario russo), si ha l’​ammutinamento dei soldati​, perché naturalmente alla notizia dell’insurrezione a San Pietroburgo e in tutte le altre città principali della Russia, Nicola II Romanov (che in quel momento era sul fronte a combattere) immediatamente mandò l’esercito per reprimere tale rivolta. I soldati che arrivavano nelle grandi città si rifiutarono però di sparare sulla folla, anzi iniziarono addirittura a fraternizzare e a scendere anche loro in campo contro lo Zar.

Nascita del governo provvisorio e dualismo dei poteri

A quel punto, lo Zar decise di muoversi dal fronte dove stava combattendo, per recarsi personalmente a San Pietroburgo, ma i ferrovieri si rifiutarono di trasportare le truppe dei soldati.

Quindi era chiaro che il potere dello Zar non aveva più presa sulla popolazione, ma soprattutto sui soldati, quindi si assiste alla ​nascita di un governo provvisorio​ (1 marzo secondo il calendario russo), formato soprattutto dagli esponenti della Duma, ossia dai liberali moderati guidati dal principe L’vov. Il 2 marzo (calendario russo), si ha così l’​abdicazione dello Zar​.

Menscevichi e bolscevichi: due correnti a confronto

Subito dopo la rivoluzione di febbraio, si venne a creare in Russia un ​dualismo dei poteri​, perché in quel momento l’unico organo ufficiale che poteva sostituire lo Zar era la Duma, ma contemporaneamente rinacquero anche i soviet (consigli di delegati che vanno a creare una sorta di espressione di democrazia diretta).

All’interno dei soviet, ad essere forti non erano però i cadetti, ma il ​partito socialdemocratico russo e i socialrivoluzionari.

I socialrivoluzionari però, a discapito del nome, non erano per nulla rivoluzionari, ma moderati. Al contrario, il partito socialdemocratico era diviso in due correnti, che venivano chiamate corrente dei ​menscevichi ​(che rappresentava la minoranza) e corrente dei ​bolscevichi ​(che rappresentava la maggioranza).

La differenza fra le due correnti riguardava soprattutto ​l’idea di partito​ che esse avevano e il risultato che volevano ottenere, ma anche e soprattutto il ​rapporto con la teoria di Marx​.

Perché?

Innanzitutto i ​Menscevichi​ erano ​moderati​, mentre i ​Bolscevichi​ erano ​rivoluzionari​. Questo in realtà dipendeva dal rapporto con la teoria di Marx.

I Menscevichi erano infatti marxisti ortodossi, cioè interpretavano alla lettera la teoria di Marx.

Marx esprimeva una ​teoria dialettica della storia​, ma la visione dialettica naturalmente è una ​visione processuale​. Nel percorso individuato da Marx, la rivoluzione socialista è il prodotto della crisi del capitalismo, in Russia non vi era però il capitalismo in quanto arretrata, per cui chiaramente i Menscevichi ritenevano che prima bisognasse realizzare la società capitalistica e poi dalla crisi di quest’ultima sarebbe nata la società socialista.

Essi volevano sostanzialmente portare la Russia a diventare una ​potenza sul modello delle potenze occidentali​, quindi ​industrializzare​ il paese attraverso delle riforme, e avevano un’idea di partito simile ai grandi partiti occidentali, quindi un ​partito di massa​, un partito ramificato all’interno della società sul modello delle socialdemocrazie occidentali (il partito più grande dal punto di vista della socialdemocrazia era quello tedesco, che fungeva da modello per tutti i partiti europei, anche per il partito socialista italiano).

Al contrario, i Bolscevichi ritenevano che si potesse ​saltare la fase del capitalismo avanzato e giungere subito alla rivoluzione; la loro idea di partito era dunque diversa, perché secondo loro il partito doveva essere guidato da ​rivoluzionari di professione​, quindi un partito di ​politici professionisti​.

Si trattava dunque di due ​idee differenti​, soprattutto in relazione agli ​obiettivi​: da una parte l’obiettivo è quello di realizzare il modello occidentale, e quindi di portare la Russia a diventare un paese capitalistico, dall’altra l’obiettivo è quello di realizzare comunque una rivoluzione con tempi più o meno lunghi.

Lenin e la crisi del capitalismo

Inizialmente, anche i Bolscevichi non aspiravano a una rivoluzione socialista immediata, quindi le posizioni di Menscevichi e Bolscevichi erano inizialmente vicine fino all’arrivo di Lenin.

La situazione di stasi e le richieste della popolazione

Lenin, infatti, rivoluziona l’idea iniziale di Marx, dicendo che non bisogna guardare alla sola Russia, perché se si guarda alla sola Russia, essa è arretrata e non è capitalista.

Secondo Lenin bisogna infatti guardare all’Europa e al mondo, e se allarghiamo lo sguardo allora la guerra mondiale rappresenta proprio l’apice e la crisi del capitalismo avanzato, perché la guerra mondiale è il frutto dell’imperialismo di fine 800, imperialismo con cui i mercati capitalistici hanno cercato di estendere il proprio potere all’intero globo conquistando appunto tutti i paesi del mondo.

Una volta esaurite però queste conquiste, i paesi capitalistici si sono rivolti gli uni verso gli altri e quindi è scoppiata la prima guerra mondiale, che rappresenta appunto la ​crisi del sistema capitalistico​.

(Lenin dice che il momento è giusto e non si può tornare indietro perché ormai ci sono i soviet, quindi ormai c’è già una forma di democrazia diretta e perché ormai il capitalismo avanzato ha segnato la propria fine con la guerra mondiale).

Questo lo esprime in diverse opere, tra cui l’opera all’imperialismo come fase suprema del capitalismo (l’imperialismo e la guerra mondiale rappresentano l’inizio della crisi del sistema capitalistico).

Lenin arriva in Russia soltanto in primavera, ad aprile ed esprime queste sue idee nelle ​tesi di aprile​. Nel frattempo il governo era in una situazione di stasi perché la popolazione rispondeva ai soviet, ma questi, prima dell’arrivo di Lenin, non avevano avuto il coraggio di prendere direttamente nelle proprie mani il potere, inoltre il governo non aveva il coraggio di fare quelle riforme che la popolazione richiedeva (uscita della Russia dalla guerra e la riforma agraria):

•La ​guerra​, infatti, in un paese povero come la Russia, aveva ridotto la popolazione alla fame, alla miseria e alla povertà più assoluta (quando le donne dell’8 marzo e gli operai di San Pietroburgo scesero in piazza, la prima cosa che chiesero era proprio l’uscita della Russia dalla guerra, in quanto la guerra non era più sostenibile);

•La popolazione richiedeva anche la ​riforma agraria,​ era impossibile infatti continuare a vivere in un paese di tipo medievale, dove la maggior parte della terra era nelle mani di pochissime persone e la maggior parte dei contadini era in una situazione di servitù della gleba.

Dualismo di poteri e crisi di governo

Da una parte, il governo provvisorio (Duma) non aveva il coraggio di attuare queste due richieste, non aveva infatti il coraggio di opporsi alle potenze occidentali, principalmente all’Inghilterra e alla Francia, uscendo dalla guerra e quindi abbandonando gli alleati e non aveva neanche il coraggio di opporsi ai grandi latifondisti che da sempre detenevano il potere in Russia.

Dall’altra parte, i soviet avevano il controllo della popolazione, perché questa rispondeva ai soviet, ma questi ultimi non volevano assumere direttamente l’iniziativa.

Per questo motivo si viene a creare una situazione di ​dualismo di poteri​ ​tra i soviet e il governo provvisorio che porta a una crisi di governo e a un cambio al capo del governo passando da L’vov a ​Kerenskij​, che era un socialrivoluzionario.

I socialrivoluzionari erano sì forti all’interno dei soviet, ma erano moderati quindi anche ​Kerenskij​ rifiuta sia di uscire dalla guerra che di realizzare la riforma agraria.

Proprio in questo momento scoppia una ​rivolta contadina​ e la situazione di crisi crea le basi per un tentativo di ​colpo di stato​, guidato da un militare (Kornilov) che in quel momento affiancava Kerenskij al potere e che suggeriva una svolta di tipo autoritario. Questo tentativo di colpo di stato viene però sventato grazie all’appoggio e al sostegno dei Bolscevichi che aumentano la loro popolarità perché erano riusciti a sventare tale colpo di stato.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra il calendario russo e quello occidentale in relazione alla rivoluzione di febbraio?
  2. Il calendario russo era spostato di 13 giorni indietro rispetto a quello occidentale; così, la rivoluzione di febbraio scoppia l'8 marzo secondo il calendario occidentale, che corrisponde al 23 febbraio del 1917 nel calendario russo.

  3. Quali furono le cause principali che portarono allo sciopero generale in Russia nel marzo 1917?
  4. Le cause principali dello sciopero generale furono la povertà, la fame e la miseria, con le operaie delle fabbriche tessili che furono le prime a scendere in piazza, seguite dagli operai delle fabbriche Putilov a San Pietroburgo.

  5. Come si sviluppò il dualismo dei poteri dopo la rivoluzione di febbraio?
  6. Dopo la rivoluzione di febbraio, si creò un dualismo dei poteri tra il governo provvisorio, formato da esponenti della Duma, e i soviet, che rappresentavano una forma di democrazia diretta, portando a una crisi di governo.

  7. Quali erano le differenze ideologiche tra Menscevichi e Bolscevichi?
  8. I Menscevichi erano moderati e marxisti ortodossi, credendo che la Russia dovesse prima diventare capitalista, mentre i Bolscevichi erano rivoluzionari e ritenevano possibile saltare la fase del capitalismo per giungere direttamente alla rivoluzione.

  9. Quali richieste avanzava la popolazione russa durante la crisi del governo provvisorio?
  10. La popolazione richiedeva l'uscita della Russia dalla guerra e una riforma agraria, poiché la guerra aveva ridotto la popolazione alla miseria e la maggior parte della terra era nelle mani di pochi latifondisti.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community